Il sinonimo del Trentodoc
Fondata a Trento nel 1902 da Giulio Ferrari, Ferrari Trento nasce come progetto visionario: dimostrare che la montagna italiana, attraverso l’altitudine e il tempo, può dare spumanti di statura internazionale. Dal 1952, sotto la guida della famiglia Lunelli, questa intuizione si è trasformata in uno stile compiuto, fondato su rigore, continuità e una lettura paziente del territorio.
Vigneti di montagna, pratiche sostenibili e rispetto del disciplinare Trentodoc definiscono un’identità riconoscibile, giocata su equilibrio, precisione e capacità di evoluzione. Ferrari Trento è così diventata non solo riferimento del Metodo Classico italiano, ma anche simbolo di un’idea di eleganza nazionale, presente nei momenti chiave della vita culturale e istituzionale del Paese.
In questo solco si inserisce il progetto Giulio Ferrari Collezione: espressione estrema dello Chardonnay di montagna, concepita per misurarsi senza mediazioni con il tempo e con i grandi modelli internazionali. Non una cuvée celebrativa, ma un esercizio di profondità e attesa, dove l’affinamento diventa strumento di identità e la longevità misura ultima dell’ambizione.
La storia del Giulio Ferrari Collezione prende forma alla fine degli anni Settanta, quando Mauro Lunelli, uno dei tre figli di Bruno Lunelli, rileva l’azienda e decide di conservare, per propria intuizione, alcuni millesimi ritenuti eccezionali. Quelle bottiglie restano in cantina per circa otto anni prima di essere condivise con i fratelli Franco e Gino. Da questa scelta nasce, nel 1980, la Riserva del Fondatore, dedicata a Giulio Ferrari e prodotta solo nelle annate migliori. Nel tempo, il progetto evolve ulteriormente fino a dar vita al Giulio Ferrari Collezione, un’etichetta ancora più rara, realizzata esclusivamente in annate considerate perfette e spinta a livelli di affinamento mai raggiunti prima dal Metodo Classico italiano.
Le annate della collezione
Ad oggi sono soltanto cinque le annate prodotte di Giulio Ferrari Collezione: 1995, 1997, 2001, 2004 e 2007. Ciascuna rappresenta un capitolo autonomo, frutto di scelte radicali e di una selezione severissima. Le uve provengono da vigneti di proprietà situati tra i 500 e i 600 metri sul livello del mare, in un contesto dove la viticoltura di montagna gioca un ruolo decisivo nel preservare acidità, tensione e capacità evolutiva. Il tempo di permanenza sui lieviti raggiunge una media di 18 anni, rendendo questo progetto un unicum nel panorama italiano.
Il millesimo 2007 si inserisce in questa traiettoria come quinta annata mai realizzata. È un vino che vede la luce dopo sedici anni di affinamento, divenuti diciassette al momento della presentazione ufficiale, trascorsi nel buio e nel silenzio della cantina. Un arco temporale che testimonia la volontà di sfidare il tempo, la natura e le aspettative del mercato, per scrivere un nuovo capitolo nella storia del Trentodoc e riaffermare il vertice assoluto delle bollicine italiane.
Dal punto di vista climatico, il 2007 è stato un anno complesso e imprevedibile. L’inverno si è caratterizzato per l’assenza di neve, mentre la primavera è risultata asciutta, con piogge concentrate nel mese di maggio. L’estate, segnata da temperature elevate e precipitazioni irregolari, ha imposto un’attenta gestione del vigneto. La vendemmia è iniziata con largo anticipo, già nei primi giorni di agosto. In questo contesto, la viticoltura di montagna ha svolto un ruolo determinante, consentendo di preservare freschezza e acidità nonostante l’andamento climatico anomalo. Le escursioni termiche tra giornate calde e notti fresche si sono rivelate decisive per raggiungere un equilibrio complessivo ideale.
Il Giulio Ferrari Collezione 2007 diventa così la dimostrazione concreta di come il Trentino, grazie all’altitudine e alla competenza agronomica, sia in grado di trasformare una stagione incerta in un risultato di grande coerenza stilistica, la cui essenza è stata catturata in modo magistrale da Ruben Larentis, l’allora Chef de Cave. Un vino che testimonia come la spumantistica Metodo Classico di montagna possa acquisire complessità nel tempo senza perdere precisione, freschezza e finezza.
Prodotto in una tiratura estremamente limitata di 3.870 bottiglie e 275 magnum, tutte numerate e custodite in eleganti cassette di legno, il Giulio Ferrari Collezione 2007 è pensato principalmente per l’alta ristorazione e per un pubblico di appassionati consapevoli. È disponibile anche presso selezionate enoteche, sul sito e-commerce del Gruppo Lunelli e direttamente presso le Cantine Ferrari. L’etichetta offre inoltre l’accesso al Club Collezionisti Giulio Ferrari, riservato a chi desidera entrare in un percorso fatto di esperienze dedicate e privilegi esclusivi.
Il Giulio Ferrari Collezione non è solo un vino raro, ma un progetto culturale che sintetizza visione, pazienza e rigore. Un simbolo della capacità di Ferrari Trento di trasformare la natura in un’opera che vince la sfida del tempo e che continua a rappresentare, anno dopo anno, una delle massime espressioni dell’enologia italiana.
Giulio Ferrari Collezione 2007 – Sboccatura Febbario 2025
Bott. n. 0401
Nel calice si presenta con un colore brillante, attraversato da riflessi dorati intensi, di grande luminosità. La bollicina è finissima, numerosa, quasi silenziosa e ipnotica nel suo risalire.
L’approccio olfattivo è improntato al rigore più che all’effetto. Il naso si muove su registri sottili e raffinati: richiami marini e salini aprono la scena, seguiti da agrumi gialli in scorza, erbe aromatiche fini, quindi una traccia minerale netta, tra roccia e gesso. Nulla è ostentato, tutto è tenuto sotto controllo, con una naturalezza che colpisce.
In bocca il vino sorprende per vitalità. Il sorso è immediatamente freschissimo, teso, ancora pulsante dopo tanti anni. Le sensazioni rocciose e iodate si intrecciano a sfumature tostate appena accennate – un’idea di moka più suggerita che dichiarata – mentre la bollicina, finissima e puntiforme, accompagna senza mai appesantire. Nel finale riaffiora una delicata dolcezza di agrumi in canditura, che allunga il sorso in una persistenza lunghissima e composta. È all’apice.














