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Cantina Valle Isarco

Vino
Recensito da Irene Pinardi

30 anni della linea “Aristos”

Era il 1990 quando Franz Dorfmann, il primo enologo di Cantina Valle Isarco, dopo dieci anni di sperimentazioni, diede vita alla linea “Aristos” dalla selezione dai vigneti più pregiati di proprietà. 9 vini – Sylvaner, Müller Thurgau, Kerner, Gewürztraminer, Riesling, Sauvignon, Grüner Veltliner, Pinot Grigio e Pinot Bianco – che rappresentavano, e rappresentano ancora, la massima espressione delle loro tipicità varietali e del territorio estremo in cui vengono coltivati.

Gli “Aristos”, appunto, i migliori. Ci troviamo, del resto, in una zona vitivinicola che dalle potenzialità del territorio ne estrae vini freschi, fruttati e ricchi di contenuto minerale, grazie alla perfetta esposizione solare delle uve, al particolare microclima e alla diversificazione dei terreni. Il paesaggio mozzafiato di questa valle tra maestose montagne, antichi masi, castelli, monasteri e magnifici castagneti si correda, dunque, di grandi vini di carattere.

La cantina

Carattere e personalità che Cantina Valle Isarco, cooperativa nata nel 1961, ricerca in ogni singolo grappolo, raccolto manualmente da almeno uno dei 130 viticoltori dei comuni di Varna, Bressanone, Funes/Tiso, Velturno, Chiusa, Laion, Castelrotto, Villandro, Barbiano, Fié e Renon. Una viticoltura eroica, fatta di eroici coltivatori che sugli irti pendii terrazzati tra Bolzano e Bressanone coccolano ogni singolo grappolo, volto verso il sole per temprarsi e rivestirsi di quel calore che servirà nelle notti più gelide.

Un legame profondo quello che si crea tra il viticoltore e la propria vigna, che si tramanda di generazione in generazione. Eroico anche nel coraggio di mettere a dimora vitigni dai 500 fino ai 1000 metri di altitudine, su pendenze proibitive. Ben radicati tra i vari terreni composti in alcuni casi da quarzofilliti, in altri da dioriti, e in altri ancora da formazioni porfiriche di origine vulcanica, i vitigni traggono quella mineralità e quella freschezza che permette di cristallizzare l’aromaticità tipica di queste uve.

14 le varietà prodotte, 10 a bacca bianca e 4 a bacca rossa, che si rivelano nelle 28 etichette la cui punta di diamante è rappresentata proprio dalla selezione “Aristos” e dalle edizioni “Sabiona” di Kerner e Sylvaner.

Gli aristocratici Aristos

A trent’anni di distanza, la linea “Aristos” festeggia questo anniversario vestendosi di un nuovo habillage e vantando la collaborazione dell’enologo Riccardo Cotarella, dall’agosto 2020. Un’annata particolare, dunque, la 2020, che in tutti i vini esprime appieno i valori più importanti e lo stile più puro della cantina.

Pinot bianco Aristos 2020

Ultimo arrivato, dal 2016 è l’emblema dell’Alto Adige. Note di frutta bianca, mela, pera, agrumi e ornamenti floreali, che si riverberano anche al palato, è generoso ma sempre ben bilanciato, grazie alle sue eleganti note minerali. I terreni su cui riposa il Pinot bianco sono, del resto, ghiaiosi, di origine alluvionale.

Sylvaner Aristos 2020

Vinificato nella dualità della fermentazione per metà in botti grandi di legno di acacia e per metà in acciaio, a compendio dei 7 mesi di affinamento sulle fecce nobili, si presenta elegante e complesso nelle note di spezie, miele, susina e pesca gialle; presenta una bocca mandorlata e generosa, sinonimo di uve che hanno raggiunto un ottimo grado di maturazione.

Grüner Veltliner Aristos 2020

A un’altitudine tra i 550 e i 600 m.s.l.m., il Grüner Veltliner ama i terreni argillosi e sabbiosi, ricchi di scheletro e di maggior profondità. La vinificazione delle uve, 50% in acciaio e 50% in botti di acacia, conserva la spalla della botte che lo caratterizza, aprendosi in un ventaglio di aromi fruttati, invernali di mela e kiwi. Il palato è pieno, dal finale evoluto e minerale: termina con una spiccata aromaticità.

Riesling Aristos 2020

Dal particolare terreno alluvionale dal contenuto di quarzofilite, povero e poco profondo, il Riesling si esprime nella vinificazione 100% in acciaio, che conserva le caratteristiche note di frutto a polpa bianca e di cedro, arricchendosi di sentori erbacei e balsamici, di menta e di tè verde. L’accenno di idrocarburo e la spiccata mineralità lo rendono un vino dinamico e prontamente sapido, dalla solida struttura e dalla spiccata finezza.

Kerner Aristos 2020

Da vitigni messi a dimora nella zona più a nord della Valle Isarco, tra gli 800 e i 970 metri di altitudine, con anche una selezione da vigne vecchie. Il vino rivela tutta l’essenza del Kerner altoatesino. Generoso nei suoi sentori, intriganti di frutto come la susina, l’ananas, lo zafferano e ancora di agrumi, con una nota di incenso, al sorso si dimostra sapido, oltremodo succoso e di lunga permanenza. È il più importante di tutta la linea, innegabilmente.

Gewürztraminer Aristos 2020

Già al calice si contraddistingue per le note spiccatamente varietali, e dunque intense benché eleganti: suggestioni di fiori bianchi, spezie come la cannella e agrumi, come il pompelmo rosa e la scorza di arancia. Seppur meno appuntito rispetto ai colleghi della stessa linea, trasmette e conserva una bella sapidità, tipica dei terreni dolomitici, ricchi di scheletro e profondità.

1 Commento.

  • AvatarStefano3 Maggio 2022

    Complimenti, articolo fatto molto bene, oserei dire …. Intrigante. Bravissima ! Pur avendoli già ripetutamente assaggiati si rinvigorisce la PASSIONE di perseverare ….

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