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Tenuta Pfitscher

di Simone Roveda

L’Alto Adige è, senza dubbio, una delle regioni più sorprendenti in Italia. Non solo per quanto riguarda il vino, ma per tutto quello che offre in ogni stagione dell’anno, dal trekking ai mercatini di Natale, dagli sport invernali alle terme.

Il territorio si suddivide in sette zone principali: Bassa Atesina, Oltradige, Bolzano, Valle dell’Adige, Merano, Valle Isarco e Val Venosta. Queste, a loro volta, sviluppano microclimi differenti a seconda dell’altitudine dei vigneti, che spazia da 200 a 1000 m. s.l.m.. Il tipo suolo è un altro fattore chiave nello stile finale dei vini. È possibile trovare porfido vulcanico, roccia metamorfica di quarzo, mica e calcare dolomitico.

Una delle caratteristiche più importanti che contraddistingue i vini altoatesini è la spiccata freschezza, che si tratti di bianchi o rossi. Ma c’è un’ulteriore categoria emergente proprio per questa caratteristica: gli spumanti ottenuti da Metodo Classico. Sono ancora poche le cantine che si dedicano alla produzione di questa tipologia e lo fanno con grande qualità.

Ne è un ottimo esempio la Tenuta Pfitscher.

La cantina si trova a Montagna, nella Bassa Atesina, circondata dai vigneti, dalla quale si può godere di una vista pazzesca sul paesaggio dell’Alto Adige, come si può notare nella foto superiore. È stata la prima cantina in Italia ad ottenere la certificazione CasaClima Wine, entrando ancor più in armonia con la natura. 20 ettari di vigneti per produrre grandi vini, come dimostra il Brut Riserva 2014.

Si tratta di un Blanc de Noir, ottenuto da uve Pinot Nero che crescono a Gleno (600 m), uno dei territori più vocati, insieme a Mazzon, per questa varietà. La 2014 è stata la prima annata prodotta, in sole 1500 bottiglie tutte numerate (quella assaggiata era la 583), e che rappresenta un progetto nato proprio per il forte legame che c’è tra la Tenuta Pfitscher e il Pinot Nero. In cantina si inizia con una pressatura soffice, dopodiché fermentazione a temperatura controllata. L’affinamento avviene in barrique. Tiraggio e permanenza sui lieviti per 42 mesi. Sboccatura (febbraio 2019), dopodiché si attendono almeno 6 mesi prima di metter il vino sul mercato.

Brut Riserva 2014

La prima cosa che colpisce di questo vino è il colore, un luminosissimo giallo dorato con riflessi ramati. Il naso è ricco e complesso, aromi che vanno dalla pasticceria alla pesca gialla, dalla polvere da sparo allo zucchero filato, con piacevoli note di fiori alpini, pepe bianco e mandorla. Non appena se ne sorseggia un po’, si entra in un loop che richiama un sorso dopo l’altro, sempre rinfrescati da un’ottima acidità. È un vino con grande finezza, in grado di trasmettere perfettamente la territorialità in tutta la sua lunga persistenza, con finale sapido e agrumato. Molto buono in questo momento, ancor di più lo sarà tra 4 o 5 anni, quando avrà sviluppato piacevoli note speziate e di frutta candita. Con 45€ circa si potrà godere di un’esperienza unica che trasmette la vibrante intensità del Pinot Nero altoatesino. Con un po’ di fortuna, lo si può ancora trovare disponibile presso la cantina oppure attraverso il distributore ufficiale: Meregalli. Il Brut Riserva 2014 è in grado di esser perfettamente abbinato a piatti importanti, per una splendida serata di piacere.

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