Passione Gourmet Virtuoso Gourmet - Tenuta le tre virtù - Passione Gourmet

Virtuoso Gourmet – Tenuta le tre virtù

Ristorante
Località Lucigliano 12-10, Città Metropolitana di Firenze
Chef Antonello Sardi
Recensito da Giacomo Bullo

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • La carta dei vini prettamente incentrata sul territorio.
  • La bella veranda affacciata sulle colline circostanti.

Difetti

  • Visto il livello tecnico sulla parte salata, sarebbe auspicabile di riflesso aumentare anche quello del capitolo dessert.
Visitato il 09-2020

Le virtù del Mugello

Se parlassimo di tre virtù, spaziare in un viaggio tra letteratura e testi antichi, potrebbe essere logico e diretto. Eppure, dato il contesto di cui raccontiamo, Tenuta le Tre virtù e il suo Virtuoso Gourmet sono l’omonimo agriturismo, con annesso ristorante, locato nell’incantevole e spesso sconosciuta bellezza collinare del Mugello. Formula… di prima classe, visto il vicino circuito, per questa realtà che sin dalla sua giovane fondazione si è prefissata come obiettivo quello di fondere la piacevolezza del luogo con il calore e la cura del personale che vi opera. Nella nostra esperienza al Virtuoso Gourmet, il gioiello gastronomico di questa tenuta, guidato dall’abile Antonello Sardi al pass, da Valentina Sabatini in sala insieme al promettente sommelier Stefano Dreoni, che con la sua verve enoica ha saputo presentarci chicche locali di assoluto pregio.

Sul frangente della cucina, si diceva, Antonello Sardi, di scuola bartoliniana, sa come catalizzare l’attenzione del suo avventore inanellando una sequenza di successo, in cui l’umiltà di taluni ingredienti e la sontuosità di altri si sposano, dando vita a piacevoli scoperte. Tra tutti, ve ne raccontiamo con piacere due. Il risotto con peperone, erborinato di capra, caffè e colatura di alici, un piatto che nella sua ambiziosa audacia riesce a domare la sfrontatezza gustativa di elementi così forti e facilmente in conflitto tra loro, portando a un allineamento umamico perfetto; la seconda è la rapa con caprino e biscotto al pepe nero: vero colpo da maestro, splendida declinazione di diverse tecniche di cottura del tubero che, nelle sue diverse parti, esprime croccantezza e pungenza speziata.

Meno articolata, invece, la crème brûlée di pistacchio e lampone che, al netto della sua intrinseca correttezza, non vanta certo l’ispirazione estetica né la padronanza tecnica delle altre portate.

Le tre virtù di un’insegna, dunque, come questa? Prodotto, curiosità e fascino. Ovvero, un bel ritratto di quanto l’Italia, paesaggistica e gastronomica, sappia offrire ai suoi più golosi visitatori, che troveranno qui una cucina intrigante e una  sala fresca, precisa e dinamica.

La Galleria Fotografica:

 

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