Passione Gourmet Giuseppe Rinaldi Barbera d'Alba 2011 - Passione Gourmet

Giuseppe Rinaldi Barbera d’Alba 2011

di Mario Moreschi

Un vino emozionante

Si è consolidata ormai negli anni una tradizione natalizia irrinunciabile: una bevuta fra amici, di quelle che si fanno ricordare per la straordinarietà delle etichette presenti. Anche quest’anno, immancabilmente, il 23 dicembre è andato in scena uno di questi spettacoli, con protagonisti che hanno spaziato dall’Italia all’estero.

Il tutto è cominciato con Dom Perignon 1990, Champagne di grande personalità, cremoso, ancora in perfetta forma, con note di nocciola tostata, torrone e canditi a ricordarci il profumo del Natale. È un vino complesso, dalla bollicina fine e ancora vivace e dal finale persistente. Un grande Champagne.

Alla magia della bolla francese ha fatto seguito l’eleganza di un suo connazionale rosso, lo  Château Leoville Las Cases 2002. Tra le note tipiche di creme de cassis e grafite emerge un vino ricco e fragrante, con un tannino ancora in evidenza. Un buon Bordeaux, forse non ancora al suo apice.  Affianco ad esso, un Solaia 2010.  Stupisce, indubbiamente, per il suo naso complesso di ribes nero, spezie dolci e cioccolato, che in bocca risulta ampio, elegante e già armonico con un finale lunghissimo. Un capolavoro di Antinori destinato a migliorare ancora e che berremo per alcuni decenni.

Il viaggio fra le eccellenze conduce finalmente in Patria, per la precisione in Langa. Il primo a introdurre la grandezza di questo territorio è la Barbera d’Alba di Giuseppe Rinaldi nella sua annata 2011. La sorpresa è grande: questo vino lascia senza parole e si rivelerà essere, almeno per il sottoscritto, il re della giornata. Si tratta di una bottiglia donata dal compianto Citrico, qualche anno fa. Il suo valore affettivo è inestimabile, ma la sua profondità lo è ugualmente. Il colore è rosso rubino carico, intenso. È un vino schietto che sprigiona profumi di amarena, mora e fragolina. Si avverte una nota floreale di violetta, sullo sfondo di una leggera speziatura. La ricchezza del frutto riempie la bocca e la morbidezza di questa setosa Barbera accarezza il palato. Nel retrogusto riecheggiano note di cioccolato fondente. Emozione pura per un vino di impatto immediato, integro, di grande persistenza e di eccezionale bevibilità.

Corollario del vino della serata, un Barolo – sempre di Giuseppe Rinaldi – il Tre Tine 2010. Il naso si definisce nelle nelle note di rosa, marasca e sottobosco; è un vino ancora giovane, che tuttavia esprime una grande energia nel bicchiere e una bella vibrazione al palato, con una grandissima capacità di mutare nel tempo dentro il calice. La finezza dei tannini e il finale persistente sono tipici di un Barolo di gran classe. La parentesi “langarola” si conclude con il Barbaresco Santo Stefano, Riserva di Bruno Giacosa 1974. È un vino forse un po’ esile, però complesso e fine, che esprime note di humus e more, protratte in un finale lunghissimo.

Il viaggio natalizio alla scoperta dei grandi volge al termine con il Massandra Ayu-Dag Cahors 1938, vino liquoroso da uva a bacca rossa (Saperavi) dalla Crimea. Denso, marcato dai sentori di composta di ciliegie e controbilanciato da una potente acidità che lo rende incredibilmente equilibrato. Un vero cioccolatino alla ciliegia, succoso e ricco, che si dimostra perfetto in abbinamento con i formaggi erborinati.

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