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Lugana

di Manuele Pirovano

Armonia fra vitigno e territorio

Dopo un pezzo dedicato al ruolo del sommelier, mi sembra giusto tornare a parlare del vero protagonista di questa sezione: il vino! E lo farò raccontandovi il Lugana.

Il Lugana è un vino prodotto in una zona a cavallo tra le due province di Brescia e Verona. La sua denominazione si sviluppa lungo la piana di origine morenica a sud del lago di Garda, racchiusa tra i comuni lombardi di Sirmione, Pozzolengo, Desenzano, Lonato e il veneto Peschiera del Garda.

È possibile produrre Lugana in cinque tipologie: il base, il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante.

Il vitigno con cui si produce tale vino è chiamato “Turbiana” o “Trebbiano di Lugana”, autoctono della zona sopra detta.  Spesso è stato scambiato con un altro vitigno autoctono italiano, il Verdicchio. Sicuramente i due sono tra i  vitigni autoctoni italiani a bacca bianca che più possono conferire longevità al vino, ma le differenze tra loro esistono, come dimostrano gli ultimi studi ampelografici svolti a carico delle due varietà.

Oltre al Turbiana, da disciplinare è consentito l’utilizzo di altre uve complementari a bacca bianca non aromatiche fino a una quota massima del 10%. Questa è la dicitura ufficiale della Doc (andate a farvi un giro sul sito ufficiale ), ma in realtà quasi tutti i produttori scelgono di vinificare il Turbiana in purezza, poiché ne conoscono molto bene le grandi qualità. Qualità che sono proprie anche del territorio, i cui suoli sono definiti dalla presenza di argille stratificate di origine morenica e di natura sedimentaria, prevalentemente calcarei e ricchi di sali minerali, che nella fascia più collinare della Doc si fanno via via più sabbiosi.

Il dipinto che si genera dall’amalgama di vitigno e terroir si colora, nel calice, con intense note di mandorla e agrumi, al naso così come in bocca. Troveremo sempre una bella struttura e una discreta complessità nei vini Lugana, bilanciata da grandi acidità e buonissime sapidità. Proprio per queste caratteristiche, spesso capita di sentir appellare il Lugana come “lo Chablis italiano”, espressione che, personalmente, mi trova d’accordo!

Chiaramente, le caratteristiche di ogni vino varieranno in base alla tipologia di Lugana e a quell’unicità propria di ogni bottiglia.

La mia versione preferita rimane sempre la più fresca, quella che spesso fa affinamento solo in acciaio. Straordinaria all’aperitivo e fantastica in abbinamento col pesce crudo, ma anche con primi a base di pesce, magari di lago (di Garda, ovviamente!)

Di seguito due dei miei prodotti preferiti. Uno sponda lombarda, uno sponda veneta.

Lugana D.O.C. “Molin” Cà Maiol – Desenzano del Garda BS

Alla vista il suo giallo paglierino luminoso fa presagire il carattere di freschezza; i profumi spaziano dal kiwi alla mandorla, fino a ricordare qualche erba aromatica. La menta si percepisce anche in bocca insieme alla frutta fresca a polpa gialla. E poi il finale: sapido e fresco.

Abbinamento: Primi piatti di pesce, secondi di verdure.

Lugana D.O.C. “Fermentazione spontanea” Sansonina – Peschiera del Garda VR

Giallo paglierino dorato, il suo profumo colpisce subito per la presenza di frutta esotica. La franchezza del Lugana però non manca e si conferma nelle note varietali di mandorla e di miele. Al gusto ecco la parte agrumata, che scorta un finale di freschezza e mineralità.

Abbinamento:  Pesce di lago o carni bianche.

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