Passione Gourmet “Sangiovese ad Arte” Azienda Nittardi - Passione Gourmet

“Sangiovese ad Arte” Azienda Nittardi

Vino
Recensito da Giulia Carelle

Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2017

Inseriti nella location neo stellata di L’Alchimia a Milano, Lèon Femfert coordinatore dell’azienda Nittardi – con l’aiuto dello Chef Davide Puleio – ci ha condotti attraverso un percorso artistico, alla scoperta del protagonista della giornata.

L’azienda Nittardi è situata tra le morbide colline di Castellina in Chianti e Panzano. La proprietà oggi conta 160 ettari, di cui 32 a vigneto suddivisi in due corpi: 15 ettari a Castellina in Chianti e 17 in Maremma. Nel Chianti Classico coltivano principalmente Sangiovese, Merlot e altre varietà autoctone. In Maremma, invece, troviamo anche Vermentino, Rousanne, Cabernet Sauvignon/Franc, Syrah e, in più, alcune varietà sperimentali. Palazzo Nittardi in passato era conosciuta come “Villa Necatr Dei” poichè, anni or sono, costituiva la residenza dei Monaci Benedettini, i quali introdussero la coltivazione della vite. Successivamente, nel 1549, divenne di proprietà di Michelangelo Buonarroti, il quale proseguì la tradizione viticola.

Il sentimento artistico e culturale che circonda la tenuta da secoli è stato conservato da Peter Femfert e Stefania Canali: lui gallerista di Francoforte, lei storica d’arte di Venezia. Dall’ acquisizione della tenuta, nel 1981, alla produzione del vino si affianca una filosofia differente, in grado di distinguersi concretamente dal panorama di una zona della Toscana fra le più blasonate. Dal 2013, il figlio Lèon Femfert tira le fila di Nittardi egregiamente, facendosi portavoce dello spirito aziendale. Da 37 anni, per ogni singola vendemmia del loro Chianti Classico Casanuova, l’azienda Nittardi invita un artista a creare due opere: l’etichetta e la carta seta che rivestirà la bottiglia.

Tra i vari artisti con cui hanno collaborato si ricordano Emilio Tadini, Valerio Adami, Yoko Ono, Dario Fo, Hsiao Cin e molti altri. L’intera collezione potrà essere visibile al pubblico il prossimo aprile 2020, presso la Fondazione Marconi a Milano, dove verrà allestito un vernissage con le opere fin ora realizzate.

In materia enologica le figure di rilievo sono l’enologo, Antonio Spurio e il consulente Carlo Ferrini. Dal 2017, dopo tre anni di transizione, l’azienda è certificata biologico. Una scelta operata per mantenere anche la biodiversità di un luogo suggestivo, come quello della tenuta Nittardi, circondato da boschi.

In degustazione, tre annate di Chianti Classico Casanuova DOCG: 1997,2007,2017. Concludendo con un Chianti Classico Riserva DOCG 2016. In occasione dell’evento sono state inoltre svelate l’etichetta e la carta seta che riveste la bottiglia di Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa DOCG 2017. La differenza basilare nella linea di produzione di Casanuova è che dal 2012 tale vino viene prodotto con uve provenienti da una singola vigna, Vigna Doghessa per l’appunto. Gli altri vigneti che venivano precedentemente impiegati – Vignetino e Pergoline – sono stati convogliati all’interno del vino Belcanto. Vigna Doghessa è un appezzamento di Sangiovese situato a 450 m.s.l.m. e circondato da bosco. Un terreno che racconta con eleganza e contemporaneità la storia di questi 37 anni passati.

Annata particolare, la 1997, ricordata in toscana per le basse rese e la qualità del raccolto. Blend di Sangiovese e Canaiolo, ha retto bene gli anni sulle spalle. Nel complesso si presenta ancora ben strutturato, forse ha perso un po’ l’intensità al naso ma rimane elegante e carnoso. Si esprime inizialmente con note di frutto rosso maturo, per prolungarsi sul finale con profumi terziari di caffè e carrube. In bocca è caldo e avvolgente; il tannino ben integrato dona freschezza. Etichetta: Igor Mitoraj.

Un’ annata ottima, la 2007. Un Chianti Classico con uno stile più moderno. Ancora giovane e con un buon potenziale di invecchiamento, è speziato e scalpitante. Caldo e persistente, coinvolge nella sua futura evoluzione. Etichetta: Tomi Ungerer , la preferita di Leon Femfert.

Annata molto calda la 2017. Qui le cose cambiano leggermente: Sangiovese in purezza, proveniente da un’unica vigna; 14 mesi in tonneau francesi nuovi (10%) e usati; 4 mesi in cemento. Già dal colore si nota la sua ribelle gioventù. Al naso sentori di frutta, note agrumate (arancia rossa) e leggermente ferriche sul finale. In bocca il tannino detta legge. Giovane ma di buona struttura. Etichetta: Mikis Theodorakis, artista greco emblema degli anni ’70, originario dell’isola di Chio. In etichetta, l’astrazione geometrica di un melodia musicale, “Musica Lineare” . Per la carta seta: “Cosmo Musicale”.

Magnum Riserva per questo Chianti Classico annata 2016. Uve di Sangiovese e Merlot provenienti da Vigna Alta; 2 anni in botte di rovere francese. Dal carattere deciso, quasi arido al gusto presenta buona freschezza e un tannino pungente, che asciuga il palato. È un vino che merita l’assaggio, ben bilanciato tra tutte le sfumature che caratterizzano il Sangiovese. Conferma del potenziale del vitigno.

Ormai l’associazione arte-vino può sembrare banale,  perdendo il vero intento a discapito di un immagine più glamour. Differenziarsi è una sfida coraggiosa. Ma dalle parole di Leon si percepisce il profondo legame che c’è tra le sua famiglia e l’arte. Un legame di cultura, un linguaggio straripante di personalità che plasma la visione del “codice universale” delle emozioni.

 

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