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Azienda Le Piane

di Giulia Carelle

Boca, Nebbiolo dell’Alto Piemonte

Ci troviamo nell’Alto Piemonte, più precisamente nel Novarese, nell’areale che ha visto nascere il Nebbiolo ma che spesso vive nell’ombra della vicina Langa. Un vino al quale approcciarsi con uno spirito d’osservazione oggettivo, misurato rispetto alla zona di appartenenza. Parliamo del Nebbiolo detto Spanna nella sua poliedrica espressione, dove la varietà dei suoli restituisce la tipicità del prodotto.

Il focus di oggi è rivolto alla cantina Le Piane, di Boca. Azienda a ridosso delle Alpi, nella terra della denominazione BOCA DOC, in uno scenario fortemente identitario. La combinazione tra terroir e microclima rappresenta la loro fortuna: terreno porfidico di origine vulcanica e ghiaia in superficie. Il clima mite delle Prealpi e la contrastante presenza di escursioni termiche, insieme all’esposizione ottimale, sono le basi per una buona maturazione dell’uva. Il freddo dell’escursione termica influisce alcuni aspetti del ciclo biologico della vite, come l’aumento della gradazione alcolica e l’aromaticità dell’uva.

L’azienda Le Piane è stata fondata alla fine degli anni ’90 quando Christoph Kuenzli insieme all’enologo (e amico) Alexander Trolf, acquistò la cantina precedentemente appartenuta ad Antonio Cerri, un anziano signore del posto che ha lasciato loro il cuore centrale dell’azienda, “Campo alle Piane”: i vigneti storici simboleggiati dalla “Casa Gialla”, nonché logo aziendale.

Attorno a questo primo nucleo di vigna, hanno selezionato le zone storiche da recuperare per l’impianto di nuovi vigneti per poi espandersi verso il bosco all’interno di un parco naturale, arrivando ad un complessivo di nove ettari. Essi si sviluppano tra i 400 e i 520 m s.l.m nei quali crescono Nebbiolo, Vespolina e Uva Rara. In questi nove ettari di terreno inoltre sono coltivate uve autoctone e rare come Durasa, Slarina, Malvasia di Boca, Dolcetto di Boca e Neretto – quasi tutte allevate a Guyot.

Iniziano a vinificare nel 2004 e sin dal principio i loro prodotti si sono distinti per finezza ed eleganza. Christoph, grazie al viscerale legame con la terra e alle competenze acquisite nel tempo, riesce a tramutare l’amore che possiede per i suoi frutti, nel vino. La cura e la dedizione nella lavorazione manuale delle viti non viene meno, passando anche attraverso la riscoperta di un sistema di allevamento tipico della viticoltura di Boca, la maggiorina antonelliana. Questo sistema, che oramai è quasi in disuso, conferire fascino paesaggistico all’Alto Piemonte (dove rimane circoscritto alla zona di Boca e Maggiora). Ed è grazie ad aziende come Le Piane che ha la possibilità di rimane vivo nella memoria contadina – il vino prodotto dalle viti coltivate con questo metodo è Maggiorina: un uvaggio di Nebbiolo, Vespolina, Uva Rara e altre varietà autoctone.

La maggiorina antonelliana è formata da tre/quattro viti piantate vicine i cui tralci si sviluppano lungo i quattro punti cardinali. Inadatta alle lavorazioni meccanizzate, esclude qualunque intervento se non manuale. Tuttavia, grazie alla tipica conformazione, i nutrienti necessari per la pianta confluiscono in modo uniforme dal terreno, favorendone la qualità.

All’assaggio vediamo BOCA 2007, da disciplinare costituito da 85% Spanna e 15% Vespolina. La Vespolina è un vitigno difficile da coltivare perché sensibile all’umidità e, quindi, alle malattie che ne conseguono; ma tutto questo non fa smettere loro di coltivarla. Questo vitigno conferisce ai vini speziatura, grassezza e quel bouquet fiorato che sostiene ma non copre la struttura del Nebbiolo. “La tradizione ci ha insegnato che la Vespolina è fondamentale a Boca e noi lo possiamo confermare con la nostra esperienza”.  L’obiettivo è quello di produrre vini più naturali possibili con grande potenziale d’invecchiamento, dove l’armonia e l’equilibrio sono i protagonisti. Questo è Boca! Fermentazione e macerazione sulle bucce di 30 giorni con permanenza in botte grande di rovere di Slavonia per tre o quattro anni e affinamento in bottiglia per un anno.

Sinuosità verticale ed eleganza a tutto tondo. Al naso esprime una buona complessità, con accenni di erbe aromatiche, e nel contempo si delinea un frutto rosso maturo che predominerà nell’ evoluzione; al gusto il frutto presente al naso si ritrova anche durante la beva e pervade la bocca con finezza e succosità. Accenni di tabacco e note dolci rendono armonioso un finale lievemente sapido. Il tannino è elegante e ben integrato con l’acidità e la conseguente freschezza del vino. Un vino caldo e longevo che avrà ancora da raccontare. Boca, un vino che rispecchia appieno la propria terra d’origine.

1 Commento.

  • patrizia castiglioni2 Novembre 2019

    Grazie Giulia per avermi accompagnato alla scoperta di un vino che ho sempre apprezzato ma non ne conoscevo la storia.

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