Passione Gourmet Materia Prima - Osteria Contemporanea - Passione Gourmet

Materia Prima – Osteria Contemporanea

Ristorante
Via Sardegna, 8, 04014 Pontinia
Chef Fabio Verrelli D’Amico
Recensito da Claudio Persichella

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Un bel locale dove uno chef appassionato presenta una cucina ricca di spunti.

Difetti

  • La quantità delle proposte, un po’ dispersiva.
Visitato il 07-2019

Un’osteria contemporanea, nel cuore dell’Agro Pontino

Di questi tempi può anche capitare che un ragazzo rimanga folgorato “sulla via di Damasco” e, dopo una visita in un ristorante, decida di cambiare vita.

Galeotto fu Max Cotilli del Satricum di Latina, che Fabio Verrelli D’Amico prese del costui piacer sì forte al punto da indurlo, a 27 anni, a dare un’improvvisa virata alla sua vita lavorativa. Così, dopo alcuni anni trascorsi al pass, proprio sotto l’egida di Cotilli e, non di meno, dopo alcune esperienze nella capitale, insieme alla moglie Sara Checchelani, eccellente padrona di casa, proprio alle spalle del Museo dell’Agro Pontino inaugura, nel 2015, l’osteria contemporanea Materia Prima di Pontinia.

Il locale riesce nell’intento di combinare graziosamente elementi nudi in ferro, legno e cemento e appare molto funzionale tanto alla fruizione dell’ospite quanto all’allenamento di un giovane cuoco novello. E i risultati sono già degni di nota, merito della scelta di offrire una cucina ittica d’impronta assai golosa, declinata in una vasta gamma di variazioni suggerite all’ingegno dello chef dalla disponibilità del mercato. Vasta, s’è detto, quando non troppo vasta: un appunto che difatti ci sentiamo di fargli è proprio l’eccessiva generosità con cui Verrelli D’Amico si esprime già a partire dagli amuse-bouche che, dispersivi, non ci sono sembrati tutti convincenti allo stesso modo. Chiaramente, per alzare il livello di definizione è necessario ridurre gli elementi in gioco, e le rispettive combinazioni. 

Interessante e certamente più a fuoco il cal’amaro, le cui convincenti note amare accompagnano felicemente il cefalopode ben esaltato da una cottura impeccabile; così anche i tortelli e il loro brodo vegetale piacevolmente acido, mentre troppo sbilanciato sul côté della dolcezza il cocktail di melone e perlage di cipolla di Tropea, a corredo dello scampo servito a inizio pasto.

Come detto, si tratta di imperfezioni dettate da un eccesso di zelo, e che pertanto non possono che apparirci in tutta la significativa portata di ciò che – in definitiva – anche promettono: la prospettiva di un giovane cuoco innamorato della propria professione e ubicato, per giunta, in un territorio che sembra attraversare una fase di inarrestabile fermento gastronomico. E scusate se è poco…

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