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Nel fortino di Velier, fino in Messico

di Luca Turner

L’evoluzione dello “spirito”

Quanti modi ci sono per viaggiare? Diversi, senza dubbio. Se viaggiare è conoscere e alimentare il proprio sapere, viaggiare diventa anche leggere, ascoltare musica, guardare un film o un documentario; viaggiare è anche ritrovarsi ad apprendere al cospetto di chi riesce a trasmettere, con emozione, un’esperienza di vita: la mente si apre e s’illumina di nuova luce.

Per gli addetti ai lavori e gli appassionati Tequila e Mezcal appaiono prodotti ben distinti e definiti, con una propria identità. Ma solo poco più di 30 anni fa vigeva ancora la vulgata che “la tequila fosse ottenuta mediante distillazione del mescal, il vino ottenuto dalla fermentazione dei frutti dell’agave… – e ancora, si spiegava che – alcuni usano berla alla maniera tradizionale, cioè con sale e limone che hanno, infatti, la proprietà di cancellare i sapori cattivi tipici di questo distillato e di esaltare quelli migliori.” Di nuova luce, insomma, c’era bisogno per arricchire questo scenario e aprirlo finalmente a nuovi orizzonti…

Delle oltre 250 diverse specie di agave, il Tequila può nascere solo ed esclusivamente dall’agave tequilana di tipo Agave Azul, Agave Blue o Agave Tequilana Weber. Quanto al Mezcal, possono essere adoperate anche altre specie. Diversa, però, è la provenienza territoriale delle Agavi e diversa è la cottura: a vapore,  per ottenere la tequila, e in forni interrati con carbone da legna per il Mezcal; entrambi distillati, sono prodotti di altissima qualità, rappresentanti dell’arte distillatoria messicana.

La cultura dell’Agave

Tutto questo e molto altro lo apprendiamo nel fortino meneghino di Velier, dove ci viene presto spiegato che la scelta dell’agave è come quella dell’uva per il vino, considerando la vastità di un territorio caratterizzato da una moltitudine di altitudini, climi, suoli e tipologie in relazione alla quantità di acqua assorbita e unitamente alla cultura di un paese come quello Messicano che, si sa, è ricco di tradizioni: né più né meno di quello che, in enologia, si sarebbe chiamato terroir.

La distilleria Fortaleza da una parte e la distilleria Los Danzantes dall’altra – l’una rappresentante del mondo dei Tequila, l’altra dei Mezcal – ben raccontano della capacità dell’uomo di saper dare valore agli elementi che la terra sa offrire. Un prodotto meraviglioso – agave viene dal greco antico agauòs che significa nobile, illustre, magnifico – che se ben trasformato diventa un elisir ricco di sfumature che, oltre ad appagare, allieta lo spirito.

Ma attenzione: si dice “il” tequila e non “la” tequila. Nelle etichette che vi capiteranno sotto gli occhi leggerete infatti tequila blanco, tequila reposado, tequila anejo; tutti aggettivi al maschile, non al femminile!

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