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The Wine Side of the Moon

di Hermita

Sine Qua Non, vini di culto

E’ passato un po’ di tempo ma il ricordo è ancora vivo, ed è quello di una delle più entusiasmanti visite ad un produttore di vino che ci sia mai capitato di vivere. “Entusiasmante” e “vivere” crediamo siano davvero i termini più appropriati per descrivere questa esperienza, perché l’incontro con Manfred Krankl e con la sua creazione che va sotto il nome di “Sine Qua Non” è qualcosa che ti fa correre un brivido lungo la schiena fino ad arrivare al cervello, passando, ovviamente, per il palato.

Dal momento in cui si arriva a Oak View, nella Central Coast californiana, a meno di due ore dalla spiaggia di Santa Monica,  si scende dalla macchina e si stringe la mano di Manfred: è come mettere il gettone nell’ottovolante!

La prima immagine non tradisce la sua storia di businessman di successo che, sbarcato in USA dall’Austria a poco più di vent’anni, ha fatto fortuna nel mondo della ristorazione come co-fondatore di una catena di panifici. Ma appena mettiamo piede in cantina ci accorgiamo ben presto che il passaggio dal pane al vino è una cosa divenuta terribilmente seria con il tempo.

L’avventura ha inizio per hobby in un capannone a North Ventura, nel 1994, dove Manfred,  empirista per natura, sperimenta di tutto e di più sia nella vinificazione che nell’affinamento – le anfore di terracotta presenti in cantina accanto a legno e acciaio ne sono una testimonianza concreta – dapprima impiegando uve acquistate e poi sempre più attraverso vigneti di proprietà. Terminata la visita in cantina, Manfred ci accompagna a visitare i vigneti a bordo del suo pick-up, attraverso quello che è un vero e proprio ranch con tanto di ortaggi, frutta e bestiame (mucche spettacolari fatte arrivare dalla Scozia, tanto per non lasciare nulla al caso). La terra è arida e dura, il sole è intenso e l’acqua poca, anzi pochissima, anche d’inverno. I vini provengono da cinque vigneti, ciascuno con il proprio microclima: dal più caldo e secco della Cumulus Vineyard – proprio qui a Oak View – fino alla fresca Eleven Confession Vineyard sulle colline di Santa Rita – dove la vendemmia si svolge tra fine ottobre e inizio novembre – passando per Molly Aida infilata in un canyon a 550 metri di altitudine.

Un contesto variegato negli aspetti pedoclimatici, ma coerente in almeno tre elementi  che ci piace rimarcare: i metodi di coltivazione che sono i più naturali possibili e mirati ad una produzione con bassissime rese – fino a meno di un kg per pianta – la presenza significativa di vigne su piede franco e la verginità di molti terreni, mai coltivati prima dell’impianto delle vigne e, quindi, non intaccati da trattamenti chimici o altro.

Per vocazione dei terreni ma anche – e soprattutto – per gusto personale, Manfred ha via via concentrato la propria produzione sui vitigni tradizionali della Valle del Rodano, pur vantando un passato produttivo che ha compreso eccellenti Pinot Nero. Oggi si concentra tanto sui bianchi, quindi Viogner, Rousanne e Marsanne, quanto sui rossi, in particolare Syrah, Mourvedre e Grenache, dalla quale in certe annate ricava anche uno straordinario rosé. A questi si aggiungono piccole produzioni di Chardonnay, Petite Syrah e, sebbene ancora in fase sperimentale, Petite Manseng e Touriga national.

Li citiamo, ma quasi non ce ne sarebbe bisogno perché assaggiando i vini di SQN il timbro del vitigno esce in maniera eclatante con una purezza e una forza espressiva che hanno pochi eguali.

Così, ad esempio, il Syrah è la quintessenza dell’anima del vitigno, speziato e animale come nient’altro, e lo stesso vale per il Grenache dolce, avvolgente e appagante da lasciarci senza fiato. Un’esplosione di sensazioni dove il punto di equilibrio è portato al suo limite più estremo, ma che non deborda mai nell’eccessivo. Dimenticate, quindi, lo stereotipo del vino fruttatone, iperconcentrato e monocorde: qui troviamo ricchezza e intensità, ma il palato non si annoia né si stanca, al contrario si ravviva e si diletta. Il rischio di annoiarsi proprio non c’è. Anche il nome dei vini cambia di anno in anno, cosi come l’etichetta dove Manfred dà libero sfogo alla sua vena artistica, condivisa con la moglie Elaine, che da sempre lo accompagna in questa impresa (oltre al vino, l’altra sua passione sono le moto).

Le poche bottiglie che escono da SQN diventano così delle piccole opere d’arte, veri oggetti di culto ricercatissimi dagli appassionati di tutto il mondo, disposti a spendere centinaia di dollari pur di poterle inserire nella loro collezione.

Ringraziamo Manfred, dicendogli che se un uomo dovesse mai arrivare a fare vino sulla luna, beh, quell’uomo sarebbe proprio lui, Manfred Krankl. Per dirla con una citazione cinematografica – siamo pur sempre a pochi km da Los Angeles – come dice John Goodman in Flight,  “see you on the dark side of the moon” caro Manfred… i bicchieri li portiamo noi.

 

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