Passione Gourmet Il Tiglio in Vita, Porto Recanati, Chef Enrico Mazzaroni - Passione Gourmet

Il Tiglio in Vita

Ristorante
viale Scarfiotti 47, Porto Recanati (MC)
Chef Enrico Mazzaroni
Recensito da Filippo Boccioletti

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Il rapporto qualità/prezzo.
  • La profondità del menu degustazione.

Difetti

  • Assenza di un sito internet.
Visitato il 07-2018

La storia: da una montagna all’altra

Il racconto di alcune cene non si può ridurre a un elenco di piatti, accompagnato dalla spiegazione delle tecniche utilizzate e dalla localizzazione al chilometro di provenienza delle materie prime, orpello purtroppo inevitabile in tempi di “geogastronomia” imperante. Questo è il racconto di una di quelle cene, a Il Tiglio in Vita a Porto Recanati. Ciò, si badi bene, non perché la nostra esperienza gastronomica non sia stata di caratura, ludica, e con alcuni colpi da fuoriclasse assestati dallo chef Enrico Mazzaroni, ma perché per narrare quel che i piatti ci hanno trasmesso, e per capirli fino in fondo, occorre partire dalla storia che precede questa tavola.

Il Tiglio era un fortunato ristorante tra gli Appennini marchigiani (Sibillini), prima che un violento terremoto lo travolgesse insieme ai sogni di Enrico Mazzaroni. Per fortuna, da quasi un anno il Tiglio è sorto a nuova vita in prossimità del Monte Conero (la montagna riappare, dunque, nella storia dello chef). Con gli occhi lucidi Mazzaroni – due lauree e un animo fanciullesco – ci descrive la rinascita del Tiglio, una di quelle storie che da sole valgono il viaggio a Porto Recanati. Ciò, come premessa a un percorso gustativo, lo ribadiamo, di spessore.

I piatti, tenacia e passione

Con il benvenuto dalla cucina si torna bambini in spiaggia! Tra i numerosi bocconi serviti sulla sabbia (pane grattugiato) versata dal secchiello e rastrellata con la paletta, deliziosi e croccanti sono i “sassolini” al tartufo bianco, ripieni di formaggio liquido. Nel corso dell’ampio menu degustazione, in alcuni momenti Mazzaroni tende a sedurre l’ospite con un’avvolgente golosità: ecco allora gli Spaghetti con il burro alla nocciola e la milza, molto gustosa grazie anche al ricorso alla cipolla, o il ghiotto Piccione al foie gras. In altri casi è la delicatezza a farla da padrone, si veda l’elegante e iodata Ostrica e patata di Montemonaco e salsa tzatziki, con il mollusco stiepidito perfettamente dal tepore del tubero o l’acido sapido della Acciuga al frutto della passione, con pane al muschio e alici. In altri la mano si fa più tranchant (perentoria, decisa), audace, e piacevolmente spigolosa: è il caso della Cozza con carne cruda al wasabi, della gommosa e gustosa Spuntatura di vitello, dell’insolito Pinotto (pinoli anziché riso) con crema al carciofo e testa di gamberi, da spremersi al momento, del refrigerante e ferroso Mojito con mela e teste di gambero, del coraggioso Budino di cervello d’agnello, ciliegie, cocco, (piacevolmente spiazzante la percezione di crème brûlée) e, ultimo ma non da meno, degli sferzanti Spaghetti alla genziana (serviti come “amaro” dopo il caffè).

La sala è condotta con garbo e ironia da Gianluigi Silvestri e abbiamo trovato originali alcune proposte al calice in accompagnamento al menu.

Una cucina a due mani quella odierna. Una più piaciona, con qualche concessione all’audience, e un’altra, invece, più ardita che forse rappresenta al meglio lo chef. Nel complesso le radici del Tiglio di Mazzaroni hanno ben attecchito in riva al mare, e ciò al netto di alcune preparazioni forse un po’ ridondanti, da snellire. Attendiamo che la cucina del Tiglio prenda una strada meno confusa e più decisa in una direzione stilistica chiara, con impronta personale.

La galleria fotografica:

3 Commenti.

  • Enrico29 Agosto 2018

    Lasciatemi in pace vi prego, vi imploro, ve lo chiedo come piacere personale.... se volete mi metto in ginocchio ... ho già perso tutto 2 anni fa di questi tempi non mi importa di mettermi in ginocchio per implorarvi di lasciarmi stare nella mia mediocrità e nei mie guai !!!

  • Roberto BentivegnaRoberto29 Agosto 2018

    “Recensioni a sorpresa senza essere autorizzati”: già, in teoria è quello che facciamo da qualche anno. Da quando le recensioni devono essere concordate e autorizzate dal recensito?

  • Enrico29 Agosto 2018

    Come sarebbe in un mondo ideale è felice essere lasciati in pace ??? In un modo dove si arriva in un ristorante si mangia felici e si danno dei consigli al cuoco senza giudicarlo ma aiutandolo a crescere !! Senza fare recensioni a sorpresa senza essere autorizzati ??? C’era una volta il buon Cauzzi a cui tanto dobbiamo e tanto ci ha insegnato .... c’è ora il solito e già visto ... crediamo nell’amicizia nelle relazioni nelle discussioni nella crescita, non crediamo negli ispettori austeri poco nelle guide assai nulle in certe recensioni !!!!

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