Passione Gourmet Ristorante Italia, Chef Gianluca Esposito, Roma, di Norbert

Italia di Eataly

Ristorante
piazzale XII ottobre 1492, Roma
Chef Gianluca Esposito
Recensito da Presidente

Valutazione

13/20

Pregi

  • L’opportunità di mangiare in una bellissima sala avendo una panoramica sulla cucina italiana.

Difetti

  • La versatilità non è di tutti, così tocca fare gimkane tra piatti più e meno riusciti.
Visitato il 07-2013

520

Le grandi qualità imprenditoriali di Oscar Farinetti sono evidenti. E’ stato il primo ad aver compreso come sfruttare commercialmente su larga scala, e al meglio, l’enorme potenziale del patrimonio enogastronomico italiano rendendolo accessibile e, soprattutto familiare, a tante persone dentro e fuori dei confini nazionali.
Il risultato è un piccolo impero fondato con coraggioso spirito mercantile, che rappresenta, pur non essendo tutto dello stesso livello qualitativo, una solida realtà e una prestigiosa vetrina per il nostro paese.
Tra le diverse succursali, quella capitolina, aperta da poco più di un anno, è davvero di dimensioni considerevoli.
Oltre ai tipici ristorantini dall’approccio molto easy, ciascuno dedicato a una specifica branca dell’universo gastronomico, e alla miriade di articoli dislocati ai vari livelli dell’edificio, è presente al terzo e ultimo piano il fiore all’occhiello della struttura.
Si tratta del ristorante di punta, pomposamente chiamato Italia, vero e proprio sunto di tutto quanto presente ai piani inferiori.
La bella sala ampia, molto accogliente, con luminosa vetrata a giorno e ormai “regolare” cucina a vista, funge da scenario ideale per tre opere originali di Modigliani, a testimonianza del mai troppo celebrato nostrano estro artistico.
Il menù è rigorosamente suddiviso in venti pietanze, cinque per ogni portata, ciascuna campione, ciclicamente, di un piatto regionale.
Il nostro paese è così interamente rappresentato da ricette eseguite, più che interpretate, con cura professionale anche se, a dirla tutta, lo spirito del progetto necessiterebbe di una versatilità che sembra piuttosto latitante.
Il proposito, infatti, è quello di essere rappresentativi a 360°, col risultato che la cucina di alcune regioni è riprodotta più felicemente, quella di altre meno.
Nel primo caso possiamo senz’altro annoverare un cervo marinato con rapa rossa, mela e rafano assai convincente e gustoso, oltre agli agnolotti del plin al sugo d’arrosto ineccepibili per fattura ed esecuzione.
Maggiori perplessità hanno destato il risotto alla marinara, penalizzato da cottura e mantecatura perfettibili, mentre un po’ greve e dominante è apparso l’accompagnamento di peperoni arrosto e cipolla per quanto riguarda un’orata peraltro ben cotta.
Si resta confusi perché sembrano quasi esserci due mani distinte in cucina, che rendono l’offerta non uniforme e piuttosto oscillante.
I dolci non vanno oltre la diligente attuazione di elementi base della pasticceria senza particolari guizzi né errori manifesti.
La cantina è fedelmente legata al nostro territorio con escursione in Francia attraverso una discreta varietà di champagne.
E’ presente anche, e sembra doveroso segnalarlo, una lista internazionale di vini biologici che permette di scegliere bottiglie interessanti dai ricarichi abbastanza ragionevoli.

Mise en place
520
Amuse-bouche: tartare di pezzogna con pesca e cipolla rossa.
520
Cialde con semi di papavero.
520
Pani.
520
Arrosto di cervo marinato, marmellata di rapa rossa, mela e rafano.
520
Goloso il “Bacalà” alla vicentina con soffice di patate.
520
Crudo di seppia con scarola alla romana.
520
Risotto alla marinara, abbastanza deludente.
520
Onesto minestrone su pesto di guanciale croccante, patate e pan grattato.
520
Agnolotti del plin al sugo d’arrosto di manzo, maiale e coniglio, forse in quantità un po’ troppo generosa.
520
Convincenti scampi alla busara su polenta bianca.
520
Orata con peperoni arrosto e cipolla bruciata.
520
Molto buono il pollo alla birra e zafferano su salsa di asparagi.
520
La grolla: cremoso al cioccolato, crumble di caffè, nocciole, gelatina di grappa e granita al Genepy.
520
Fragole con cotto di fichi, gelatina di aceto di lampone e gelato alla crema.
520
Soufflè al cioccolato, gelato al pampepato e marmellata di albicocche
520
Petit fours
520
Dall’interessante e apposita lista di produttori “triple A” ecco l’elegante Anjou blanc di Ferme de la Sansonniere.
520
L’italianissimo friulano di Le Vigne di Zamò.
520
Sala
520
Particolare del terzo piano.
520
Eataly…
520

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *