Passione Gourmet Trattoria del Crocifisso

Trattoria del Crocifisso

Trattoria
via Principe Umberto 46, Noto (SR)
Chef Marco Baglieri
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

Pregi

  • La migliore proposta filo-gourmet di Noto :-)

Difetti

  • Il servizio, troppo frettoloso e sbrigativo
Visitato il 08-2012

Nel nostro lungo peregrinare in terra sicula, quest’anno, ci siamo trattenuti qualche ora in più a Noto e, oltre alle infinite calorie e ai chili presi al monumentale Caffè Sicilia, abbiamo cercato di chiarirci le idee su quale fosse lo stato di salute della ristorazione cittadina. Diciamo subito che, nonostante il ben di Dio che offre il territorio, proprio a Noto non ci sono molte tavole gourmet. Ma non è un problema, basta fare qualche chilometro e c’è l’imbarazzo della scelta. Se poi volete ammirare l’effetto di colori surreale che crea il sole al tramonto sulle architetture barocche della città, allora vi consigliamo una sosta prolungata. Dove mangiare? Alla Trattoria del Crocifisso. Qui officia Marco Baglieri, un po’ cuoco e un po’ oste. Il trainante turismo italiano ed estero non permette di discostarsi troppo dalle tradizioni, e anche questa tavola non sfugge alla regola della “rivisitazione” del territorio.
Da una carta invitante, equamente suddivisa tra terra e mare, abbiamo assaggiato piatti discreti che ci hanno soddisfatto per la materia prima ma dalla cui esecuzione ci saremmo aspettati qualcosa di più.
In tutte le portate, infatti, ad eccezione del dolce, abbiamo riscontrato qualche imperfezione, ora dovuta ad eccessiva untuosità e grassezza, ora a piccoli errori di cottura che, in questa tavola, – a detta di alcuni palati fidati – sembrano tuttavia essere l’eccezione.
Ce lo auguriamo, anche perché, ad oggi e, soprattutto, in questa regione, per fare il salto di qualità e distinguersi tra l’ardua concorrenza, non basta più soltanto la qualità della materia prima, bensì serve costante ricerca, voglia di mettersi in gioco, sempre. Queste sono le basi sulle quali gettare le fondamenta. Poi c’è la cura per i dettagli. Elemento, quest’ultimo, non necessariamente richiesto sebbene altamente distintivo. E’ innegabile che la cura per i dettagli fa la differenza. A tal riguardo, ci piacerebbe che il cliente avesse qualche attenzione in più, così come è necessario che questo percepisca il meno possibile la –giusta- premurosità dell’oste agli incassi ed al bilancio del ristorante. E’ possibile – si devono – conciliare entrambe le cose, basta lavorare maggiormente su alcuni aspetti, ad esempio sensibilizzare il personale di sala, per non incorrere, specie nei momenti di pienone, in spiacevoli episodi per cui quasi al termine della cena, vedi lo stesso cameriere che ti ha servito informare i commensali seduti al tavolo accanto al tuo della presenza di piatti fuori carta.
Va bene, pazienza. Del resto, errare è umano.
Il nostro auspicio per Baglieri è quello di trovare la voglia di mettersi sempre in discussione, evitando di sedersi sugli allori dei primi successi. Le intenzioni per fare il salto di qualità ci sono. Non ci resta che vedere l’evoluzione.

Per la cronaca
”Turbante” di spatola ripieno di mollica di pane ai profumi di Sicilia, servito su una crema di finocchio e zafferano. Buona materia prima ma poco convincente la crema di finocchio. L’avremmo preferita meno grassa.

Casarecce alla Norma melanzane fritte, pomodoro, ricotta salata e basilico. Buona esecuzione, specie le melanzane, ma, anche in questo caso, avremmo preferito una maggiore incisività e sapidità della ricotta.

Filetto di tonno rosso in crosta di pistacchi e sesamo, su una caponata di verdure ( “la ghiotta” ) in agrodolce, olio extravergine e un filo di aceto balsamico ridotto. Pesce di alta qualità ma il taglio richiede una cottura più accurata. Buono invece il contorno, eseguito a regola d’arte.

Coniglio alla “Stimpirata” cotto al forno, servito con verdure (carote, peperoni, cipolla e sedano), saltate in agrodolce di miele di zagara. In questo caso l’errore è speculare, troppo secca la carne ed eccesso di olio nel condimento. Cottura da rivedere.

Tortino di pistacchi, gelato all’Amaretto di Saronno, pera cotta nel vino rosso e la sua salsa ridotta .
Qui sia la concezione che l’esecuzione sono di ottimo livello. Bravo.

Esterni

Duomo

Trattoria del Crocifisso

1 Commento.

  • AvatarGiovanni24 Maggio 2017

    sono d'accordo soprattutto sullo staff. alcuni piatti hanno degli errori ma credo che con il tempo la mano dello chef migliorera'. dalle foto sembra che lei non abbia provato il panino con panelle, burrata e gambero rosso. Da solo merita la menzione bib gourmand del locale.

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