Passione Gourmet La Palta, chef Isa Mazzocchi, Borgonovo Val Tidone (PC), di Alessandro Pellegri

La Palta

Ristorante
via Bilegno 1C, Borgonovo Val Tidone (PC)
Chef Isa Mazzocchi
Recensito da Alessandro Pellegri

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • La cantina, dalla spettacolare varietà e dai prezzi interessanti

Difetti

  • Ottima e rassicurante cucina, cui manca però il guizzo
Visitato il 09-2012

Piena, pienissima campagna.
Il nulla a perdita d’occhio, campi, ancora campi.
Qualche ciondolante casa, un vecchio fienile, una chiesa. Di fedeli neanche l’ombra.
Non c’è nebbia solo perché è mezzogiorno.
Una “T”, in vista sulla casa più in ordine. Una tabaccheria, mannaggia a me che ho smesso di fumare, avrei avuto qualcosa da fare.
“…eppure il navigatore… ma dove siamo finiti?”

Poco più di 50km ci separano dalla nostra sclerotica Milano, ma non ci sovviene nulla di più distante, pare d’esser stati teletrasportati nel dopoguerra, negli anni ’50, dove le drogherie da queste parti erano chiamate palta (dall’”appalto” di vendita tabacchi).
Vuoi vedere che…

Il navi non mente, la “T” trattasi del ristorante della chef Isa Mazzocchi, “La Palta”.
Una volta entrati, la distinta sala non fa che accentuare la sensazione di smarrimento scontrandosi con la spoglia campagna circostante, e l’ampia vetrata pare fatta apposta per tentare d’unire i due ambienti e creare pace e tranquillità in un contesto di esclusiva eleganza, per nulla ostentata.
Un habitat questo ideale a lavorare serenamente, senza interferenze esterne, grazie al quale la Chef ci propone la sua visione di alta cucina Piacentina, appresa grazie alle radici nord-emiliane e perfezionata sotto l’ala del più piacentino dei francesi, il compianto Georges Cogny, del quale si dice fosse stata Isa l’allieva prediletta.

A riprova di ciò, i piatti palesano una tecnica impeccabile, e sono concepiti per concordanza, basandosi su morbidezze, dolcezze o più in generale sulla gradevolezza dell’insieme, prima ancora che sui contrasti. E’ una cucina di impostazione quasi materna, che vuol farti sentire a tuo agio, farti star bene, una sorta di “coccola” culinaria. D’altra parte piatti come la lingua con le susine, la tartare con la sua maionese, il coniglio o ambedue i dessert, non possono aver altra lettura.

Nonostante la quasi totale assenza di rischi (al netto della carota al vapore, con l’amaro appena fuori controllo o l’insalata di riso che, ci perdoni la chef, proprio non abbiamo capito), attenzione a non bollarla come una cucina “di pancia”, la mano è davvero felice e a tal proposito, nonostante le molte portate, l’abbondanza e la struttura delle stesse, pesantezza o litigi gastrici non sono assolutamente pervenuti.

L’unico cruccio rimastoci è capire dove potrebbe arrivare la Chef se solo osasse poco di più, visto che non difetta di estro né di tecnica, anzi; chiaro, è una nostra finezza, questa tavola proprio non delude, è di una solidità comprovata e i difetti sono gocce nel mare.

Doveroso soffermarsi sulla carta dei vini, di spessore certamente non usuale per un monostellato, anzi capace di far impallidire carte ben più blasonate.
Unica pecca forse è la limitata profondità di annate, ma quanto a varietà proprio nulla da obiettare, né a livelli medi né su bottiglie più impegnative.
Il suo lato più interessante però è quello destro, con prezzi che invogliano allo stappo, tanto che eravamo partiti da casa con marchesiane intenzioni, “solo acqua, o al massimo un calice” ma:


Pane e focaccia con i ciccioli, in onore della festa paesana in corso nel weekend

Benvenuto

Insalata di pisarei allo zenzero su sformato di borlotti e grana fritto

La carota al vapore con porcini secchi, caprino, pancetta e riduzione al Bitter Campari

Fiore di zucchina ripieno di ratatuia alla menta con anguilla alle bietoline

Tartara di cavallo alle cipolle dolci con maionese al Gutturnio

Zuppa fredda di pomodori arrostiti con ravioli fritti alla puttanesca

Insalata di riso alla malvasia con fegato grasso d’oca, bacche di sambuco e gocce di marmellata di pere cotogne

Raviolo di ravioli al pecorino con melanzane al basilico

Tagliolini con fagiolini stringa, pancia di baccalà e pistacchi al peperoncino

Coniglio nostrano ai fiori di finocchio e mandorle con frittata al tartufo nero

Lingua di vitello in agrodolce con susine alla melissa e cipolle rosse

Predessert inusuale: piccola pasticceria, panna cotta al cardamomo e gelatine

Zuppa di amarene con sorbetto e cannoli alla ricotta

Millefoglie di pesche sciroppate con cremoso al cioccolato bianco

7 Commenti.

  • la cinta milanese14 Novembre 2012

    Evoluzione...della cucina di Isa Mazzocchi e di Passione Gourmet, stupende foto, bravi :)

  • Alessandro Pellegri13 Novembre 2012

    ...colpa di Alberto, sempre colpa di Alberto! Grazie Fabrizio! ;-)

  • Ziobilly13 Novembre 2012

    Presuntuosi. Come sempre. Vergogna. Vergogna.

  • Lorena13 Novembre 2012

    Sì ora capisco cosa intendi. E quando parlo con qualcuno della mano di un cuoco donna, forse è proprio quello un limite, il nostro limite, se esce un piatto dalla cucina di una donna deve essere concreto e ben definito.

  • Fabrizio Provera13 Novembre 2012

    ..caspita Ale,ma quando sei 'enoicamente' lanciato cosa bevi,Petrus e Yquem 83'???Comunque ottima rece,dovro' andarci quanto prima.

  • Alessandro Pellegri13 Novembre 2012

    Lorena, l'indicazione del difetto è riferito al "guizzo" mancante e non certo alle definizioni di "ottimo" e "rassicurante", che tutto possono essere fuorché dei difetti, in qualsiasi cucina! :-)

  • Lorena13 Novembre 2012

    Sono proprio contenta che voi l'abbiate visitata. Per me un punto fisso quando si passa nei dintorni (anche se non sempre riesco a mangiarci perchè completo!!!). Ottima qualità-prezzo, certo il fatto di essere a casa propria può aiutare. Non sono d'accordo con quello che viene definito un difetto, proprio perchè la cucina "è rassicurante" sò che difficilmente qualsiasi piatto sceglierò mi deluderà, se è in carta è stato testato e questa certezza mi piace proprio.

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