Passione Gourmet Il Luogo di Aimo e Nadia - Passione Gourmet

Il Luogo di Aimo e Nadia

Ristorante
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

17/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 12-2019

Quanti sono i ristoranti che possono vantare una grande tradizione familiare e che da mezzo secolo sono in grado di lasciare ricordi indelebili nei cuori delle persone? Beh, pochi. Molto pochi. Ma in Italia ce n’è uno. Forse il più storico e longevo di tutti. E’ il luogo di Aimo e Nadia Moroni che l’anno prossimo compie cinquant’anni tondi tondi; cinquant’anni che non si fanno affatto sentire, dato che il livello di questa cucina nel corso di mezzo secolo di onoratissima attività è stato un crescendo. Non occorrono tante parole per descrivere l’intensa esperienza gastronomica che si prova a questa tavola in cui si percepiscono sapori cristallini ed incisivi, frutto di uno studio totale del territorio e dei suoi prodotti, che ripercorrono l’essenza di tutte le regioni italiche rielaborate con tecnica ed estro, per un risultato apparentemente nuovo al palato, ma che stimola i più cari ricordi.

Ricordi rievocati dal sapore dimenticato di un ortaggio, che sia un pomodoro, un asparago, una zucchina o una fava, il cui gusto originale sembra essersi perduto, specie in questa era di grande globalizzazione dei prodotti alimentari. Qui si viene perché si sanno certe cose. Si sa che Aimo è uno dei più grandi selezionatori di materia prima, così come si sa della sua (e di Nadia) abilità di carpire la massima potenzialità dalla lavorazione della materia prima, da quella più opulenta a quella più povera. Ed è proprio dai prodotti poveri che nasce la sintesi dello stile di cucina del Luogo, uno stile unico ed italianissimo, che può essere racchiuso nell’emblematico spaghetto al cipollotto e peperoncino (in carta dal ’65), uno di quei piatti cult, di cui nessun appassionato che possa definirsi tale può omettere di assaggiare, almeno una volta nella vita.

Tra le spartane mura della periferica via Montecuccoli, si respira sempre un’aria di modernità; i discussi (e per molti incomprensibili) dipinti di Paolo Ferrari conferiscono all’ambiente un tono atemporale, facendolo passare quasi inosservato, ma solo al cospetto di quello che ci si ritrova nel piatto. Il collaudo del cambio generazionale è ormai stato completato con risultati eccellenti, accanto a Stefania c’è una squadra di giovani professionisti capitanati dal duo Negrini-Pisani, cuochi dotati di grandissima sensibilità e tecnica, capaci di coordinare con abilità un servizio impeccabile e più che mai tempestivo guidato dagli ormai navigati Nicola Dell’Agnolo e Federico Graziani. Due parole merita la carta dei vini, nel bene e nel male: è amplissima ed ordinata in maniera curiosa per qualità del vino, ma ha dei ricarichi un po’ troppo elevati.
Si parte con poche cose, ma buone: oltre ai taralli al finocchietto e ai sottilissimi grissini all’olio, arrivano una godereccia bruschettina di pane di grano arso con lardo e un eccezionale mini cannolo con capperi, olive e acciughe che provoca un esplosione di Sicilia in bocca. I sapori dell’isola saranno il leit motiv della cena. Vuoi per nostra scelta, vuoi perché il menu estivo di Aimo prevede un gran numero di prodotti del sud. Senza dubbio, oltre alla Toscana, sua terra natia, Aimo sembra avere una particolare predilezione per la Sicilia.

E non facciamo neanche in tempo a leccarci le dita che arriva il sempre fantastico piattino con l’olio di Nocellara del Belice, profumatissimo, dal sapore agrumato e con le giustissime note acidule, da gustare fino all’ultima goccia col pane.

Ecco poi l’inarrivabile ed immancabile Pomodoro crudo con capperi, olio e basilico, impreziosito questa volta da una quenelle di polpa di granchio reale, il cui grado di semplicità nella concezione è direttamente proporzionale al grado di intensità gustativa. Freschezza indicibile. Crea un cratere nello stomaco..

.. e la prima nostra scelta ricade sul

Pesce spada in marinata di ginger con mandorle di Noto e capperi di Scaure, con melanzane profumate al miele di girasole Thun e aspretto di carota. Manco a dirlo, notevole la qualità del pescespada “pulcinella”, ovvero quello ancora piccolo che, parafrasando una vecchia réclame, si taglia con un grissino. Soltanto buonissimi i Tortelli freschi di semola e ortica farciti con gamberi viola di Sanremo, mozzarella di bufala e porri con salsa di crostacei e pomodoro, i quali ci colpiscono più per la consistenza perfetta della pasta (qui i fondamentali in cucina non mancano) che per il se pur perfetto connubio del crostaceo con la burrata.


Eccellente per consistenza e contrasti anche il Rombo chiodato nostrano cotto su pietra serpentino nel suo ristretto agli aromi con cipolla di Tropea varietà “miele” e patate. Livelli parecchio alti. Fin qui abbiamo pasteggiato con un buon Champagne R & L Legras, Blanc de Blancs che ha svolto pienamente il suo dovere.

Chiude le danze il Maialetto croccante di Cinta senese al miele delle Crete Senesi, con mostarda di pere e uno strepitoso pomodoro ripieno di ortaggi appena cotti che donano al piatto una nota sgrassante e ripulente. No, qui non troverete sottovuoti e affini ma grande maestria nel maneggiare pentole, forni e fornelli. Carne di qualità elevatissima con diverse consistenze tra i vari pezzi proposti. Ah, quasi dimenticavo.. ovviamente anche la salsa è notevole. Per questo notevole piatto, ci è stato servito un notevole calice di Brunello di Montalcino ’99 Conti Costanti, con un intenso sentore di liquirizia ad esaltare la succulenta preparazione.

I dessert sono tutti di moderna concezione e presentano molti contrasti tra il dolce ed il salato. Come il Tirami-Sud, una geniale rivisitazione che racchiude i sapori del meridione. Crema di yogurt e mascarpone, biscotto al caffè, ricotta al bergamotto e capperi di Pantelleria canditi al miele (che funzionano a meraviglia nel gusto complessivo), insieme al quale viene servito un bicchierino di cioccolato. Il mio ricordo va all’altrettanto fantastico se pur meno appetibile ma più accattivante SUD, del leader Maximo della Francescana.


Ancor più efficace il Soffice ai limoni della Costiera con biscotto alle mandorle di Noto, crema al limone e fragole al profumo di liquirizia Amarelli. Qui ci sono delicatezza e golosità. Fresco, brillante e dal gusto non scontato.

Si chiude con l’intenso caffè con arabica brasiliana e

la freschissima piccola pasticceria (Aimo ve lo dirà ad ogni visita che questi pasticcini si fanno sempre la mattina e non possono conservarsi).
Per noi, il Luogo di Aimo e Nadia resta una tappa imprescindibile per gli amanti dell’autentica cucina creativa ed evocativa italiana.


il pregio : l’inarrivabile materia prima.

il difetto : l’elevatissimo ricarico dei vini.

Il Luogo di Aimo e Nadia
Nadia e Stefania Moroni con Alessandro Negrini e Fabio Pisani
Milano
Via Montecuccoli 6
Tel. +39.02.416886
Mail: info@aimoenadia.com

Chiuso : Domenica e sabato a pranzo
Numero coperti: 40
Alla carta 120;
Menu degustazione: 90 per i classici di Aimo e Nadia; 125 per il menu degustazione.

www.aimoenadia.com

Visitato nel mese di Giugno 2011
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The Dark Knife

4 Commenti.

  • ajk29 Giugno 2011

    La prima strisciata della mia carta di credito, nel 1985, l'ho fatta da Aimo e Nadia. Da allora ci sono passato almeno una volta all'anno trovando sempre la stessa fantastica qualità e accoglienza. Conservo ancora una ricetta di un fagottino di melanzane che Aimo ci spedì a casa battendola con la macchina da scrivere....... E gli spaghetti al cipollotto e peperoncino hanno ispirato dal 1965 almeno due generazioni di chef. Tutti, più o meno, sono bravi a farli ma il primo è il primo. Una ricetta così antica e così moderna è immortale. Senza dubbio il Ristorante che preferisco a Milano.

  • Luca29 Giugno 2011

    Segnalo che il link alla mappa porta alla Maison Bras.

  • PresidentePresidente29 Giugno 2011

    Lapsus Froidiano :) Sistemato, Grazie

  • Piermario30 Giugno 2011

    Evviva! un posto che non si può non avere nel cuore.

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