Passione Gourmet Osteria del Sass, Besozzo (VA). Di Carlo Cappelletti (Azazel) - Passione Gourmet

Osteria del Sass, Besozzo (VA). Di Carlo Cappelletti (Azazel)

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

13/20

Pregi

Difetti

Visitato il 12-2018

390

Recensione Ristorante

Ha chiuso. No è aperta. E’ defunta. Ma va, esiste ancora. Ma Pisciotta? L’ha ceduta. Ma era sua? No, era solo lo chef. Tante voci. Non tutte informate. E aggiungo, forse non tutte disinteressate. Il simpatico ambientino dell’enogastronomia non sempre d’altronde esprime rilassatezza, soprattutto in momenti di crisi. Costantino Di Claudio, patron dell’Osteria del Sass, ha optato per una decisa sterzata rispetto alle pirotecnie della cucina citrostricata dello chef ora al Luce. Ha assunto il giovane Maurizio Guerrazzi ed insieme stanno portando avanti un discorso fortemente incentrato sulla ricerca di materie prime di qualità (non che prima fossero fetenti, tutt’altro) e a filiera corta. Fin qui niente di che, è il proposito di molti. Quante volte poi ai buoni propositi annunciati in carta segue reale goduria?
Non troppe, e poche comunque quando si considera che spesso il solo scriverlo fa capriolare i prezzi sopra la fascia di ozono. Invece qui la qualità la si ritrova anche quando i piatti arrivano in tavola. Il che avviene magari non subitosubiterrimo, tempo che si riprenda dallo choc il patron, che vorrebbe tanto seguissimo i suoi velati inviti a prendere un menù degustazione, ma riceve un colore a picche, ricavandone probabilmente un pokerissimo di imprecazioni, signorilmente contenute in un’abbozzata da record al coperto. Non ho chiesto ma lo chef potrebbe essere una one man band, aiutato al bisogno dal buon Di Claudio (e con lui contumace la sala soffre un po’). Risotto previsto solo per il tavolo completo? Non chiediamo neanche, solo a pronunciare risotto siamo rimbalzati e respinti con perdite. Pace, la carta offre molti spunti. Tanta Lombardia (Gemonio è a due passi, avremo spaghetti Senadur Cappelli?), ma anche piatti di pesce dall’aria non banale. In generale l’impressione è quella di una mano più sicura sulla carne che sul pesce, che trova nei secondi il terreno ideale per esprimersi al meglio. Discutibile per me la scelta di non avere dessert al piatto ma di portare unicamente un piatto di bicchierini. Creme, mousse, spume. Ben realizzate, per carità, ma un po’ monotone, considerando che sono il vero dessert e non come altrove il pre o il post.
Il pranzo è aperto da una semplice crema di ceci con crostino di pane, monastica nei contenuti quanto significativa nel farci capire che qui, con i prodotti, non si scherza.
Si comincia il pranzo con il Machitt (la cui foto si è persa con un paio d’altre a causa di un problema tecnico), uno sformato di rape e sedano rapa su crema di fagioli, accompagnato da pancetta croccante.
Presentazione più curata per la Brandade di stoccafisso con couscous alle verdure (foto di apertura), piatto ben pensato come profumi, consistenze, temperature, appena condizionato da un eccesso di citricità, proveniente non tanto da dove ce la saremmo più aspettata (il couscous, di fatto un tabulè alla siciliana), quanto dalla brandade.
Poco definite le intenzioni nel Cannolo di melanzana, ricotta, coulis di datterino.
390
Buona e golosa la Millefoglie di lavarello con fumetto di gamberi e finocchietto.
La Crema di gallina con paglia di porro e scorzone, arricchita da panna acida, è un bel piatto ma che per l’invadenza della componente grassa tende a stancare in fretta. In dosi omeopatiche invece è un boccone interessante, intenso e persistente.
Buonissima la zuppa di ceci, vongole e maltagliati, con una decisa piccantezza che, contrariamente al piatto precendente, rende il tutto freschissimo e sempre vivo senza alcuna stanchezza. Da mangiare a badilate.
390
Diverso il discorso per i Maccheroncini con ragù di scampi su crema di cime di rapa.
390
Ottimi gli scampetti e pregevole la pasta, ma piatto di vocazione quasi banchettistica, a cui inaspettatamente la cima di rapa, non troppo concentrata in sapore, non ha dato la marcia in più rispetto alla frusta zucchina. Esagerata (qui come, in maniera minore, in altri piatti) la quantità di olio.
Come dicevo marcia in più per i secondi. Corretto il tradizionale Bollito con mostarda di Cremona
390
(bello assaggiare ogni tanto della vera mostarda che ti trasfigura il volto, “Pain so close to pleasure” alla Freddy Mercury),
così come pregevole il Brasato di costello (Elvis ci perdonerà)
390
al Nero d’Avola con polenta bianca croccante, senza eccessi di acidità ma vinosamente presente,
ed eccellente l’anatra ripiena
390
con salsa al Marsala e pera demi-sec caramellata.
Sul fronte pesce troviamo un buon Trancio di baccalà cotto sulla pelle liofilizzata con fagiolini all’arancia, equilibrato, in cui tuttavia stona (rispetto ai propositi del locale) la presenza dei fagiolini in novembre, per quanto in queste zone il verde splenda rigoglioso in ogni stagione.
Già sfoderato il verboso pippone sulla questione morale dei dessert, eccoli qua.
390
Delizia al limone, Cassata, Tiramisu in giù e Latte in piedi all’anice stellato (quest’ultimo molto molto buono), con alchechengio d’ordinanza.
Molti piatti già ben definiti, altri che accusano un po’ di lavori in corso, ma la sensazione è che ci siamo, la strada è delineata, e bene. Un encomio alla passione ed alla dedizione totale di Costantino Di Claudio che, a costo di sembrare iconoclasta rispetto alle scelte enologiche, punta soprattutto su ottimi qualità prezzo, a rischio di rendersi impopolare lasciando fuori aziende consolidate e di maggior blasone.

390

il pregio: Il rapporto qualità prezzo. Difficilmente riscontrabile in Lombardia.

il difetto: Tempi di attesa per le portate troppo lunghi.

Osteria del Sass
Via S.Antonio 17/b 21023 Besozzo (VA)
Tel. 0332-771005
Menù: euro 48 (5 piatti di terra e dessert), euro 55 (5 piatti d’acqua e dessert)
Alla carta: 45-50 euro

www.osteriadelsass.it

Visitato nel mese di Novembre 2010
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Carlo Cappelletti

13 Commenti.

  • Carlo26 febbraio 2011

    Inverosimili in che senso? Magari c'è stato un lutto. Se così non fosse e la vicenda fosse andata precisamente come racconti l'accaduto avrebbe dell'inqualificabile. Voglio sperare che ci sia qualcosa che non sappiamo. Mi dispiace, Giacomo, che ti sia andata tanto male.

  • giacomo26 febbraio 2011

    Ho prenotato telefonicamente qualche giorno prima (mi hanno chiesto solo il nome e non il cell.) con la conferma assoluta della disponibilità! Ho trovato il locale chiuso, e solo scuse inverosimili alle mie richieste di spiegazione: tra le quali quella di non aver mai ricevuto telefonate! Non merita di essere in una guida!!

  • IlSommelierAlDente2 gennaio 2011

    arrivo, arrivo.. mi manca Pinerolo e quella bella tavola.. auguroni L

  • q.b.1 gennaio 2011

    ....torna a girovagare dalle mie parti...che è da un po che non ti vedo.... facciamo due chiacchere....ma non apriamo più 22 bottiglie ehhhhhhhh...promesso??? ;-)

  • Pat Garrett1 gennaio 2011

    Ma, anche tua moglie ti chiama q.b.? :-) :-) io Pat Garrett alias Clint Istvud.. ;-) A Besozzo ho fatto una delle esperienze piu' tragiche del mio girovagare gourmet..

  • q.b.1 gennaio 2011

    .....auguri christian ???????? .....e chi è christian???? Io mi chiamo q.b. sul web e Rod Stìuard nella vita vissuta... Christian tse !!....che nome ridicolo ;-)

  • Carlo31 dicembre 2010

    son uno e B no...mica sono juventino o milanista

  • Pat Garrett31 dicembre 2010

    E...se fossero la stessa persona? Es. io sono Pat Garrett e.....? Auguri Christian

  • q.b.31 dicembre 2010

    ...scusate ma la rece l'ha fatta Carlo Cappelletti o Azazel??? ...facciamo chiarezza, questo io chiedo a gran voce!!! ;-) Auguri a tutti sopratutto a te, Cappelletti o Azazel che tu sia...

  • Carlo31 dicembre 2010

    beh non essere timido. Butta un commento laddove i 279 son stati spesi. Auguri a te e Giulia.

  • Carlo31 dicembre 2010

    meglio Digione che digiuno.

  • raffo30 dicembre 2010

    Il brasato di Elvis e il bollito tradizionale son davvero invitanti. Anch'io nutro sadiche passioni in una senapatissima mostarda casalinga,mandando di fatto a ramengo la promessa in lacrime e cervello in via di deflagrazione di quando a Parigi la mia prima volta,bambino,affondando il cucchiaino nel vasetto di dijon, e spalmatolo a etti sulla baguette,giurai a me stesso MAI PIU'.... :D

  • marco30 dicembre 2010

    allora non sei cattivo... è che ti disegnano così! scherzo!!! hai reso giustizia ad un locale che, secondo me, oltre alla qualità, dà valore anche all'onestà... soprattutto alla luce degli ultimi 279 euro ingiustificati! certo qualche pecca... ma del resto nessuno è perfetto e io lo so bene! e Costantino in sala è un valore aggiunto. detto questo, tanti auguri di buon anno a te e a Francesca

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