Passione Gourmet Thoumieux, Jean François Piège. Paris - Alberto Cauzzi e Rob78 - Passione Gourmet

Thoumieux, Jean François Piège. Paris – Alberto Cauzzi e Rob78

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 08-2020

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Recensione ristorante.

Restaurant Thoumieux, il nuovo regno di Jean-François Piège. Già tristellato nel tempio dell’Hotel Plaza Athénée a Parigi, alla corte di Alain Ducasse, poi bistellato all’Hotel Crillon in Place de la Concorde ed ora impegnato a risollevare le sorti di un monumento storico di Parigi, dove giovinastri apprendisti gourmet italiani, oggi importanti e rinomati critici gastronomici :-), mietevano vittime di ogni genere al bancone della famosa brasserie : cibo, birra e gentil sesso 😉 .
In primavera inoltrata, si vocifera, il buon Piège aprirà al primo piano la versione più nobile, come si dice dalle parti della Senna il Restaurant Gastro, in cui, per pochi fortunati, tenterà di proporre la cucina d’autore per cui è noto ai più.

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Per ora si occupa, con andamento altalenante, di questo gioiellino un pochino rococò ma filologicamente riportato a ciò che deve essere un bistrot di classe a Parigi. Specchi alle pareti, lampadari importanti e scintillanti, velluto rosso alle sedute, di nero la boiserie e, last but not least, avvenenti cameriere ad accudirvi con garbo e charme.

La cucina dicevamo, una dicotomia spinta che ha visto trionfare, giustamente, le preparazioni più classiche, più francesi. A cominciare da un ottimo oeuf mollet, royale al lardo affumicato, insalatina agra, pancetta e croccante di pane, così come l’indivia brasata, acidulata ed accompagnata da una finissima dadolata di Jambon a temperatura da culla, bravi! E quel poulet, gentilmente nappato da una salsa sopraffina, panna fondo di pollo e champignons accompagnata da verdure croccanti ed invitanti … ah, le Poulet. E che dire di quel superbo e sugoso trancio di salmone in un pot au feu vegetale delicatissimo (il brodo), accompagnato da radici e rape perfettamente cesellate, dalla cottura croccante e da una delicata e piccola quenelle di salsa di rafano che diceva la sua, eccome se diceva la sua. Così come i filettini di sogliola avvolti da una delicata panatura, accompagnati da una sauce Bearnaise montata alla minute, di rara sofficità ed eleganza. Sin qui nulla da dire, ineccepibile. Peccato poi per un paio di passaggi di cui proprio non comprendiamo il senso. Per carità, correttamente presentati, ma perché ostinarsi al gioco “tu vò fa l’italiano” ? Perché mettere in carta una fastidiosa pizza-soufflè (una specie di carta musica rigonfia) sormontata da rucola, parmigiano grattugiato, mozzarella e tonno rosso fresco ? Che senso ha tutto questo ?

Ed i calamari, tagliati a fine julienne e cotti a bassa temperatura a simular spaghetti, irrorati da una salsa all’uovo e panna, pancetta e l’onnipresente parmigiano grattugiato ? Perché ?

Perché, dico io, uno con il talento di Piège deve buttarsi via alla moda del neo-italien, del “famolo maccaronico” ?

Che Piège faccia ciò che è bravissimo fare, e cioè la cucina neo-calssica francese, per cui è stra-conosciuto e ultra-stimato.

Dimenticavamo : nota particolare al miglior crème caramel della nostra vita, da bis e tris e alla piacevole attenzione del servizio, a cominciare da un pane straordinario accompagnato da patè ed accorgimenti molto intriganti e da una carta dei vini non banale per un Bistrot. Peccato per la deriva italiano-modaiola, che rientri al più presto, ci auguriamo.

Oeuf mollet..

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Indivia e prosciutto.

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Calamari alla carbonara…

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Bistecca.

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Salmone.

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Sogliola.

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L’ottima pollastra

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il pregio : Lo chef patissier, sopra la media.

il difetto : La confusa direzione della cucina.

Restaurant Thoumieux
9 Rue St Dominique
75007 Paris
Telefono:+33 1 47 05 49 75
Alla carta: 55/60 Euro
Chiusura settimanale: non prevista
Visitato nel gennaio 2010

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Alberto Cauzzi

10 Commenti.

  • AvatarDibbo15 Febbraio 2010

    Complimenti per la rece! Con "pochi fortunati",si intende,una prenotazione fa effettuare 2mesi prima?

  • Avatarmassisol15 Febbraio 2010

    Ciao Alberto, mia considerazione sul fatto che Jean Francois dedichi parte delle sue attenzioni alla cucina italiana: non è un mistero anzi... un po' tutto il gruppo Ducasse (Piège, Elena, Cerruti) è innamorato della nostra cucina e di alcuni nostri prodotti, basti pensare che consumano ettolitri di olio extravergine di produzione ligure... però, c'è un però... secondo me i "giovani" come loro hanno la necessità di evadere dalla loro "routine"... come del resto noi, quindi si cimentano in ricette con impronta italiana vista secondo le loro capacità di interpretazione... ad Alicante Piège oltre alla pizza ed alla carbonara ha fatto anche il vitello tonnato con parmigiano e colla di pesce..., stessa cosa per il Louis XV a Montecarlo e pure a Reims al Relais Les Crayères (non è critica per l'amor di Dio non mi fraintendete :) io adoro i fondi come li fanno solo loro, e mi prendo cura di proporli in ricette nelle quali vedo azzeccato il loro impiego. Un mio desiderio oggi ad esempio, è quello di riprodurre, a modo mio possibilmente, il più grande "lièvre" (maschile) che io abbia mai mangiato fatta dal quel mattacchione gran signore di Gerard Boyer, :) se non altro per approfondire tecniche, se vuoi moooolto legate alla tradizione, che permetterebbero a chiunque di crescere... in sintesi vedo "buono" il tentativo di fare qualche cosa al di fuori dagli schemi tradizionali, con l'occhio sempre vigile ed attento ad evitare i "deragliamenti". Grande abbraccio e rinnovo i complimenti. Massimo

  • AvatarAlberto Cauzzi15 Febbraio 2010

    Certo Massimo, condivido. Se però, come in questo caso, la fusion diventa con-fusion credo tu concorderai con me che non va bene. Per la mia personale esperienza la lettura di Cerutti è molto diversa, più fine e più attinente. In questo caso si è trattato di un pastrocchio, molto distante dalla qualità espressa in quel salmone o in quella poularde :wink:

  • AvatarAlberto Cauzzi15 Febbraio 2010

    La prenotazione al Thomieux non è impossibile, i coperti sono quasi il triplo di Yam'cha. Affrettati però, sta diventando un posto di tendenza

  • AvatarDibbo15 Febbraio 2010

    grazie Alberto!e per il ristorante Gastro(quando aprirà),le prenotazioni saranno a sorteggio come da Adrià?

  • Avatarorson15 Febbraio 2010

    C'è la recessione, perfino prenotare all'Astrance è meno difficile che in passato. Non penso ci saranno problemi, specialmente se il "gastro" di Piège avrà prezzi in linea con le attese (sui 100)

  • AvatarDibbo16 Febbraio 2010

    Grazie Orson per avermi "delucidato"!

  • Avatarkingo16 Febbraio 2010

    Tutto ciò era ben visibile sull'ultimo libro di Piege dove lo chef oltre a illustrare minuziosamente la sua cucina d'autore in quel dell'hotel crillon offre anche una simpatica serie di piatti maison che sono come dice lui la sua cucina preferita di casa Che piege sia un asso nella cucina neoclassica è fuori discussione la sua meticolosità e la sua finezza sono secondo me il suo punto di forza. Credo che però al thoumieux fosse difficile trasportare il meglio della sua cucina e la vera sfida sarà appunto il Gastro . Chiaramente questa liason con i fratelli costes poteva far sospettare qualche concessione modaiola visto che i loro locali sono i più branchè di parigi . Non mi fanno impazzire questi "deragliamenti", anche al Crillon preferivo i piatti più francesi, ma per il momento penso che ci stiano poi vediamo che succederà al piano di sopra.... Per aprile ho prenotato seguo il consiglio di Alberto e poi chissà se fosse intanto già aperto il Gastro......

  • AvatarRistoranti Parigi16 Febbraio 2011

    Si mangia benissimo in questo ristorante parigino, l'abbiam provato io e il mio ragazzo quando siamo stati a parigi!

  • AvatarOrson17 Febbraio 2011

    Ma avete provato la brasserie, qui recensita, o il neo aperto ristorante al piano di sopra?

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