Passione Gourmet All'Oro, Roma . Orson e Norbert - Passione Gourmet

All’Oro, Roma . Orson e Norbert

Recensito da Presidente

Valutazione

Pregi

Difetti

Visitato il 04-2019

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Questa valutazione, di archivio, è stata aggiornata da una più recente pubblicazione che trovate qui

Recensione ristorante.

Nel cuore dei Parioli dal 2007, Riccardo Di Giacinto, già executive al Baby di Iaccarino e allievo del bravissimo Milani in quella piacevolissima meteora che è stato il S.Rocco di Monterotondo, ha aperto il suo bistrot. Ambiente a dir poco raccolto, dominato dai toni del bianco e dell’oro ma, ancor di più, da una penombra (inadatta alle foto) che si concilia molto bene con una certa atmosfera clandestina del locale, molto adatto ad incontri galanti (magari un po’ meno alle nostre sortite in coppia maschile per il blog). Peccato che questa intimità potenziale venga poi annullata da tavolini un po’ troppo ravvicinati e decisamente traballanti.

Lo chef è dotato di notevole tecnica e di buon estro: non c’è niente che non venga perfettamente realizzato a livello di cotture e consistenze e i piatti sono tutti caratterizzati da un’apprezzabile inventiva e personalità; talvolta però è l’equilibrio dei sapori che latita, a scapito della centralità del gusto.
Nulla da dire sulla crema di fagioli zolfini dell’amuse-bouche, ma la cipolla rossa di Tropea è un po’ troppo acida, per esempio.

Così come il carpaccio d’acciughe, crocchetta di patate al burro d’alpeggio, pomodori secchi e quenelle di bianco di zucchine vede la sapidità dell’acciuga prevalere sulla dolcezza della crocchetta e delle zucchine.
Altra entrée il “Pancotto” con mantecato di ricotta di pecora, funghi porcini e olio di soppressata, piatto gourmand e “maschio” con una presenza del piccante davvero significativa (nota che, interessante in un piatto, è stata però presente in diverse preparazioni).
Ai primi si comincia con gli gnudi di ricotta di pecora all’aglione, broccoletti e guanciale: piatto goloso e centrato con la ricotta che funge da riuscito contrappunto al sapido di broccoletti e guanciale, mentre i cappellacci ripieni di mozzarella affumicata al sugo di astice e ‘nduja sono meno interessanti: la ‘nduja la fa da padrone (apprezzabile però la preparazione della pasta ripiena). Infine, negli gnocchetti di patate alle vongole, crema di fagioli zolfini, ricotta infornata, peperoni secchi, i fagioli, la ricotta e, soprattutto, ancora, il piccante prevalgono troppo sulle vongole, praticamente impercettibili.

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Ai secondi, una combinazione mare-terra molto interessante sulla carta, la spigola in porchetta, zuppa di carbonara e tartufo. Il sapore forte della carbonara (e del maiale) però domina quello del pesce, peraltro cotto alla perfezione. Andava mitigata la salsa e, soprattutto dato un ruolo al tartufo, non pervenuto al palato.

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Dopo i delicati cannoli di cioccolato con mousse all’orzo (che ci ricordano la felice, anche se non originalissima, mano dello chef sui dessert) arrivano la crème brulée alla vaniglia con ragout di mele e cannella -dessert davvero goloso e ben eseguito che con un pizzico di cannella in più sarebbe stato perfetto- e la Millefoglie di cioccolato con zuppa di castagne, olio e sale, anch’essa realizzata ottimamente e di grande equilibrio.

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Buoni i pani e grissini realizzati dalla cucina e carta dei vini limitata ma in crescita. Possibilità di comporre un interessante e abbastanza conveniente menu di 5 o 7 piatti in porzioni ridotte pescando liberamente dalla carta, che ha invece prezzi un po’ elevati per la tipologia di proposta.
In sintesi, e vista la situazione generale della ristorazione della capitale, un approdo sicuro dove passare una piacevole serata con uno chef dalle sicure potenzialità.

il pregio : Indubbia tecnica dello chef.

il difetto : Irrisolto equilibrio dei sapori in diversi piatti.

All’oro
Via E. Duse 1 Roma
Tel: ( +39 ) 06 97996907
Chiusura settimanale: sabato a pranzo, domenica
Numero coperti: 20
Prezzo alla carta: € 70
Menu degustazione: € 55, € 70

http://www.ristorantealloro.it/

Visitato nel mese di Gennaio 2010

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Orson e Norbert

16 Commenti.

  • Gaia10 Aprile 2012

    Gentili censori e recensori, questo è solo un invito a tornare da All'oro. L'evoluzione, la rivoluzione e il miglioramento è sotto gli occhi di tutti. Spesso vado con mio marito per dedicare un viaggio A/R delle mie papille gustative. E ogni volta mi ringraziano. Se passate da Roma, rifateci un salto. Una che ama mangiare bene.

  • San Valentino a modo nostro – 10 “grandi assenti” che amiamo! « Tavole Romane14 Febbraio 2011

    [...] – Parioli, cucina creativa, chef Riccardo Di Giacinto Senza Panna, AdG (Stefano Caffarri), Passione Gourmet Michelin: 1 stella, Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 80, L’Espresso 2011: 15, Roma nel Piatto [...]

  • foodseeker14 Aprile 2010

    Ci sono stato l'altro ieri. Era tutto buono e ben cucinato (la mia ulcera non si è lamentata e ho dormito bene nonostante le quattro portate). Il vino poi era ottimo. Allora qual'è il problema. Forse, che quando mangio, vorrei che il piatto fosse ben illuminato, anche se il resto della sala è in penombra. Forse che il conto sale sopra i cento euro e, soprattutto, e ci si dà un certo tono, ci si aspetterebbe delle esperienze meno dimenticabili. O forse, che anche noi clienti stiamo diventando anche noi clienti un pò troppo pretenziosi! Anche se il tortino di aliciotti e la torta di ricotta e visciole dell'indomani dalla Sora Margherita mi sono sembrati più "veri". Anche se una visita a Parigi all'Atelier di Joel Robuchon o nei dintorni di Siviglia al ristorante dell'Hacienda Benazuza di fanno pensare che l'incanto e la magia della grande cucina esistono ancora e che non bisogna smettere di cercare....

  • Artèteca8 Febbraio 2010

    Appena testato, su piatti diversi (tranne la creme bruleè); su 4 piatti - dall'antipasto al dessert - non ci hanno convinto i cappellacci ripieni di mozzarella, con sugo d'astice e nduja. Problema di equilibri di sapori da consolidare, credo, anche per il fatto che non c'era mozzarella nei cappellacci, ma provola affumicata che copriva anche l'astice (che a dire il vero si sentiva pochino). In generale comunque un'esperienza positiva che mi riprometto di ripetere appena cambia il menù. Sicuramente luogo da coppia ... noi eravamo 6 e anche un po' caciaroni ;)

  • kinnery1 Febbraio 2010

    Comunque sulla millefoglie plauso incondizionato e standing ovation per orson. Pure sulla bravura di Di Giacinto concordo.. secondo me anzi è il migliore dei "nuovi" a Roma. Sul giudizio dei piatti non so... quelli che ho provato io erano diversi, l'impressione era stata positiva. Il locale secondo me è un po' angusto e non mi piacciono i tavoli lucertolati.

  • kinnery1 Febbraio 2010

    oh ecco, così non tocca sempre a me ;-)

  • Kriss29 Gennaio 2010

    Tu questi errori non li compi, però di farle dritte proprio non ti riesce ;-)

  • Alberto CauzziPresidente29 Gennaio 2010

    @ Antonio : Il riferimento di Antonio Scuteri ad Antony Genovese del Pagliaccio ( che qui ancora non è stato recensito ) probabilmente riguarda la scheda di Alberto Cauzzi ( giugno 2008 ) apparsa sulla Guida Gourmet 2009 con una valutazione di 14/20mi .

  • Antonio29 Gennaio 2010

    quando hanno sistemato Genovese? A me non risulta alcuna recensione...

  • Melograno29 Gennaio 2010

    PG. mi perdoni non entro nel merito della Rece scritta, ma fotografica, trovo che le foto inserite a supporto della Rece. per la qualità, la poca leggibilità, il bianco che spara, il mosso, il punto di ripresa, non rendono merito a chi passa ore in cucina per prepare i piatti. Meglio sarebbe o non farle o farle con una macchina seria.

  • Puccio29 Gennaio 2010

    Beh per essere fatte con il cellularee le foto sono pure belle...

  • patata28 Gennaio 2010

    Complimenti a tutto il team! Voi sì che siete come il vino Ronco... :-)

  • emanuelle28 Gennaio 2010

    A scrivere sei bravo, tra i migliori tre del vostro gruppo, però con il flash in mano sei pericoloso :D

  • Antonio Scuteri28 Gennaio 2010

    E il tiramisù top in una pasticceria di San Giovanni :-D

  • orson28 Gennaio 2010

    14/20: "siamo seduti ad una tavola di buona qualità". Da All'Oro non si mangia uno schifo e a Roma è uno dei pochi "approdi sicuri". Che la ristorazione romana, poi, non sia il massimo è opinione condivisa da molti, ma i 3 posti citati con altri 8-10 al massimo sono tavole dove si mangia bene e sono tra i migliori. PS So anch'io che il fatto che a Roma si mangi complessivamente male (street-food escluso) tra i romani è opinione minoritaria. Se è per questo molti romani credono che la millefoglie migliore del mondo (!) si faccia in una pasticceria di Roma Nord...;)

  • Antonio Scuteri28 Gennaio 2010

    E dopo Pagliaccio e Glass, anche All'Oro è sistemato. Proprio vero, a Roma si mangia uno schifo :-D

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