Passione Gourmet Povero Diavolo, Piergiorgio Parini . Torriana (RN) By Rob78 (seconda parte) - Passione Gourmet

Povero Diavolo, Piergiorgio Parini . Torriana (RN) By Rob78 (seconda parte)

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

18/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

Difetti

Visitato il 06-2019

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Recensione ristorante.

… seconda parte …

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L’involtino aperto: tartare di carne cruda, prosciutto croccante, erbe, salsa al gorgonzola. Semplice e delizioso. Materia prima da sballo.

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Coniglio laccato al rosmarino e cipolla al forno: esterno croccante, coniglio che si scioglie in bocca, da far impallidire tutti i conigli stopposi mangiati fino ad oggi. Anche in questo caso il vegetale è presentato in tre preparazioni: due tartare, una con zafferano, l’altra con liquirizia, e cuore di cipolla spadellato. Non crediate che questa cipolla sia una comprimaria. Non lo è.

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Il piccione arrosto, fichi erbe e senape: filetto, petto e coscia, patè del suo fegato (orgasmico) ed erbe amare. Grande cottura, per insaporire della grande carne non serve troppo sale, soprattutto se sai usare le erbe aromatiche.

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Avena e sambuco: il passaggio tra il salato e il dolce. Una sorta di limbo. Presentato quasi fosse del foie gras, in realtà 2 soli ingredienti: avena e sambuco. Esperimento interessante, in bocca simile a una polenta. Penalizzante forse l’eccessivo spessore, l’avrei proposto più sottile in modo da rinforzare maggiormente la componente croccante.

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Yogurt, marmellata di peperone e rabarbaro, granita di basilico rosso: ce ne fossero di pre-dessert di questo livello. Pulizia completa del palato, persistenza del basilico. Straordinario il mix di ingredienti che si forma mentre si va sciogliendo la granita.

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Come una cassata: ricotta di mucca, sorbetto di pistacchio, marmellata di susine. Nessun grasso aggiunto. Se con questi ingredienti riesci a creare un dolce leggero, che non satura il palato alla seconda cucchiaiata, allora sei davvero un grandissimo.

Qui saliamo nell’Olimpo. Una riflessione in effetti va fatta sulla completezza di Piergiorgio Parini. Riesce a creare capolavori con i soggetti più disparati: antipasti, primi, carne, pesce, dessert. I due che seguono sono, a mia esperienza, tra i migliori dolci mai gustati.

Sempreverde: ( in apertura d’articolo ) cioccolato bianco, chartreuse, basilico, levistico, gelato al dragoncello: la sintesi di ogni tentativo, riuscito o meno, di portare natura e “verde” nel piatto. Quasi aggressivo nel gusto, sensazione simile a quella che si ha bevendo un cento-erbe. Dessert spettacolare.

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Il capolavoro assoluto: Carezza. Mai nome più azzeccato vista la grazia e la delicatezza di questa preparazione: gelato al pelargonio ( geranio, dal forte sapore di acqua di rose ), cialda friabile ( farina di mais ), finta mousse di pesca ( finta perché non ci sono grassi aggiunti ), pesca spadellata, estratto di pesca ( in infusione bucce e noccioli ). Le pesche provengono da una produzione di tipo pioneristico, lavoro di una vera eremita tra le altitudini forlivesi. Il gusto è unico. Esistono ancora, quindi, pesche che sanno di pesche.

Si muove qualcosa a Torriana. Qualcosa di molto importante. Forse non sarà oggi, forse non domani, ma molto presto Parini sarà sulla bocca di tutti i grandi appassionati di cucina.

P.S. In accompagnamento alle 2 cene, si sono bevuti 2 vini molto interessanti di Andrea Bragagni ( viticoltore a Brisighella ), un Trebbiano 100% e un Trebbiano-Albana.

il pregio : La cucina di uno dei maggiori talenti presenti in Italia.

il difetto : La chiusura all’ora di pranzo…

Ristorante Osteria Povero Diavolo
Piergiorgio Parini
Via Roma 30 – Torriana ( RN )
Tel : ( +39 ) 0541 675060
Chiuso il mercoledì e a mezzogiorno ( escluso domenica e festivi )
Menu degustazione: 50 – 65 – 75 euro ( vini a calice in abbinamento 30 euro )
Alla carta: 65 euro
Mail: info@ristorantepoverodiavolo.com

http://www.ristorantepoverodiavolo.com/

Visitato nell’ Agosto 2009

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Rob78

25 Commenti.

  • azazel8 Gennaio 2010

    grazie coscritto!

  • Le 7 previsioni gourmet per il 2010 | Dissapore8 Gennaio 2010

    [...] Firenze) e soprattutto Piergiorgio Parini (Il piccolo diavolo di Torriana, Rimini) con il Piccione arrosto, fichi erbe e senape. Un auspicio più che una previsione: dateci più cacciagione. Fuori | Caviale. Sinonimo di lusso e [...]

  • azazel30 Dicembre 2009

    troppo fondente e mal abbinata..il piatto inoltre aveva l'armonia di un coro di boscaioli ubriachi..amaro e dolce ma non in equilibrio

  • velavale28 Dicembre 2009

    dimenticavo quale era la pecca dell'animella glielo hai detto?

  • velavale28 Dicembre 2009

    si aspettiamo le foto.. piergiorgio è veramente un genio ed è in crescita progressiva.. io ci vado circa 5-6 v/anno e devo dire che è in migliorameno continuo e progressivo ed è perfino umile da non credere.. non dimentichaimoci però i padroni di casa

  • Alberto CauzziPresidente28 Dicembre 2009

    Ci fossero anche delle immagini dei piatti della cena di azazel saremmo lieti di poterle guardare.

  • rob7828 Dicembre 2009

    Davvero grazie Azazel per il contributo. La prossima volta che devo scrivere qualcosa su Piergiorgio ti cerco. :) Non avrei saputo esprimermi meglio. Avanti il prossimo :)

  • Cris28 Dicembre 2009

    Grazie azazel. Dimenticavo di farti i complimenti per esserti comportato da cliente "normale". Sul fatto di essere identificato come appassionato mi sono espresso male: già dalla tua comanda credo fosse chiara la cosa ;-) Sul prezzo...beh..impressionante ancora di più!

  • azazel27 Dicembre 2009

    beh..se ti informi, fai domande scendendo nel dettaglio, metti in condizione lo chef di pensare che non sei lì solo per sfondarti lo stomaco. poi magari penserà che sei un pirla. ma appassionato. in questo senso..non ci sono ancora le foto segnaletiche spero! 80 euri vini esclusi per la degustatio..

  • Cris27 Dicembre 2009

    Curiosità, se possibile: il conto vini esclusi? P.S. Non ho capito il passaggio in cui vi ha identificati come appassionati :-)

  • Alberto CauzziPresidente27 Dicembre 2009

    Anche azazel è entrato nel club. Tutti in sintonia sul nostro giovane dell'anno. Grazie per il pregevole intervento.

  • azazel27 Dicembre 2009

    La lingua italiana si sta impoverendo, non c'è dubbio. Quante volte al giorno ci tocca sentire gli aggettivi "particolare", "mitico", "fortissimo", che esaltano senza caratterizzare, venendo quindi meno alla loro funzione primaria? In tema di termini abusati, anche del termine "genio" si fa abitualmente un cattivo utilizzo, in un buon 99% dei casi almeno. La tv, i giornali, alzano i toni perchè nulla deve sembrare banale scontato, e se la realtà non è abbastanza interessante (perchè oggettivamente le seconde nozze della ex moglie di giggidalessio non lo sono) bisogna inutilmente fiorire. Ma un magazzino, anche se ci metti un fenicottero rosa di porcellana, sempre un magazzino rimane. Io amo il basso profilo, e non mi riferisco al culo di Seedorf. Cosa spinge allora un morigerato come me, che di nulla ha mai abusato ad eccezione al più del proprio fegato, a voler definire "genio" Piergiorgio Parini? Il genio non è il talento. Il talento lo puoi immaginare, ti può apparire come la Madonna Bertinotti sulla via di Arcore, il genio è lì, ti da molteplici segni, e allo stesso tempo sembra quasi volersi nascondere, alludendo all'assoluto più che mostrandotelo con la pretesa di spiegartelo. Arriviamo a Torriana potendoci arrivare da "raccomandati". Decidiamo di non giocarci il jolly, di vedere cos'è capace di fare questo chef davanti a due ragazzi palesemente interessati ma di fatto perfettamente sconosciuti. Questo perchè vogliamo mangiar bene sì ma anche esser certi che sia così anche per persone cui eventualmente volessimo consigliare un giro per queste contrade. Inoltre a fronte di affidabilissimi amici convinti che Parini sia il ragazzo d'oro della sua generazione, altri altrettanto credibili non hanno espresso giudizi esattamente entusiastici sulle sue creazioni. Ci affidiamo allo chef, che non disponendo in questi giorni di pesce fresco, ci presenterà il suo menù "tipico terrestre" in versione per assetati di sangue. Undici creazioni. Di queste, almeno sette sono di un livello tale che quando capita di trovarne 2 all'interno dello stesso pranzo, la mia tentazione è quella di organizzare un ritorno il giorno dopo , scorrendo tutta la rubrica del cellulare alla ricerca del maggior numero possibile di amici con cui condividere il piacere. Un solo piatto "cannato", di cui parlerò più avanti. Qui i nomi dei piatti non dicono molto, il giovane cameriere catalanamente cita gli ingredienti, come in un programmatico understatement. Quello che conta è che più di una volta sono stato spostato dalla sedia da spingardate papillari, volendo un po' sararlizzarmi. Per i collezionisti di vocaboli e fervidi immaginatori citerò i piatti, ma il risultato sfugge alle leggi del semplice abbinamento, spesso e volentieri si reggono su un delicato filo di ragnatela che è oltre le mie capacità di narratore raccontare. Crema di zucca uovo acidificato e cavolfiori. Baccalà mantecato ceci confettura di limone. Uovo e cipolla. Coniglio con cardi e crema di pinoli. Animella e rapa. Pasta, fagioli ricotta affumicata e grana. Cappelletti alle 3 carni in brodo ed infuso di aghi di cipresso. Tortelli di faraona salsa di parmigiano e caffè. Ventresca di maialino, cavolo cappuccio, anice. Piccione arrosto, cicoria senape e amari. Gelato alla genziana, kirsch, mandarino e amarene. Mela ricotta di bufala e aceto. In effetti sono 12 e non 11..di essi il baccalà, il coniglio, pasta e fagioli, tortelli piccione e i dolci sono piatti che trovati nello stesso pranzo fanno sembrare questo tipico terrestre un totale marziano. A mio parere "buca" leggermente l'anice nel maialino ed invece è da rivedere radicalmente l'animella. I rimanenti piatti appartengono al campo del molto buono, che qui sembra routine. Già il fatto di lasciare come ultimo ricordo della propria cucina QUEL dessert rivela che ci troviamo davanti a un pazzo o ad un genio. Come direbbe Elio propenderei per la seconda ipotesi. Rimasti soli in sala lo chef ci viene a salutare e scopriamo anche il lato B del genio. Invece di venire a incassare complimenti, dopo averci chiesto se il pranzo è stato di nostro gradimento (e ovviamente avendoci identificati come appassionati) ci chiede immediatamente dopo quali piatti ci sono piaciuti di MENO, dando il la ad una piacevolissima chiacchierata. Non è kalokagathia applicata alla gastronomia. E' umanità, è grandezza. In conclusione forse è un'allucinazione, ma in tal caso è collettiva. Se è un sogno però, non svegliatemi.

  • azazel25 Novembre 2009

    mi sembra che quest'anno la michelin si sia voluta concentrare sui locali blu ed abbia a tratti trascurato e a tratti svantaggiato quelli rossi. A parte Crippa mi sembra che le scelte si possano interpretare in questa direzione..quale senso abbia poi mi sfugge però mi sembra una linea abbastanza coerente..

  • velavale25 Novembre 2009

    la stella non arrivò

  • rob7812 Ottobre 2009

    Grande Raffo! Però Parini non è minchione come Cassano..:) Diciamo che ha classe e modestia di un Pinturicchio (e così svelo anche la mia squadra del cuore..)

  • Raffo11 Ottobre 2009

    nel nuovo menù segnalo: Antipasti: coniglio voto 10+ Primi: tortelli di faraona voto 9 Secondi: Manzo e Maialino voto 15 Parini più in forma di Cassano (ed ugualmente ed incomprensibilmente ignorato dall'Italia)

  • Puccio8 Ottobre 2009

    Ehi ehi ehi.... ci siamo anche noi eh! ;-)

  • rob788 Ottobre 2009

    Giusto Emanuele, il sempreverde sarebbe già un classico in qualsiasi altro ristorante. Capolavoro assoluto, assieme alla "Carezza". La cosa stupefacente è proprio questa completezza, preciso ed elegante dall'antipasto al dessert. Ed è uscita da poco la nuova carta, quasi tutti piatti nuovi, of course! Io sto già programmando la gita :))

  • Lucien8 Ottobre 2009

    Parini è un "the best kept secret in Italy", da un lato, egoisticamente vorrei che lo rimanesse per salvaguardare il suo naturale talento e la sua primordiale purezza, dall'altro il dispiacere di non vedere riconosciute le sue qualita' mi indispettisce non poco; la miopia ed il bradipismo delle guide cartacee non ha limiti, a partire dalla rossa che premiera' (as usual) i soliti noti: Santini, Vallazza, Pinchiorri ecc.., che barba che noia :-(

  • emanuele barbaresi8 Ottobre 2009

    Grande doppia rece, Roberto! Mi hai fatto voglia di tornare al Povero Diavolo, il ristorante italiano di fascia alta dal miglior rapporto qualità/prezzo, oltre che il più sottovalutato. Ma di gran lunga. Da Parini ho fatto senz’altro la miglior cena del 2009 in Italia, ma forse anche in assoluto... E poi è incredibile quanti piatti nuovi sia in grado di sfornare ogni anno. In comune ai tuoi ne ho avuti solo quattro: pomodoro e pomodori, cappelletti del Povero Diavolo, involtino aperto e sempreverde. Me li ricordo tutti come se li avesse mangiati ieri, anche se sono passati quattro mesi. Il sempreverde, poi: un capolavoro assoluto, un dessert di una freschezza e di un’intensità sensazionali. Tra i più riusciti di sempre. Chissà se le guide più importanti capiranno finalmente chi è Parini. Ma si sa qual è la loro tempestività nell’accorgersi dei nuovi talenti…

  • velavale7 Ottobre 2009

    dimenticavo.. complimenti a rob..poichè è risucito a rendere sulla carta le sensazioni che si provano mangiando le creazioni di pier giorgio!!

  • velavale7 Ottobre 2009

    che dire... speriamo che il successo che arriverà perchè arriverà, non rovini questo angolo di paradiso!! ma per noi rimarra il posto del cuore!!

  • Puccio7 Ottobre 2009

    ottima rece come sempre e come sempre Parini risulta essere una garanzia. E soprattutto mi è sembrata molto interessante anche la scelta dei vini, territorio ed eccelenza con un giovane viticoltore che soprattutto in futuro spiccherà anche di più nello scenario nazionale.

  • UvaeUnQuarto7 Ottobre 2009

    Anch'io ho fatto un passaggio a settembre 08 e la cucina mi aveva convinto. Un plus anche per il fatto che, per mia figlia Sylvie, avevo richiesto porzioni ridotte e qualche ritocco... ebbene anche nel conto i prezzi dei piatti di Sylvie erano ridotti!!!

  • Raffo7 Ottobre 2009

    Mi riesce difficile parlare del Povero Diavolo..potrei partire dalla cucina immensa nella sua semplicità...pardon,essenzialità,o i tanti grandi vini scoperti in queste lande non così desolate (siamo a 15min. scarsi da rimini e a 10 da Santarcangelo di Romagna,uscita rn nord) ma assolutamente suggestive: dalla terrazza sotto il "monte" Scorticata si vede tutta la Romagna e si respira aria pura. Ma soprattutto l'aria che si respira là dentro...è vero,l'umanità non si mangia,ma è pur vero che ci son solo 2 posti al mondo che mi fan sentire a casa mia: l'altro è il Povero Diavolo. E semplicemente nei secondi di carne e nei dessert credo che Giorgio abbia pochi (forse nessuno) uguali in italia. Un piccolo appunto: nel piccione il fegato non è "patè" bensì "creme brulèe". :-)

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