Passione Gourmet Cyril Attrazic , Chez Camillou - Aumont Aubrac - By Il Guardiano del Faro - Passione Gourmet

Cyril Attrazic , Chez Camillou – Aumont Aubrac – By Il Guardiano del Faro

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 09-2022

Img_2736

Recensione ristorante.

Interpretare un territorio.

Ti alzi un mattino in un tranquillo villaggio dell’ Aubrac e ti guardi intorno.
Colline verdissime, allevamenti di bestiame, foreste, torrenti, giardini.
Clima capriccioso che risente dell’altitudine, e dell’incrocio delle correnti Atlantiche, Mediterranee e Pirenaiche.
Ok. Il quadro, in estrema sintesi e già delineato.
Andiamo in cucina con Cyril Attrazic e vediamo cosa è in grado di fare per dare un valore aggiunto a questo contesto.

img_2739

Intanto complimenti per il coraggio di piazzarsi quassù, dove la stagione turistica parte da Aprile e si chiude in Ottobre. Periodo rispettato per l’apertura dell’Hotel annesso : Chez Camillou , mentre il ristorante gastronomico rimane orgogliosamente aperto 10 mesi all’anno.
A sostenere il tutto, anche una brasserie al piano basso del ristorante con prezzi molto abbordabili.
Molto abbordabili, sono anche i prezzi del ristorante stellato che sta al piano sopra, in un ambiente soft sui diversi toni di marrone e beige, per soli 10 tavoli, e non più di 30 coperti.

Vediamo dunque questo menù denominato giustamente : “Sentier d’Aubrac”. Viva la sintesi.
Prima di tutto vorrei puntare il dito sul prezzo di questo menù: 62 euro ttc

L’aperitivo consiste in un destro e sinistro da K.O.
Uno stecco con polpettina di carne d’anatra di un’intensità strabordante, affiancato da un apparentemente inoffensivo cono di cialda finissima che al morso, rivela un ripieno di formaggio saturante di sapore e concentrazione, vagamente attenuato da elementi vegetali freschi.

A seguire, il secondo mise en bouche che omaggia il manzo di queste montagne. Involtino di carne salata, come una bresaola, farcito di morbida tartare di filetto, cipollotto, arancio , e crema di patate. Filo di maionese speziata a bordo piatto.
Gustosissimo e pure raffinato per la nota agrumata , che lo chef riproporrà anche altrove, come un filo conduttore piacevolmente fuorviante.

Si fa sul serio con i grossi asparagi verdi della regione, arrostiti e rinforzati da altro verde in foglia, circondati da finissimi dischi di formaggio fresco e grasso, e funghi di stagione.

Il foie gras grigliato , già alla vista fa intendere di quale altissimo livello sia la materia prima.
La cottura impeccabile, l’arancio in tre consistenze e la finanziera di rape bianche a chiudere l’ampio cerchio di sapori . La grassezza e morbidezza del fegato riceve le note agrumate dolci-amare dell’arancio. La rapa bianca dona texture e altre note amare ma diversamente aromatiche. Eccellente.

La trota fario, diliscata e ricomposta come un “canon” , è cotta appena a renderla calda e fondente.
L’accompagnatore di rito sarà un gambero di fiume. La nage acidulè, le primizie di verdure, e un tocco di burro di crostacei, compongono una sinfonia da applauso. Filo di intensissima salsina al limone verde sferzante in gradito contrasto.

Torna il filetto di manzo, dalla cottura ancora una volta millimetrica, tenerezza attesa e rispettata, sugo di carote concentrato, cubo di guancia cotto a bassa temperatura e poi caramellizzato. Sugo di cottura semplice, verdure glassate per il filetto, verdure crude per la guancia. Grande!
Non bastasse, arriva anche una bella ciotola dorata con massiccia dose di Aligot : purè di patate montate al formaggio Cantal.
Da provare insieme alla guancia per un effetto complessivo godurioso.

A seguire la piccola selezione di formaggi, attesa quanto inevitabile quassù. E poi un pre-dessert molto raffinato, giocato su diverse consistenze dei tre elementi definiti: cioccolato, gianduja, crema alla vaniglia,

Un dessert finale tratto dalla tradizione. Si chiama Coupiètade, o qualcosa del genere, e viene realizzato con biscotto morbido arricchito di fichi, prugne e arancio ; dentro e fuori un cannolo cristallizzato, e servito con un gelato al caffè. Ricco ed appagante, ma tutto sommato anche equilibrato tra elementi morbidi e croccanti, tra elementi dolci e fruttati.

La carta dei vini non rivela grandi sorprese . Meglio rifugiarsi nel non lontano Languedoc Roussillon e bere da quel territorio una volta ogni tanto.
Sorprendente invece il digestivo proposto.
Un pericolosissimo liquido verde smeraldo che sembra antigelo per motori.
Servito con ghiaccio per nascondere l’alcool veemente.
Effetto Assenzio.
Ma del resto, da queste parti l’inverno è lungo e questa Verveine vert, dal nome così delicato quanto ipocrita , aiuterà sicuramente a non pensar troppo.

Alcuni piatti in immagini:

Amuse bouche.

img_2739

…Amuse bouche

Img_2736

Asparagi

Img_2743

Foie gras

Img_2743

La trota e il gambero d’acqua dolce

Img_2743

Le boeuf de l’Aubrac!

Img_2743

Pre-dessert

Img_2736

La Coupiètade

Img_2743

il pregio : Straordinario rapporto qualità prezzo.

il difetto: Carta vini facilmente migliorabile.

Chez Camillou – Cyril Attrazic
10, Route du Languedoc
Aumont Aubrac- France
tel 0033 (0) 466428614
Numero coperti 30-35
Chiuso da metà Novembre a metà Dicembre,
Da metà Gennaio a metà Febbraio,
domenica sera e lunedì salvo Luglio e Agosto
Prezzi: alla carta 70-80 euro
Menù degustazione : 20 – 75 euro

http://www.camillou.com/

Visitato nel Maggio 2009

Visualizzazione ingrandita della mappa

gdf

Img_2743

0 Commenti.

  • GIORGIO ANTONIO CAVAGNERO4 Agosto 2009

    Mi piaci come scrivi, fai venire proprio la voglia, di provare qualcosa di nuovo. saluti

  • Il Guardiano del Faro4 Agosto 2009

    Molto gentile, vedremo di proseguire a lungo in questo modo, così da rendere invitante leggere, guardare, immaginare . Grazie. gdf

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *