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È nato il Consorzio Tutela Lambrusco

di Giulia Carelle

L’articolato universo del Lambrusco verrà rappresentato in modo unitario 

Per operare con ancora più solidità e capillarità, i tre consorzi del Lambrusco hanno deciso di unificarsi. Il nuovo consorzio agevolerà ed accelererà la scelta delle strategie di posizionamento e comunicazione e non ultimo la condivisione di progetti e sviluppo per la promozione internazionale, “pur lasciando l’assoluta indipendenza decisionale delle singole denominazioni.”

Un lavoro di sinergia che consentirà di guardare al futuro con speranza e ottimismo per un unico obiettivo: valorizzare il territorio e condurre le strategie di promozione e comunicazione del Lambrusco nel mondo.

Abbiamo un grande lavoro da pianificare per valorizzare l’immagine di uno dei vini più rappresentativi vini d’Italia” – afferma Claudio Biondi, presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. “

Operativo dal 1 gennaio 2021, il nuovo “Consorzio Tutela Lambrusco“ rappresenterà la fusione per incorporazione del “Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena”, del “Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini DOP Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa” e del “Consorzio di Tutela Vini del Reno D.O.C.”. Il nuovo consorzio figurerà le otto denominazioni che si trovano tra Modena e Reggio Emilia, per un totale di circa 16.600 ettari vitati e una produzione che nel 2019 è stata di poco più di 42 milioni di bottiglie di Lambrusco DOC.

“Si tratta di numeri importanti per un vino che ha tante anime e interpretazioni a seconda delle molteplici varietà utilizzate e dei differenti territori nei quali ha trovato dimora. I tempi erano ormai da tempo maturi per la creazione di un unico Consorzio che facesse da regia – conclude il presidente Biondi.