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UVA, la vigna del Palazzo dei Papi di Avignone entra nel circuito delle  vigne urbane

di Erika Mantovan
L’Associazione UVA, il punto di riferimento in Europa quando si parla di vigneti urbani continua ad espandersi. È di queste settimane linserimento del Clos de la Vigne al Palais des Papes, l’unico vigneto AOC francese, patrimonio mondiale dellUNESCO, inserito in un paesaggio urbano grandioso, affacciato alle storiche mure di Avignone e al Rodano.
Questo complesso gotico, costruito in meno di vent’anni da due papi, Benedetto XII e Clemente VI, con la valorizzazione di questo storico vigneto, continua ad affascinare e ad offrire un’ulteriore motivo per visitarlo. Di proprietà della città, le vigne sono totalmente gestite dalla Compagnons des Côtes du Rhône dal 1997 
in collaborazione con il Lycée professionnel viticole d´Orange.
La vigna dei Papi si unisce a quelle di Torino, Siena, Montmartre, Venezia (due vitigni), Milano, Palermo e Lione. Urban Vineyard Association  (U.V.A.) si arricchisce dunque di un altro sito di grande valore culturale, con  l’intento che rimane la promozione all’unisono della città e delle produzioni vinicole che ne hanno segnato la storia e che per questo si configurano come opportunità di sviluppo turistico che collega cultura ed enogastronomia.
Il risultato del lavoro di reimpianto di circa 540 ceppi di vite è stato possibile grazie al sostegno  degli studenti del Lycée Viticole d´Orange. Le dodici uve selezionate sono, per i rossi, Grenache noir, Syrah, Carignan, Cinsault, Mourvèdre, Marselan e Counoise mentre per i bianchi, il Grenache Blanc, Marsanne, Roussanne, Clairette e Viognier. 
 
Alla vista, questa tavolozza cromatica ha una doppia valenza per i visitatori: estetica, per la vista dalla cima del Rocher des Doms, e dell’habitat naturale composto da alberi secolari che circondano il vigneto, e d’apprendimento, per l’opportunità che il clos offre di conoscere le diverse varietà francesi.
Una ricchezza resa ancora più incredibile se si pensa che il clos è di appena 1500   per sole 150 bottiglie prodotte annue. Dopo due anni di affinamento le prime bottiglie saranno immesse nel mercato proprio quest’anno come Côtes du Rhône; in etichetta ad impreziosire ancora di più il progetto ci saranno disegni di artisti contemporanei a cui andrà il ricavato della vendite delle bottiglie che si posizionano come oggetti rari e da collezione.
Oltre mare, in Giappone, è recentissima anche la vinificazione delle uve raccolte dalle vigne piantante  nel 1988 in prossimità dei binari della stazione di Shiojiri.
I trasporti, si sa, hanno sempre contribuito allo sviluppo del vino e quindi chissà, queste 100 bottiglie, volute dalla città per celebrare i suoi 60 anni, potrebbero, presto, esser un ulteriore motivo per ridurre le distanze tra Europa e Oriente.