Esperienze “Omakase”: la classifica Top 5 di Milano

Sushi seri e dove trovarli a Milano

Tra aperitivi patinati e sushi dozzinale, si nascondono piccole alcove con autentica atmosfera giapponese dove lo chef decide tutto il cibo per i commensali che, a loro volta, non possono fare altro che fidarsi. È l’omakase: niente carta di nigiri o sashimi, niente domande. Solo mani esperte, gestualità, pesce crudo o leggermente lavorato e sguardi attenti. In Giappone il sushi si mangia con le mani, ma anche a Milano, oggi, nei posti che contano. C’è ormai una bella e variegata gamma di quelli che in Giappone definiscono come “sushi bar” o “sushi-ya”, con proposte tradizionali e moderne, ingredienti importati o locali, shari (ossia il riso) con spiccata acidità, ingredienti più conditi o serviti al naturale. Sotto trovate la nostra selezione dei migliori omakase di Milano.

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Hatsune Ronin

Per gli appassionati il nome di Katsu Nakaji e del suo Hatsunezushi di Tokyo è qualcosa di arcinoto. E’ un privilegio per Milano avere una succursale di questo un ristorante storico di Kamata che ha alle spalle oltre 130 anni di tradizione ed è molto più di una semplice sushi-ya. In collaborazione con Ronin, spazio gastronomico polifunzionale, Hatsune Ronin offre il più autentico sushi della città. Il nigiri viene servito direttamente sulle mani per godere della temperatura corporea ottimale del singolo boccone. Dietro il bancone si alternano i discepoli del maestro, direttamente da Tokyo. In alcune date dell’anno, però, è possibile godere dell’esperienza di Katsu Nakaj in persona. Tra i bocconi imperdibili ci sono gli assaggi con il tonno e l’anguilla di Comacchio cotta a fuoco vivo sul fieno. Benchmark.

VALUTAZIONE

VOTO EDITORE

9.5

VOTO UTENTI

Hatsune Ronin: Nessun voto ricevuto.

 

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Iyo Omakase

Claudio Liu ha fatto e sta facendo la storia della ristorazione fusion a Milano. Il suo Omakase è un fulgido esempio di capacità imprenditoriali che coniugano con grande sicurezza qualità e numeri. Qui si vive la tradizione dell’Edomae-zushi, con pochi posti al banco e piatti preparati dal maestro Masashi Suzuki. Un percorso con gli antipastini iniziali e l’immancabile sequenza di nigiri, tra stagionalità e ingredienti pregiati. Location, servizio e carta vini da primato cittadino.

VALUTAZIONE

VOTO EDITORE

9.0

VOTO UTENTI

Iyo Omakase: Nessun voto ricevuto.

 

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Wicky's Innovative Japanese Cuisine

A pochi passi dal Duomo, lo chef cingalese Wicky Pryan porta in scena una cucina omakase che fonde sapientemente la tradizione giapponese con influenze mediterranee, soprattutto del Sud Italia. Wicky propone un percorso dove nigiri (serviti tutti come un’unica portata del menu e non ad uno ad uno), maki e carpacci si arricchiscono di ingredienti come pecorino, yuzu e persino ossobuco alla milanese, in un omaggio raffinato al maestro Gualtiero Marchesi. Un bel mix tra Oriente e Italia.

VALUTAZIONE

VOTO EDITORE

8.0

VOTO UTENTI

Wicky's Innovative Japanese Cuisine: Nessun voto ricevuto.

 

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Azabu 10

Un omakase un po’ fuori dagli schemi, eseguito con grande passione e correndo non pochi rischi, da un ragazzo milanese, Andrea Arcieri, classe 1997. Specializzatosi nella frollatura del pesce, propone un percorso interessante con qualche fermentazione e molti intingoli ad accompagnare il nigiri. Alcuni assaggi davvero centrati (come il tonno con grattugiata di cuore di tonno) ne fanno una tappa da fare in città.

VALUTAZIONE

VOTO EDITORE

8.5

VOTO UTENTI

Azabu 10: Nessun voto ricevuto.

 

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Ichikawa

Ichikawa è tra i primi interpreti della cucina giapponese in Italia, uno dei primi a portare con coerenza e autenticità la cultura del sushi a Milano, al tempo di Iyo. L’esperienza si declina in due percorsi: l’omakase al banco, dove lo chef offre un’interazione diretta e preziosa; oppure il menu à la carte, con una selezione più stabile dei suoi classici. Il locale, essenziale fino quasi alla spartanità, non punta sull’estetica modaiola, ma lascia che siano gestualità e materia prima a parlare.

VALUTAZIONE

VOTO EDITORE

8.0

VOTO UTENTI

Ichikawa: Nessun voto ricevuto.

 

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Picture of Leonardo Casaleno

Leonardo Casaleno

Avvocato di professione e appassionato cinefilo, il suo cammino è stato segnato fin dalla giovane età da un sorprendente incontro con una passatina di ceci sulla via di San Vincenzo: un momento che ha acceso in lui un profondo culto per il cibo. Oggi sfugge con entusiasmo alla monotonia quotidiana per andare alla ricerca di tavole tradizionali o innovative che siano, purchè autentiche e capaci di sfamare la sua curiosità gastronomica. Nutre un altro grande amore per i viaggi che si manifesta in modo spontaneo: prenota un ristorante, quindi pianifica l’itinerario.

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