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The Wine Cult: Enrico Serafino

Vino
Recensito da Eros Teboni

La storia del Piemonte

È difficile non entusiasmarsi ripercorrendo la vicenda imprenditoriale di questo storico brand, un viaggio nella storia del Piemonte e dell’Italia del vino attraverso quasi un secolo e mezzo di vita. Era il 1878 quando a soli 23 anni Enrico Serafino si stabiliva da Romano Canavese a Canale e da perfetto neofita iniziava a produrre Barolo, Barbaresco e Metodo Classico.

L’azienda cresce e si afferma e i suoi vini raggiungono grazie alla vicina ferrovia e all’apertura del tunnel del Gottardo l’Italia, ma anche l’Europa e le Americhe, il desiderio di competere porta l’azienda piemontese a brillare nella prima Esposizione Universale di Parigi del 1900, conquistando quattro medaglie, con il Barolo 1897, il Nebbiolo Secco 1898, il Barbera Secco e il Vermouth Rosso. Nel 1918 dopo aver raccolto successi di ogni tipo, i solenni apprezzamenti di Casa Savoia e il Cavalierato, il patriarca Enrico Serafino viene a mancare. Saranno i figli a continuare nel segno tracciato dal fondatore dimostrando piglio imprenditoriale e visione, tanto che è il Grignolino della Enrico Serafino ad essere servito in una cena di gala al Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson in viaggio in Europa al termine della Prima Guerra Mondiale.

Le solide radici di un’azienda tra le più antiche e riconosciute del Piemonte vitivinicolo sapranno confermarsi anche in seguito, dedicando risorse ed energie al Metodo Classico piemontese quando era solo un’idea. Nel 1994 l’ingresso nel “Consorzio dello Spumante Metodo Classico – Progetto Alta Langa”, poi le sperimentazioni con i primi 20 ettari di vigneto e la prima vendemmia nella storia della Denominazione.

Tra le date focali, il 1997 quando nasce la prima bottiglia di Alta Langa Docg; il 2004 quando viene commercializzato lo ZERO Alta Langa Docg, primo Pas Dosé nella storia della Denominazione; il 2018 che con lo Zero Alta Langa 140 mesi DOC 2005 si conferma il metodo classico italiano con il più lungo affinamento sui lieviti; il 2014 dove sempre l’Alta Langa Zero, conquista il podio di Miglior Vino Spumante Italiano secondo la Guida Vini del Gambero Rosso. Un percorso luminoso quello della Enrico Serafino, che dal 2015 prosegue grazie alla famiglia Krause Gentile e continua a produrre piccoli capolavori per la gioia degli appassionati.

La degustazione

Enrico Serafino Zero 140 – Alta Langa Docg Pas Dosé 2009

Un Pas dosé che non teme l’invecchiamento anche fino a quindici anni, particolarmente coinvolgente, frutto della competenza e dell’estro dell’enologo Paolo Giacosa, che mi ha colpito per eleganza, freschezza e intensità. Vigneti tra i 25 e i 28 anni che si originano su rilievi tra i 450 e i 550 m s.l.m. improntati a una viticoltura sostenibile, che prevede raccolte manuali, una permanenza di 140 mesi sulle fecce con sboccatura tardiva e assenza di liqueur d’expédition. Sentori di noci pekan, arancia, bergamotto candito, vaniglia, miele di corbezzolo. Al palato cremoso, corposo, suadente, con finale lungo e persistente.

Vitigni: 85% Pinot Nero – 15% Chardonnay

Suoli: calcareo, argilloso

Allevamento: Guyot

Zona: Alta Langa (vigneti Mango, Loazzolo, Bubbio)

Prezzo: 125€

Altrettanto godibili e coinvolgenti i tre vini che vi consiglio di seguito, che hanno caratteristiche per certi versi molto simili e ho trovato stimolanti e di grande piacevolezza:

Cabochon Monterossa 2014

Methius – Dorigati Trento DOC

Marcalberto – Marcalberto Alta Langa

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