Passione Gourmet Le George - Passione Gourmet

Le George

Ristorante
31 Av. George V, 75008 Paris, Francia
Chef Simone Zanoni
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Una interpretazione divertente e trasversale della cucina italiana in uno degli ambienti più lussuosi della capitale.

Difetti

  • I ricarichi elevati sui vini e i prezzi molto alti dei cocktail.
Visitato il 04-2022

Una cucina italiana che spopola a Parigi

Sfarzo e opulenza aleggiano negli ambienti luminosi di uno dei più lussuosi alberghi di Parigi: il George V, oggi sotto il brand Four Seasons, a pochi passi dagli Champs-Elysées, nel  “triangolo d’oro” della città. Tra le 5 stelle Michelin attive all’interno di queste mura, spicca con orgoglio Le George, ristorante italiano guidato da Simone Zanoni, Chef bresciano, già longa manus di Gordon Ramsay in Francia al Trianon Palace di Versailles e ancor prima Executive Chef al suo ristorante tristellato di Royal Hospital Road a Londra.

L’ambiente è elegante, raccolto e luminoso, tra fiori freschi, lampadari di Baccarat e tavolini apparecchiati all’americana, senza tovaglia. Certamente più affascinante il dehors. La cucina è, ancor prima che italiana, mediterranea, con alcuni “signatures” pensati per la condivisione, che spopolano tra l’affezionata clientela, preparati con un pescato di primissima scelta e vegetali auto-prodotti (provenienti da un orto di 8 ettari a Versailles) di notevole qualità.

Un sorprendente “lusso sostenibile” al George V

Zanoni è sicuramente uno Chef mediatico ma ha saputo costruirsi una reputazione di tutto rispetto lavorando duramente per introdurre il concetto di sostenibilità in un mondo, quello dell’hôtellerie di lusso, dove lo spreco alimentare sembra inevitabile. Una sfida ambiziosa ma vinta grazie ad una serie di progetti in collaborazione con l’associazione Les Alchimistes, che tratta gli scarti alimentari in tempi rapidissimi contribuendo ad alimentare l’orto dal quale il ristorante trae benefici con prodotti di eccellenza, realmente a chilometro vero.

Un lusso sostenibile che si trasferisce anche nei gustosissimi e generosi piatti dal tasso tecnico imprescindibile (siamo pur sempre in una tavola di lusso di Parigi) e da una piacevolezza complessiva che sfocia ben presto nella golosità. L’Arancino allo zafferano e tartare di tonno è un boccone di rara goduria; il Carpaccio di barbabietole, lamponi, nocciole e caprino è di una bontà trasversale, un po’ come la Tarte tatin di pomodori canditi e gelato di cacio e pepe, perfetto connubio tra sapori italiani e transalpini.

Si resta travolti dalla golosità anche con i Tortellini alla carbonara dello Chef (ma sono più ravioli nella forma) che, a causa della generosa porzione, vengono meno apprezzati dopo un paio di assaggi a causa del potente umami che sprigiona il concentratissimo ripieno alla carbonara. Il piatto meno entusiasmante è il Risotto seppie e champagne, molto buono di sapore e con un’ottima materia prima ittica, ma con il chicco di riso che avremmo preferito più compatto.

Si risale con il dessert, del premiato Pastry Chef Michael Bartocetti: Nido croccante al cioccolato, olive cerasuola e gelato al fior di latte. Notevole per consistenze e contrasti. Servizio di sala capitanato dal maître italiano con una squadra internazionale, giovane e professionale. L’unico neo? Il beverage, con una carta, anche dei cocktail, con i tipici ricarichi – elevatissimi – da cinque stelle lusso.

La Galleria Fotografica:

1 Commento.

  • Avatar*1 anonimo28 Luglio 2022

    notevole cucina italiana rifatta al tempo moderno belle presentazioni begli accoppiamenti soprattutto stupefacente il piccolo amuse bouche de l'arancino di zafferano con tartara di tonno , superbi tortellini carbonara ''(non so perchè il Risotto seppure visivamente valido non mi ispira TANTO ,saranno le seppioline troppo piccole alla taglia? boh)'' il resto è tutto un successo intrigante x via della storia del cuoco che mette radici in un tempio sacro Parigino e ne fa vittoria a mani basse .

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