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Xinomavro: i terroir della vinificazione in purezza

di Emiliano Castelli

Le cinque zone dello Xinomavro

Goumenissa, Rapsani, Siatista, Amindeo e Naoussa. Il mondo dello Xinomavro nasce e di certo non finisce qui, perché anche tutta la Macedonia è terra di crescita e vinificazione di quest’uva. Ma è qui, in queste cinque località, che esso trova la sua espressività più identitaria, sia espressa in purezza che in blend, lo Xinomavro significa, per tutti, “orgoglio”.

Questa è la parola che più rappresenta il popolo greco. Questa è la parola che più rappresenta il frutto della sua terra. Una terra ancora sconosciuta ai più (tra gli enofili) ma che parla di elementi straordinari che accomunano solo i più grandi terroir al mondo: calcare fino a stancarsene, granito e tanta sabbia, sabbia ovunque. Ma anche roccia semplice, sassi bianchi luminosissimi e limo, qua e là, perché la Grecia enologica è sempre un racconto d’acqua, che sia essa mare, lago o fiume, l’acqua è sempre lì, pronta a mitigare asperità altrimenti incontrollabili.

Il tratto comune è prettamente climatico e questo è vero soprattutto per quanto riguarda gli inverni, che sono ovunque rigidi e hanno irrigidito e irrobustito la gente del posto. Gente simile ma che varia secondo sfumature che si ritrovano tali quali nella composizione del terreno, e che sono indispensabili per parlare di mondi diversi, distanti e multiformi.

Siatista è terra di altura, montagna pura: alberelli nascosti tra vallate lunari che spesso faticano ad arrivare a maturazione, sassi quasi rodaniani a scaldare le piante nei freddi ma luminosissimi giorni d’inverno quando non è la neve a fare da specchio e coperta. E sotto i suoi manti bianchi di nuovo il candore del calcare, sopra invece piante spesso secolari e a piede franco regalano vini scheletrici ma dal succo profondo, sapido, tremendamente minerale.

Amindeo vanta laghi, montagne dolci e i terreni più variegati. Limo e calcare sicuramente, ma anche tanta sabbia. È il posto più lontano dal mare ma il più luminoso, il più isolato ma il più versatile. Qui la parola d’ordine è freschezza, anima vitale e forza energica di un mondo che fino a pochi decenni fa stava per abbandonare la viticoltura prima di essere eletto a nuovo orizzonte per la vinificazione di Metodo Classico.

Naoussa, che è rimasta in fondo al racconto, è una trattazione a parte: nessuno vi si opporrà ma tutti saranno offesi.

Naoussa

È la zona più ampia, quella con più interpreti, ma anche quella più identitaria, non verso sé stessa ma verso il vitigno. A Naoussa quest’uva non si stravolge, non si riveste di alcuna maschera, anzi si libera di qualsiasi dottrina e diventa pura interprete delle micro-differenze all’interno della stessa zona.

Naoussa è sinonimo di Xinomavro, è limo e sabbia, è cru e tradizione. È la cartina tornasole dello stato di salute di un mercato in crescita e dello stato di salute di un’uva molto delicata, suscettibile alla siccità e ai funghi e che si avvantaggia di climi freddi ma non troppo secchi, e ha necessità di terreni scheletrici pressoché privi di argilla. È un’uva estremamente ricca di fenoli, suadente negli aromi e quasi prepotente in tannino e acidità, caratteristiche, queste, che rendono necessarie le maturazioni in ambienti ossidativi e garantiscono la possibilità di goderne a lungo tempo del viaggio, mai breve e mai statico, in bottiglia.

Ultimo aspetto da considerare è la versatilità. Alta acidità, basso PH; aromaticità montana e identità greca; capacità d’invecchiamento e consapevolezza giovanile rendono questa uva la più malleabile all’interno del panorama ellenico e l’unica a produrre tutte le tipologie di vino in versioni potenzialmente appaganti, croccanti e dal fascino unico. Un fascino però mai ostentato: perché la bontà dello Xinomavro è la bellezza di una donna che ti colpisce prima col cervello che con il corpo e che solo col tempo ti lascia scoprire ogni suo segreto.

Mater Natura 6 2018 – Vaimaki Family

Povertà è ricchezza. Povertà di suoli, di interventi, di manipolazioni. Un’espressione territoriale molto diretta ma tutt’altro che semplice, più profonda che strutturata, più complessa che potente. Botaniche montane e corteccia, arancia sanguinella e cappero, questo Xinomavro in purezza da Amindeo è la rappresentazione purissima e succosa di  una mano molto delicata e rispettosa.  

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