Passione Gourmet Masterclass MWW19: I drappeggi dello Champagne - Passione Gourmet

Masterclass MWW19: I drappeggi dello Champagne

di Orazio Vagnozzi

Degustazione degli Champagne della Maison Drappier

“I drappeggi dello Champagne”: un nome che già evoca il tema affascinante dell’ altra Masterclass – abbiamo già parlato della meravigliosa verticale di Damilano – organizzata da Passione Gourmet nel giorno di apertura della Milano Wine Week 2019. Le bollicine francesi per eccellenza della zona dell’Aube, firmate dalla Maison Drappier, sono state raccontate da Andrea Grignaffini, affiancato dalla grande esperta di Champagne Vania Valentini e dal sottoscritto.

La maison Drappier ha sede nel villaggio di Urville, situato nella Côte des Bar – nucleo enoviticolo del dipartimento dell’Aube – ed è stata fondata agli inizi del ‘800 nelle cantine costruite nel 1152 da San Bernardo, fondatore dell’Abbazia di  Clairvaux.

Da un punto di vista climatico e geologico, la zona dell’Aube è molto simile a quella dello Chablis, con cui confina a sud, tanto che in alcune schede tecniche si legge “Vin chablisienne avec perlage”, come a rimarcare questa parentela geografica e di terroir. Il clima è infatti più caldo rispetto alle zone settentrionali della Champagne – quelle della Montagne de Reims, della Côte des Blancs e della Vallée de la Marne – con un suolo costituito principalmente da calcare e marna del periodo giurassico superiore, ricoperto di uno strato di suolo argilloso. Qui, si coltiva principalmente Pinot Noir, che rappresenta circa l’85% della superficie vitata.

La regione di Aube ha fornito per anni le proprie uve ai grandi produttori della Marna – i négociant  manipulant – e solo dal 1927 può dirsi a pieno titolo parte della Champagne dopo una controversia durata anni che ebbe il culmine negli scontri che avvennero ad Ay nel 1911. In quell’anno avvennero infatti una serie di “manifestazioni punitive” nelle quali furono perfino distrutte le cantine di alcuni produttori locali.

La Maison Drappier produce più di un milione di bottiglie annue, il cui remuage avviene ancora manualmente per buona parte delle bottiglie. La produzione vinicola si estende su 57 ettari di terreno, un terzo dei quali è coltivato in biologico con il grande obiettivo di arrivare al 100% nei prossimi anni. A titolo di curiosità, gli Champagne Drappier erano i preferiti da Charles de Gaulle, primo Presidente della quinta Repubblica Francese, a cui la Maison ha dedicato una specifica cuvée.

E veniamo agli Champagne degustati: il Brut Nature, il Brut Nature Sans Soufre, il Quattuor e il Grande Sendrée 2008.

Drappier, Brut Nature

È un Blanc de Noir non dosato – 100% Pinot Nero – che ha solo 30 grammi di solfiti per litro. Alla vista si presenta brillante con riflessi leggermente ramati a rivelare il vitigno e la lucentezza di un perlage fine e continuo. Il naso è intenso con note di frutti rossi e pesca bianca. In bocca, ribes nero, agrumi e un sottofondo di miele di acacia. Gusto franco, netto, fine e fresco.

Drappier, Brut Nature Sans Soufre.

È un Blanc de Noir non dosato, 100% Pinot Nero e nessuna aggiunta di solfiti. Alla vista si presenta molto luminoso, con riflessi leggermente ramati e con un perlage fine e continuo. Al naso, intenso ed espressivo, sprigiona un netto sentore agrumato (mandarino e lime), che si fonde con la crosta di pane e un ricordo di note balsamiche. In bocca mela cotogna e ribes nero con una chiusura ammandorlata. Persistente ed elegante. Gusto franco, fine, schietto e puro.

Drappier, Quattuor

Composto per il 25% dal classico Chardonnay e dai vitigni dimenticati Arbanne (25%), Petit Meslier (25%), e Blanc Vrai (25%). Dal colore oro pallido con riflessi verdognoli, la Cuvée Quattuor esprime sentori di uva molto fresca, fiori bianchi, mele, miele di acacia, agrumi freschi e the verde. Sapido e tornito in bocca, affiorano note agrumate e speziate.

Drappier, Grande Sendrée 2008

55 % Pinot Noir e 45 % Chardonnay, il Grande Sendrée è prodotto solo nelle grandi annate. Il 2008  ha un colore giallo paglierino con riflessi color topazio. La maturazione di sette anni in bottiglia ha dato il suo contributo alla complessità: sentori di biancospino si mischiano con miele d’acacia, cera d’api e pasta di mandorle. Una volta ossigenato questo Champagne riprende altri sentori quali mele cotogne e lamponi, per poi passare al bergamotto. L’ingresso di bocca è tonico e stuzzica le papille gustative. Una bolla carezzevole ci porta a scoprire sensazioni di marmellata di fragole e arancia rossa matura. Questa armonia svela una delicata sapidità e una chiusura piacevole sulle note agrumate e di frutta candita.

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *