Passione Gourmet Cerasuolo d’Abruzzo Masciarelli - Passione Gourmet

Cerasuolo d’Abruzzo Masciarelli

di Sofia Landoni

Non è rosato, è Cerasuolo

Fa parte di quella materia vitivinicola tessuta negli ossimori e nella sorpresa. Il Cerasuolo d’Abruzzo è un rosato che ha la grinta di un rosso e un rosso che ha la fresca beva di un rosato. Un vino non-incasellabile, la cui matrice di frutto è fatta dal visceralmente abruzzese Montepulciano. La rudezza e la morbidezza di questa bacca si esprimono tanto in una complessità austera quanto nella piacevolezza, nel segno di un carattere sempre energico che la contraddistingue per natura.

Chiamarlo vino rosato è riduttivo, poiché il Cerasuolo d’Abruzzo nasce volutamente come tale. Non è un’assenza o un’aggiunta di colore, non è una sottrazione del timbro della bacca rossa e non è neppure una via di mezzo fra un bianco e un rosso. Il Cerasuolo d’Abruzzo ha il suo colore e ha il suo timbro. Possiede una sua identità, affermata con la dignità di un individuo a sé stante, ben consapevole del proprio io.

L’azienda Masciarelli inserisce il suo Cerasuolo in ben due linee, dimostrando che tale vino si connota di un’indole talmente ricca, da poterlo addirittura differenziare in più versioni, che pongano l’accento su una o sull’altra caratteristica. Poliedrico quanto basta, tenace e, a modo suo, molto complesso: il Cerasuolo avrebbe tutte le carte in regola per diventare il portabandiera dell’Abruzzo, sia dal punto di vista viticolo che da quello attrattivo in generale. Si tratta, difatti, di un unicum, non riproponibile in alcun’altra regione d’Italia. Appartiene all’Abruzzo, appartiene alla storia contadina che ha vissuto la realtà agricola del luogo e appartiene alla cultura enogastronomica del territorio, che lo ha sempre annoverato come parte integrante di sé.

Dalle parole di Miriam Lee Masciarelli – che oggi, insieme alla madre Marina Cvetic, guida l’azienda fondata dal padre Gianni Masciarelli negli anni ’70 – trapela sempre un privilegiato attaccamento a questo vino, in virtù del carattere sprezzante eppure pacificante di cui è dotato e in virtù di quella “veracità” che lo rende orgogliosamente Cerasuolo d’Abruzzo.

CERASUOLO D’ABRUZZO GIANNI MASCIARELLI 2018

Naso di frutta rossa polposa, a tratti acidula come un lampone o una fragola, che sottende a una trama terrosa e scura. L’ingresso di bocca mette in mostra un gusto finemente amaricante e freschissimo, dall’eco quasi tannico seppur in un contesto di buona morbidezza. Il corpo è scolpito nell’eleganza snella della sapidità che traina il sorso. Già pronto, di grande beva.

CERASUOLO D’ABRUZZO VILLA GEMMA 2018

Ancora più intenso del precedente nelle tonalità rosa cerasuolo, del tutto simili a un color ciliegia brillante. Il naso inizialmente un po’ chiuso si introduce con la scontrosità e la rudezza dei contadini. Una diffidenza che non tarda a cedere il posto alla confidenza, narrata nelle note di fragolina, ciliegia selvatica e mirto. Al gusto è deciso, austero e scuro nella sua espressione aromatica. Le durezze sono più evidenti, come è evidente, però, la carezza glicerica che dona equilibrio. Un equilibrio ancora giovane, eppure un equilibrio, dove l’irruenza è sostenuta dalla solidità del corpo che rende il sorso pieno e accogliente.

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