Abantal

VALUTAZIONE

Cucina Classica

13/20

PREGI
Il servizio, cordiale e puntuale
DIFETTI
Una cucina apparentemente seduta

Per scoprire il fascino dell’Andalusia bisogna partire dal suo capoluogo: Siviglia.
Luogo intriso di grande storia, uno degli emblemi del profondo sud iberico. Città sacra della “semana santa”, ma allo stesso tempo profana, tra il sensualissimo flamenco e i sanguinari spettacoli della corrida. Siviglia vive tra usi e costumi tramandati nei secoli e che oggi sembra difficile poter stravolgere. Uno di questi è la cultura gastronomica rappresentata, soprattutto, dallo Jamon de Jabugo, dal gazpacho o salmorejo e da una costellazione di esercizi (i famosi tapas bar) in cui concetti come convivialità e semplicità prevalgono su altri come comodità e lusso.
Traspaiono abitudini talmente radicate nella storia di questo incantevole posto, tali da mettere a dura prova qualsiasi tentativo di proporre qualcosa di diverso.
A Siviglia, rispetto ad altre città spagnole ed europee, la ristorazione gourmet non sembra essere ritenuta indispensabile e, in tale situazione, diventa impresa davvero ardua proporre un certo tipo di cucina, specie se un’alta percentuale di fatturato giunge da un turismo straniero che sfoga i propri istinti golosi nella miriade di bodegas, tra tapas e cerveza.
Nella sua diversità il ristorante Abantal, “grembiule” in castigliano antico, è considerato il migliore della città. Giustamente decentrato dalle rotte turistiche e dalla movida notturna, da un lato offre la sicurezza di poter godere di una materia prima di ottimo livello e di un servizio preciso e cordiale, dall’altro non suscita particolari emozioni.
Impostazione classica con tutti i crismi, location dagli interni minimalisti e luminosi, servizio molto professionale e poliglotta e cucina gourmet. Quest’ultima, non al livello che ci saremmo aspettati.
Nel percorso gastronomico provato alla tavola dell’esperto Julio Fernández Quintero hanno un po’ latitato i concetti evocativi della tradizione spagnola, trascurati per far posto ad alcune derive fusion, a tratti anche piacevoli. E’ la classica dimostrazione che per trasmettere buone vibrazioni dalla gola al cervello non bastano ottime materie prime ed esecuzioni da manuale.
Ma almeno non è un’esperienza impegnativa a livello economico, difficile infatti superare i 70€ includendo nel percorso un’interessante degustazione di vini in abbinamento.

Canapè iniziali. Da destra a sinistra: cracker con fegato di pescatrice, tonno e patate, spuma di gorgonzola e biscotti, chorizo e parmigiano.
canapè, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Ottimo pane di varie tipologie.
pane, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Prugna, mandorla e un ajoblanco predominante.
prugna, mamdorla, ajo bianco, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Un bollicina della casa.
cava, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Noodle allo sherry su crema di alghe, gamberi al vapore, pinoli tostati e cefalo affumicato. Un po’ evanescente la concentrazione dello sherry ma nel complesso il piatto è ben bilanciato tra differenti modulazioni iodate.
noodle allo sherry, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Dettaglio del noodle.
Noodle, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Ostrica tiepida su crema di cavolfiore, cardo e ginepro. Riuscito e collaudato.
ostrica tiepida, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Secondo abbinamento al calice.
abbinamento al calice, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Tartare di polpo con sorbetto all’aceto balsamico e pomdoro. Qui il caldo-freddo spezza la monotonia della preparazione.
tartare di polpo, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Dentice atlantico con budino di porro, aglio nero, sottaceti e cipolle.
Dentice atlantico, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Si passa al rosso
rosso, rioja, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Controfiletto con porri gratinati al formaggio di capra e salsa di aneto. Un semplice ma ottimo taglio di carne, cottura bleu. Saporito e ruffiano il contorno.
controfiletto con porri gratinati, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Un interessante vino locale, una sorta di passito al profumo di arancia.
vino locale, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Pre-dessert scolastico: crema al frutto della passione, frappé alla menta e cioccolato.
predessert, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Troppo dolce il cannellone pesca e arancio, ripieno con formaggio e mousse di cioccolato bianco.
dessert, cannellone di pesca, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Terminato al tavolo con una zuppa di lemon grass a conferire più freschezza.
cannellone di pesca, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Caffè e piccola pasticceria.
caffè piccola pasticceria, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla
Interni
interni, Abantal, Chef Julio Fernández Quintero, Sevilla

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Leonardo Casaleno

Avvocato di professione e appassionato cinefilo, il suo cammino è stato segnato fin dalla giovane età da un sorprendente incontro con una passatina di ceci sulla via di San Vincenzo: un momento che ha acceso in lui un profondo culto per il cibo. Oggi sfugge con entusiasmo alla monotonia quotidiana per andare alla ricerca di tavole tradizionali o innovative che siano, purchè autentiche e capaci di sfamare la sua curiosità gastronomica. Nutre un altro grande amore per i viaggi che si manifesta in modo spontaneo: prenota un ristorante, quindi pianifica l’itinerario.

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VALUTAZIONE

Cucina Classica

13/20

PREGI
Il servizio, cordiale e puntuale
DIFETTI
Una cucina apparentemente seduta

INFORMAZIONI

PREZZI

Menu degustazione: 57€, 72€.
Alla carta: 60€

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