Passione Gourmet La valigia del gourmet è troppo piccola, di Bruno Petronilli - Passione Gourmet

La valigia del gourmet è troppo piccola, di Bruno Petronilli


Iniziamo oggi un nuovo appuntamento che introduce, come già la categoria mangiari di strada, alcuni argomenti trasversali al nostro diario, ma pur sempre affini e legati al mondo gourmet

Questa rubrica nasce apertamente da una riflessione inconfessabile: la valigia del gourmet è sempre troppo piccola per contenere tutti i legittimi desideri che vorrebbe con sé al ritorno da un viaggio.
E’ una bulimica e irrefrenabile volontà di riportare a casa ogni sorta di vaso, vasetto, scatoletta o pacchetto che contenga preziose gemme di gusto (o presunte tali). D’altronde è dimostrato scientificamente che nel budget di spesa di un gourmet, composto da molte voci, le più piccole sono quelle per trasferimenti e soggiorni alberghieri, le più consistenti, ovviamente, quelle di ristoranti, vini e souvenir gastronomici.
A volte entrano nella pianificazione anche spese, diciamo, “impreviste”: normalmente ogni tre viaggi i gourmet di ogni luogo sono costretti ad una sorta di espiazione della propria squilibrata coscienza, vedendosi inconsapevolmente obbligati a costosi regali per le rispettive mogli che hanno lasciato, dopo aver spacciato spudoratamente un viaggio della gola per un viaggio di lavoro, da sole a casa.
Ma il gourmet non ha fatto i conti con il superiore intelletto della sua compagna, che ben consapevole dei meschini e abituali progetti del marito, si finge arrabbiata nei giorni antecedenti al viaggio per poi accoglierlo freddamente al suo ritorno, salvo sorridere e perdonare alla consegna di un costoso e “insperato” pacchetto.
E’ una liturgia oramai scontata, a meno che il viaggio non si consumi assieme, anche se ciò accade raramente e non per volontà del gourmet, che per sua natura è un animale libero e solitario, rifuggendo ogni tipo di costrizione che possa limitarne i movimenti. La coppia gourmet/signora di solito entra in diretto scontro dialettico all’approssimarsi di ogni enoteca, gastronomia o negozio di delicatessen che “casualmente” incontra per strada, qualunque sia la latitudine o longitudine nel mondo conosciuto.
Il gourmet a questo punto è inghiottito da un gorgo di eccitazione inesorabile ed è inseguito dalla moglie alle soglie della disperazione: entra di soppiatto, incomincia a scrutare ogni etichetta, barattolo o prodotto che gli sembra all’altezza della sua curiosità irrefrenabile. Se trova soddisfazione (quasi sempre) si apre la disputa con la moglie, perché il gourmet cerca con trasporto puerile di convincerla della necessità vitale di acquistare almeno due dozzine di vasi e scatolette dal prezzo esorbitante e scandaloso. La moglie normalmente tenta di dimostrare l’insensatezza infantile del proposito, ma asseconda il marito facendolo sentire un subnormale e si dirige con scaltrezza e aria di sufficienza in quel “negozietto di scarpe poco lontano” che casualmente aveva adocchiato il giorno prima.
E’ probabile che questo atteggiamento patologico sia causa diretta di una sindrome incurabile, latente in ogni gourmet in erba, che si scatena dopo l’adolescenza e ha di solito un nodo gordiano ben definito.
Il mio fu senza dubbio quando, per la prima volta, misi piede al mercato della Boqueria a Barcellona: di colpo mi resi conto di essere regredito allo stato infantile, perdendo la capacità di esprimermi con un linguaggio compiuto. Iniziai a emettere misteriosi gemiti di godimento, saltellando e sbavando come Homer Simpson tra un bancone e l’altro, tutti ricolmi di meraviglie della gola.
Da allora, ne sono certo, non sono stato più lo stesso.
In quel giorno indimenticabile a Barcellona avrei voluto comprare merce che solo una portacontainer della P&O poteva trasportare. Ma la mia valigia da gourmet era troppo piccola e ho limitato la mia follia. E dopo tanti anni centinaia di vasi e scatolette sono passate dalla mia dispensa, un lungo viaggio da gourmet tra piccoli capolavori della gola o sonore e storiche “fregature”.

Note di Degustazione:

Chipirones en su tinta, produttore Los Peperetes, Spagna (acquistato su internet – Euro 15,00)


Los Peperetes è una delle migliori aziende galiziane di confezionamento di frutti di mare in Spagna. Sicuramente in futuro degusteremo altri prodotti, vista la straordinaria varietà della gamma. Questa volta i “mitici” Chipirones, piccoli calamari affogati “elegantemente” nel loro inchiostro: gli ingredienti sono tra i più naturali possibili, oltre ai calamari, solo pomodoro, aglio, cipolla, spezie e olio d’oliva. La confezione è da 150 grammi ed è molto scarna di informazioni, senza molte indicazioni com’è nello stile della casa. Consigliamo vivamente la dotazione del migliore apriscatole che avete a disposizione: con uno da due soldi rischierete di tinteggiare di liquido nero/vermiglio (e sospettiamo in maniera indelebile) ogni oggetto o capo di abbigliamento nel giro di due metri. Appena aperta, la confezione sprigiona un profumo paradisiaco di mare e iodio, d’inchiostro e bontà vera. Al taglio i piccoli calamari rimangono compatti e sodi, portati golosamente al palato, esplodono con un’intensità rara e suadente. Certo bisogna essere amanti dei sapori forti, qui la delicatezza è solo un’impressione, ma l’equilibrio rimane straordinario. Rapporto qualità/prezzo adeguato alla straordinaria qualità del prodotto.
Info: www.peperetes.com

Purée de Foie d’Oie, produttore Georges Bruck, Francia (acquistato in Italia – Euro 9.80)


Da un produttore storico e arcinoto alsaziano, ecco un prodotto che può essere un “rimedio” ad un improvviso attacco di foiegrasmania notturno: la confezione contiene 80 grammi di purea di foie gras d’oca (al 55%), completano fegato di pollo e proteine del latte. I conservanti sono sodio nitrito e spezie (non specificate). L’etichetta non indica i valori nutrizionali e calorici, ma trattandosi di foie gras non abbiamo difficoltà ad immaginarli. L’aroma è leggero ed etereo, ma ricordiamo di essere davanti ad un “placebo” e non ad un vero foie gras. La bocca è intensa, granulosa e leggermente salata. Forse mantiene quello che promette ma ci saremmo aspettati qualcosa di più. Rapporto qualità/prezzo non invitante.
Info: www.bruck-foiegras.com

Rape pugliesi stufate, produttore Tebàmia di Selecto, Italia (acquistato in Italia, Euro 13,00)
Senza Valutazione (sarebbero 11/20imi :-()


Giovane e dinamica azienda pugliese, con un’ampia gamma di prodotti tipici, tra cui scegliamo il più classico che ci sia: le rape. La confezione è da 350 grammi, il prodotto messo ben in evidenza, informazioni minime e prezzo importante: ci aspettiamo grande gusto e molta “naturalezza”, visto che gli ingredienti sono solo cime di rapa, olio, sale e aglio. Aperto il vasetto ecco aromi riconoscibili e netti, quasi “amari” come è giusto. Ma è la prova del palato che delude profondamente: verdure del tutto disfatte, con leggero retrogusto stantio, manca completamente quella consistenza croccante da cui deve partire una grande verdura sotto vaso. Rapporto qualità prezzo sconveniente.
Info: www.selecto.it

Bruno Petronilli