Passione Gourmet Ristorante Otto e Mezzo, Roma, Chef Andrea Quaranta, di Giovanni Gagliardi - Passione Gourmet

Ristorante Otto e Mezzo, Roma, Chef Andrea Quaranta, di Giovanni Gagliardi

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

12/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 01-2020

Recensione Ristorante
Un omaggio alla Roma felliniana fin dal nome, il nuovo locale che il vulcanico Andrea Fusco, chef patron del Giuda Ballerino ha aperto dallo scorso 26 settembre, a poca distanza da quella Via Veneto simbolo della Dolce Vita che fu.
Alla regia (rectius ai fornelli) Andrea Quaranta, già con Fusco al Giuda e Alba Esteve, cuoca pasticciera con esperienza niente di meno che a El Celler de Can Roca. In sala la professionalità del maitre Michel Magoni.
A disposizione per gli ospiti ben cinque menu degustazione assai diversi tra loro: Romanità con una rilettura di alcuni classici della cucina romana; quindi per restare in tema con il titolo A tavola con Fellini e la sua terra; non manca poi un percorso dedicato a I classici del Giuda Ballerino; e infine due menu a prima vista meno ancorati dei precedenti a precise tematiche: Il Momento e La Dolce Vita.
La cosa interessante è che i citati menu degustazione costituiscono anche la Carta del ristorante. Nel senso che si può liberamente pescare da ognuno e costruire così il proprio percorso. Ovviamente non ci siamo fatti scappare l’opportunità e pure noi abbiamo voluto pescare un po’ qui e un po’ là.
Per restare in ambito cinematografico, diremmo che ci sono piaciuti i titoli di testa (rectius l’amuse). Non al livello della Pantera Rosa ma comunque, la Crema di carote, pancetta di maialino, chips al nero di seppia e fava tonka è davvero molto gradevole.
Bene anche la Piadina che scegliamo dal menu dedicato alla terra di Fellini (la Romagna per quei pochissimi che non lo sapessero). La pasta è quella classica, ma molto ben fatta. All’interno strologhino, verza e l’immancabile squaquaròn. Un remake davvero riuscito: buono e divertente.
Si fa apprezzare anche il Filetto di rombo confit con purea di patate al nero di seppia, carciofi arrosto e coriandolo dal menu Il Momento . Al netto di un’inutile (e anche poco coreografica!) schiumetta, la materia prima è davvero apprezzabile e la cottura perfetta. Un bel classico.
Discreto, gradevole, ma con un senso di già visto come molta parte della recente produzione di Woody Allen il Petto d’anatra, crema di cavolfiore, mostarda di pere e radicchio che prendiamo ancora dal menu romagnolo (sarà per la pera di Romagna IGP? Pensiamo di si).
Dal menu Romanità proviamo la Crocchetta di bollito, salsa di aglio dolce, clementine e prugne. Bene la frutta ad ingentilire il fritto, che però presenta a nostro giudizio una panatura troppo spessa e consistente. E gli Gnocchetti di patate cacio e pepe con caviale di tartufo e broccoletti croccanti. Qui la trovata è che nella candida crema di cacio accanto ai puntini neri piccoli dovuti al classico pepe, spiccano punti più grossi di tartufo nero. Piatto non leggero, assai basico e privo di spunti di interesse. Avvolto in un penetrante aroma di non pregiatissimo tartufo nero. Insomma sulla romanità più Martufello che Aldo Fabrizi.
Dal menu la Dolce Vita abbiamo provato un deludente Risotto con bisque di crostacei e gelato di foie gras. Buona la esecuzione (leggi cottura e mantecatura), meno la concezione. Il risultato infatti è dolce e abbastanza stucchevole, al punto che abbiamo trovato arduo arrivare in fondo. Un po’ come qualche vecchio film con Amedeo Nazzari. E un imbarazzante Raviolo ai carciofi con burro nocciola, guanciale croccante e triglia, piatto un po’ greve che dà l’idea di essere costruito per accumulazione di ingredienti senza una logica precisa. Di Fellini ricorda la confusione di qualche scena di Otto e mezzo, senza averne la genialità.
Si chiude con un discreto Tortino di pastiera con gorgonzola e granita di pere e Cesanese del Piglio. Servizio efficiente e carta dei vini essenziale.
Molto interessante la proposta per il pranzo dove, oltre alla Carta, è possibile optare per una formula buffet a 10 Euro di assoluta qualità.
Ad Majora

Crocchetta di bollito, salsa di aglio dolce, clementine e prugne

Piadina

gnocchetti di patate cacio e pepe con caviale di tartufo e broccoletti croccanti

risotto con bisque di crostacei e gelato di foie gras

petto d’anatra, crema di cavolfiore, mostarda di pere e radicchio

filetto di rombo confit con purea di patate al nero di seppia, carciofi arrosto e coriandolo

raviolo ai carciofi con burro nocciola, guanciale croccante e triglia

il pregio: la formula buffet a pranzo
il difetto: un po’ di confusione in qualche piatto

Otto e mezzo
Via Boncompagni 83/85
Roma
06 45554413
Chiuso il sabato a pranzo e la domenica
Prezzi:
Menu 35/60 euro v.e.
Alla carta 45/50 euro v.e.

www.ottoemezzoroma.it

Visitato nel mese di Marzo 2012


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Giovanni Gagliardi

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