Passione Gourmet Ristorante La Peca, chef Nicola e Pierluigi Portinari, Lonigo (VI) di Roberto Bentivegna - Passione Gourmet

Ristorante La Peca, chef Nicola e Pierluigi Portinari, Lonigo (VI) di Roberto Bentivegna

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

18/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

Difetti

Visitato il 09-2019

Questa recensione aggiorna la precedente valutazione che trovate qui

Recensione ristorante.

Che rumore fa la felicità?
Può essere il tintinnio dei bicchieri e delle posate.
La frenesia dei movimenti che si intravedono in cucina attraverso l’oblò della porta.
Il tartufo tagliato a lamelle, il fruscio delle tovaglie, la compagnia, la convivialità.
Sì, per noi appassionati di ristoranti, la felicità è anche tutto questo. Non importa se non ci capiscono, se ci chiamano onanisti, malati, eccessivi.
Sì, va bene, lo siamo, e siamo felici di esserlo. Disposti a tutto per la serenità che ci regala la tavola.
Come quando guardi l’orologio, in una giornata nebbiosa di fine novembre, seduto al tavolo di questo grandissimo ristorante, e ti accorgi con stupore che sono già passate tre ore da quando hai varcato la soglia di ingresso. Il tempo vola in compagnia della buona cucina.
Allora puoi rivedere anche alcune idee che ti eri fatto in una precedente visita, convinto che a questa cucina mancasse complessità.
Solo lo sciocco non cambia mai idea, e io ho visto nei Portinari Bros una evoluzione incredibile.
A questa è legata la valutazione, forse leggermente generosa, ma in linea con la piacevolezza dell’insieme e la personalità di questa cucina.
Leggerezza, gusto ma anche contrasti, contrapposizioni amarotiche, acide, dolci.
Il senso di “casa”, quello è sempre lo stesso.
Le ore qui corrono, al cospetto di una cucina che sa muoversi con uguale disinvoltura tra il Veneto e il resto del mondo, tra piatti “di pancia” e piatti “di testa”, senza mai perdere di vista la centralità gustativa e il gioco dei contrasti. E poi leggerezza, tanta, quasi un vessillo a questo indirizzo.
Si respira la memoria della gastronomia, filtrata con grande personalità.
Ne è un esempio la prima “stretta di mano”, rappresentata da un’Ostrica su patata in saor e gelo di mela verde al Calvados, finale lunghissimo per un piatto, prima di tutto, divertente.
Ma è una bella foto dello stato dell’arte qui a Lonigo City lo scampetto rosolato con collosità di maialino, crema di castraure e clementina al tè affumicato e zenzero.
Piatto favoloso: trippa del maialino cotta tradizionalmente, raffreddata e frullata, il vero turbo di una preparazione in virtuoso equilibrio; leggera nota affumicata e acida in chiusura a ripulire il palato. Chapeau.
E non si può non nominare almeno il risotto alla Pescatora, altro piatto-manifesto dei Portinari.
Mantecatura leggera per lasciare spazio alla espressività del Riso De Tacchi, tavolozza di crudi, polvere di pomodoro, melanzana, alghe. La riproposizione della bandiera italiana non è puramente casuale. Eccoti rifatto il più inflazionato dei risotti italici, ma qui, signori, si gioca in un altro campionato. Da ordinare a occhi chiusi.
Due parole anche sul piatto “de panza”? Eddai…perché qui si soddisfano anche gli istinti primari. Vedi gli Spaghettoni Cavalieri alla carbonara di capesante e tartufo bianco.
La Pasta, gente, la pasta: il più potente tra gli antidepressivi. Veni, vidi, godi.
Siamo alti, ma proprio alti.
Anche di pasticceria, a mio avviso tra le 2-3 migliori dello Stivale. Non puoi non stupirti quando poi Pierluigi Portinari ti dice di essere autodidatta…così, in leggerezza.
Ma c’è qualcosina che non mi ha convinto? Beh sì, ed è l’unico piatto che mi ha ricordato la precedente visita: Polenta di mais Marano, purea di cavolfiore, sugo e lingua di vitello alle spezie con sensazioni lattiche di bufala.
Indiscutibilmente buono, ma monocorde, troppo virato sul morbido-dolce. Forse è mancata proprio l’acidità del latte di bufala, ma il risultato è lontano dalla piacevole complessità degli altri piatti.
Servizio dal sorriso vero, coordinato da Cinzia Boggian (autrice anche di tutti i centro-tavola).
La carta vini non è da meno, con tanta attenzione a quelli che qui si sono divertiti a chiamare “i vini fuori dal coro”.
Tutto per voi, da chi interpreta questo lavoro come una missione.
Dispensare felicità non è proprio cosa da tutti.

Ostrica su patata in saor e gelo di mela verde al Calvados

Colori, armonie e complessità nelle verdure d’autunno

La portata vegetariana è sempre molto insidiosa, il rischio “banalità” è alto quando si gioca di sole verdure e affini. Ma i Portinari bros svangano anche questa e se ne escono con un piatto da grande scuola. L’aria è di cavolo cappuccio rosso fermentato, farà storcere il naso a qualche talebano in crociata anti-spumoide ma è estremamente funzionale alla completezza gustativa del piatto.

Scampetto rosolato con collosità di maialino, crema di castraure e clementina al tè affumicato e zenzero.

Riccioli di pesce spada con le sue uova su crema di mandorle dolci, albicocca e tè al gelsomino: il pesce spada e la sua Sicilia

Uovo croccante con cavolo nero, albume, riccioli di pancetta e tartufo bianco

Polenta di mais Marano, purea di cavolfiore, sugo e lingua di vitello alle spezie con sensazioni lattiche di bufala.

Acquario dell’Adriatico: vari ravioli di pesce e crostacei con verdure e alghe


Risotto alla Pescatora

Spaghettoni Cavalieri alla carbonara di capesante e tartufo bianco.

Capelli d’angelo con gallina padovana e le sue rigaglie alla salvia

Sella di lepre con arance amare e marroni in crema al prunolo e salsa civet

Sorbetto al latte di mandorla con essenza di fichi d’india e mosto cotto

Crema di marroni calda e croccante con variegato di cachi e melograno

Parfait al pepe verde di Sarawak con rapanelli, spinaci,arance e tartufo nero

Ravioli croccanti alla crema brulèe in zuppa di mojito analcolico e frutti di bosco

2 compagni di viaggio (il secondo dalla cantina personale Bentivegna di cui gentilmente è stato concesso lo stappo, vino che non necessita commenti se non un bel “clamoroso”)



il pregio : cucina di grande leggerezza…

il difetto : …che potrebbe ancora spingere il piede sull’acceleratore

Ristorante La Peca
via Giovanelli, 2 – 36045 Lonigo (VI)
Tel. 0444.830214
Menu: 110-120 euro
Prezzo medio alla carta: 125 euro
Chiuso: Domenica sera e lunedì, nei mesi estivi anche domenica a pranzo

www.lapeca.it

Visitato nel mese di Novembre 2011


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Roberto Bentivegna

4 Commenti.

  • andrea30 Novembre 2011

    hanno fatto il salto di qualità allora? andai 2-3 anni fa, cucina tecnicamente perfetta ma poche emozioni. Speriamo di tornarci prima o poi

  • Luciano Perotti30 Novembre 2011

    wow wow wow

  • Alberto "il pocy"29 Novembre 2011

    Ri-wow...

  • gio29 Novembre 2011

    wow!

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