Passione Gourmet Da Caino, Valeria Piccini. Montemerano (GR) di Norbert - Passione Gourmet

Da Caino, Valeria Piccini. Montemerano (GR) di Norbert

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

17/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 10-2022

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Recensione ristorante.

Un domenica a pranzo.
Cinque persone in tutto.
In una delle migliori tavole italiane.Ad un’ora e mezza o poco più dalla capitale.
In Francia un ristorante analogo sarebbe pieno.A pranzo e cena.Qui da noi no.
Vorrà dire qualcosa?Chissà….

E’ con un pò di amarezza che ricordo di aver notato da Georges Blanc ,solo qualche settimana fa,tra le decine e decine di clienti, una buona percentuale di ragazzi relativamente giovani e sorridenti che mi hanno dato l’impressione di essere a loro agio in un contesto simile,allegri e felici di poter godere di lì a poco delle leccornie di un tale maestro.
Dalla signora Piccini(ma tranquillamente si potrebbero fare anche altri nomi)niente di tutto questo.
Eppure la sua non è una cucina astrusa o spigolosa e cervellotica bensì comprensibile e rotonda,fortemente legata ad un territorio,dal quale con inusitata grazia e,oserei dire,con gentilezza questa grande cuoca ne tira fuori la quintessenza riproponendola nei suoi piatti con elegante ed essenziale semplicità ed una pienezza di sapori accessibile a tutti.
Insomma quanto di meglio ci possa essere per avvicinare anche il neofita alle gioie dell’alta cucina.

Così dopo una gustosa crema di sedano rapa e pancetta ed un mini sandwich di ricotta e caprino con mousse di mandorle

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ad esempio arriva un gelato di piselli,olio d’oliva,scaglie di parmigiano ed aceto balsamico

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che ti fa sorridere per quanto è buono.
Allo stesso modo quello di burrata con nuance di limone che accompagna una delicatissima tartare di manzetta maremmana con salsa al basilico

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scatena la stessa allegria per la primaria concentrazione del sapore.
Il baccalà

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poi è a braccetto di una vinaigrette di mele,zucchine e peperoncino il cui bilanciamento di sensazioni piccanti,acide e grasse è da manuale.Come ulteriore contrappunto una sapiente insalata di arance con sale pepe ed olio.
Le animelle?

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Perfette per cottura e consistenza accompagnate da asparagi e dall’acido acetico di un balsamico tradizionale.
Ma la grandezza della Piccini viene suggellata da due primi di notevolissima fattura ed eleganza:i ravioli di olio extravergine di oliva,colatura di alici,capperi di Pantelleria e coulis di pomodoro

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dove l’equilibrio tra sapido e dolce è calibrato impeccabilmente ed i tortelli di pecorino liquido,pepe “estremo nero di Sarawak”,fave e limone candito

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nei quali l’equilibrio di cui sopra è arricchito da note dolciastre ed amare che ne ampliano ancor di più il registro gustativo.Qualità della pasta? Che ve lo dico a fare? Entrambi da bis e tris.
Con il guazzetto di cipollotti e lumache con tortelli di vignarola(ripieno a base di piselli,fave e carciofi)

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si torna sulla terra. Non per gli elementi costitutivi in sé,piuttosto per l’imperfetta concentrazione,altrove impeccabile,del guazzetto che ne disperde un po’ il gusto.
Si risale immediatamente con il piccione

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servito in varie fogge:coscio con i funghi,petto con tartufo nero e foie,spiedino di filetto con la mela,barbe rosse croccanti con patè di fegatini,salsa delle stesse barbe e riduzione di porto con foie.Ogni declinazione comme il faut.
Si chiudono le pietanze degnamente con un pasquale agnello al giusto rosa

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con mentuccia e carciofi,salsa all’aglio(molto delicatamente stemperata) e dei carciofi stessi con coreografica presenza del raviggiolo.
Il passaggio ai dolci è mediato da un eccellente minestrone di frutta e verdura

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con gelato al sedano:fresco pulito e sgrassante.
Cui segue una buona mousse di yogurth,gelato di rape rosse,salsa di buccia d’arancio,gocce di timo e limone

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ed un’altrettanto piacevole cupola di caramello con cuore morbido di cioccolato.

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Questi ultimi,pur validi,un tantino al di sotto delle pietanze(e del predessert).
Pani

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eccellenti e petit fours

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curatissimi.
Dalla fornitissima cantina di Maurizio Menichetti (cui va un plauso anche per la cospicua presenza di mezze bottiglie),come sempre ottimo padrone di casa,il compagno di viaggio stavolta è stato un ottimo Puligny Montrachet “Les Pucelles” 2000 di Madame Leflaive la cui mineralità ha supportato con successo tutto il pasto.
Con locali di tale levatura(e da noi ce ne sono per fortuna)e con una presenza così esigua di avventori in un giorno festivo viene davvero da pensare”…vabbè,continuiamo così,facciamoci del male….”

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il pregio : Una golosa ed aggraziata cucina territoriale.

il difetto : Dolci non all’altezza delle pietanze

Da Caino – Valeria Piccini
Via della chiesa 4
Montemerano(GR)
Tel. ( +39) 0564 602817
Chiuso mercoledì e giovedì a pranzo.
Alla carta 140 euro
Menù degustazione “Valeria” 130 euro

http://www.dacaino.it/

Visitato nell’ Aprile 2010

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Norbert

21 Commenti.

  • franco francese3 Maggio 2010

    Domanda retorica: perchè spendere 200 euro quando esiste la convinzione de magnà bene in qualche agriturismo maremmano? E loro intanto ci tentano di prendere la terza, però se si disegnano da soli il terzo macaron sui piatti si gufano da soli :D

  • Ale BB3 Maggio 2010

    Un paio di anni fa.. stessa impressione! Una domanda, quello all'estrema destra nella foto dei pani, è il pane con la ricotta? non penso di aver mai mangiato pane più buono!

  • bang4 Maggio 2010

    Per me una delle 5 cucine migliori d'Italia. In un borgo di una bellezza straordinaria. Come sempre, complimenti a passionegourmet (con un po' di invidia, visto il livello e il numero di locali che visitate...).

  • Matteo4 Maggio 2010

    Potessi spendere 300 euro per un pranzo per due, sarei da Caino ogni giorno. Ma noi "giovani e sorridenti" ce lo possiamo permettere una volta l'anno, certe tavole sono semplicemente inarrivabili. ps: quel pane me lo ricordo ancora :)

  • dtrpisis4 Maggio 2010

    era vuoto?non c'era nessun'altro? grazie per l'attenzione

  • norbert4 Maggio 2010

    Come detto nella scheda a pranzo c'erano cinque persone in tutto,me compreso. La foto finale della sala è stata scattata a fine servizio.

  • Roberto4 Maggio 2010

    Visitato a Luglio. Grandissima cucina in generale, con punte memorabili, ma proprio mentre stai volando, ti ritrovi piccole pecche o stranezze che non ti capaciti di come possano essere capitate li'. Comunque dettagli. Confermo che anche a Luglio (era sabato sera) i tavoli erano 4 con totale 10 persone inclusi io e mia moglie. Triste davvero, ma il pienone con 200 euri a testa è dura farlo!

  • azazel4 Maggio 2010

    spesso l'attenzione è chiesta ma non prestata...;-)

  • norbert4 Maggio 2010

    C'è un valido menù degustazione a 130 euro. Volendo fare un'esperienza di livello e conoscere una delle più valide interpreti nazionali di alta cucina francamente non mi sembra una cifra fuori mercato. Volendo poi c'è una interessante scelta di mezze bottiglie o di vini(tra cui un interessante timorasso)della cui produzione si occupa personalmente il sig.Menichetti. 200 euro a testa mi sembra una cifra molto larga. Certo se poi si saccheggia la carta dei vini..... :-)

  • Ferruccio Girelli Consolaro4 Maggio 2010

    Qui mi sembra che si torni sempre sull'angusto problema della mancanza di Cultura nel campo della Ristorazione in Italia. Il Prezzo sicuramente puo' essere un ottimo deterrente per molti clienti, ma allora qualcuno dovrebbe darmi una ragione sensata sul perche' granparte delle persone che indicano questo come motivo poi mi vanno a comprare vesti e scarpe fatti in Italia solo nell etichetta , si riempiono di aperitivi ( il piu' delle volte a base di Champagne) in tutti i bar e bistro d'Italia, o magari vanno a cenare nella bella trattoria e ci piantano giu' un bel cinquantone per la carne alla Brace che per carità sarà anche ottima ma e' di un appiattimento culturale che anche il dottr House staccherebbe la spina senza troppa esitazione Purtroppo quello che frega i ristoratori di un certo spessore(non io sia ben chiaro) e' che vendono Passione e questo e' un ingrediente che puo' solo finire nel piatto di uno che lo cerca... Ecco perche' credo che i blog o siti come il vs siano di necessaria importanza per mettere in contatto le persone che hanno la stessa passione.

  • emanuelle4 Maggio 2010

    Non c'è niente da contraddire anche perchè è talmente chiaro e limpido che si sta più volentieri al bar la sera con gli amici o nel pomeriggio con le vecchie amiche piuttosto che inquadrate al tavolo per ore per il rito propiziatrorio serale davanti al desco. Sveltite il servizio, date un po' di swing ai locali classici e vedrete che andrà meglio :-) Sono le donne che decidono dove si va a cena. Se la vostra speranza sono blog aggregativi come questi rischiate di risicarvi sempre più la nicchia. Blog che spero sopravviva comunque, così, senza rete e senza le ridicole marchette che vedo ormai dappertutto anche dove non avrei mai pensato.

  • Ferruccio Girelli Consolaro4 Maggio 2010

    Si sta piu' volentieri al bar se non si ha qst passione....e poi in fin dei conti viviamo nella societa' dell immagine e non della sostanza...

  • velavale4 Maggio 2010

    ero li vicino il 1 ° maggio ma ora il vil denaro scarseggia assai

  • Roberto4 Maggio 2010

    Emanuelle.... .-))))))))))))

  • MACCARONE MO TE MAGNO7 Maggio 2010

    L'INTERESSANTE TIMORASSO NON E' PRODOTTA DAL SIGNOR MENECHETTI MA BENSI DA WALTER MASSA E CHE MENICHETTI SI FA IMBOTTIGLIARE CON SUE ETICHETTE....... NON E' UNA COLPA ANZI.....SE MENICHETTI RIESCE AD AVERE UN RAPPORTO DI AMICIZIA & FIDUCIA CON WALTER E' UN PUNTO A SUO FAVORE. QUINDI A CHI PIACE TROVA QUESTO VINO IN ENOTECA, PRODUTTAORE WALTER MASSA. BUONI MACCARONI A TUTTI

  • maurizio8 Maggio 2010

    purtroppo non è così , vero il vino è vinificato da walter massa nessuno a mai detto il contrario . ma il vino che trova con la mia etichetta è il risultato di un progetto studiato a monte partendo con la scelta delle uve e di una diversa vinificazione per questo vitigno di grande potenziale ancora tutto da scoprire..... siamo appassionati e ancora abbiamo voglia di divertirci, investendo tempo e danaro.. non ci piace appiccicare etichette....!!!!! .

  • MACCARONE MO TE MAGNO14 Maggio 2010

    bene allora la prossima volta che passo da voi faremo una 'comparativa'......p.s. la mia non voleva essere una critica negativa, pnesavo fosse cosi ma invece mi sbalgiavo. grazie

  • Orazio22 Agosto 2010

    Per me è stata la migliore esperienza gastronomica della mia vita. Visitato due volte, la prima nel 2006, la seconda nel 2007. Pani stratosferici (quello alla ricotta !!!), tortelli sublimi (ottimi quelli "all'olio", ma segnalo quelli alla cinta senese con brodetto di gallina e castagne, il miglior "primo piatto" mai assaggiato). Secondi da paura, l'agnello su tutti (il millefoglie di rape rosse con i fegatini spiace quasi mangiarlo tanto è perfetto ... e la cagliata di latte di pecora in accompagnamento è eccellente). Tanta bellezza per gli occhi (d'altronde si mangia anche con quelli), ripagata da sapori netti ed equilibrati che ti rimangono scolpiti nella mente, tanta forma e altrettanta sostanza. Non ho confronti con tutti i migliori ristoranti italiani, ma comunque ho visitato tra gli altri il Gambero Rosso (secondo dietro Caino), la Francescana, la Madonnina del Pescatore, le Calandre, Perbellini, Torre del Saracino, il Postale ... e Caino, ovviamente a mio modesto parere, li ha battuti tutti. Confermo anche il vuoto assoluto di clientela ... la seconda volta eravamo soli, io e mia moglie. Capisco però che a quelle cifre sia difficile riempire un locale, anche noi abbiamo due stipendi diciamo nella media e l'escalation dei prezzi degli ultimi anni, ci ha un po' frenato in questa passione. Aggiungiamoci la mancanza di cultura gastronomica che c'è in Italia ed ecco il risultato. Considerate che nel 2006 il degustazione era a 90 euro, nel 2007 a 110 e ora vedo è a 130. Quasi il 50% di aumento in 4 anni ... con stipendi che crescono del 2% all'anno dove vogliamo andare ?!?! Quando esci da un locale e hai speso 300/400 euro per una cena per due, puoi guadagnare quanto vuoi, ma se hai un briciolo di sale in zucca una riflessione sulla moralità di queste cifre ti viene da farla. Al pari di compra borse da oltre 1000 euro o biglietti per un concerto da 200 euro a testa.

  • mauro3 Febbraio 2011

    Abbiamo mangiato da caino questa estate. Non era assolutamente vuoto, anzi devo dire che gran parte del ricordo poco piacevole che ne conservo è dovuto al fatto di essere stati sistemati (nonostante si avesse prenotato con largo anticipo) in un saletta a fianco di una rumorosissima e numerosa comitiva (dieci signori danesi). Il sussiego del cameriere era poi insopportabile, come il fatto che non vi fosse la possibilità di prendere vino al bicchiere (e saccheggiare la cantina da soli non è un esercizio alla mia portata, non solo economica). Peccato, ma ci sono altri posti dove spendere 150€ mi ha dato molta più soddisfazione.

  • andrea22 Febbraio 2011

    balle...

  • aurelio8 Giugno 2011

    Sono stato con altri 6 amici da Caino sett.scorsa devo dire un'esperienza fantastica cenato in maniera sublime,il conto adeguato alla qualita' del cibo.ma cmq.quando si frequenta locali di questa portata non ci si puo' aspettare di meno,meglio 150 €, spesi cosi' che 30 per una pizza.Il locale era pienissmo!!!Penso di ritornarci p.s. assaggiate come dolce l'uovo INCREDIBILE!!!!

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