Passione Gourmet Degustazione Moët & Chandon Grand Vintage 2009 - Passione Gourmet

Moët & Chandon Grand Vintage 2009 e il canto del Pinot Noir

di Alberto Cauzzi

Lo Chef de Cave di Moët & Chandon, Benôit Gouez, sta imprimendo una nuova svolta alla grande Maison de Champagne con risultati eccellenti. Certo, complice ogni tanto la stessa Natura, come è indubbiamente avvenuto durante l’annata 2009. Gouez, tuttavia, non si è accontentato del favore di un’ottima vendemmia, ma ha sparigliato da subito le carte in cantina, per cui sia nel Grand Vintage Blanc 2009 sia nel Grand Vintage Rosé 2009 ha assegnato una parte più importante al Pinot Noir rispetto allo Chardonnay. Nell’Extra Brut l’assemblaggio è composto da Pinot Noir al 50%, Chardonnay 36% e Meunier, 14%. Mentre nel Rosé il Pinot Noir sfiora addirittura il 60%. Insomma, è anche con questi cambi di rotta in cantina che un Grand Vintage è destinato a entrare nella storia di una maison. E Moët & Chandon ha voluto sottolineare, o meglio brindare a questa memorabile annata in modo insieme generoso e audace. Con una degustazione delle due nuove creature rilasciate oggi, dopo sette anni di maturazione in cantina (più sei mesi almeno dal disgorgement), abbinata a due spettacolari bottiglie, non scelte a caso, Grand Vintage Collection 2002 e Grand Vintage Collection 1990, entrambe espressione di due annate straordinarie e insieme molto simili nel loro corso all’ultima Grand Vintage. Con la promessa, per giunta, di distribuire sul mercato un’edizione speciale, un coffret con le due bottiglie del 2009 e quella del 2002, la cui sboccatura è avvenuta solo lo scorso anno. Quindi comunque una novità imperdibile anch’essa.

L’audacia è stata quella di far seguire la degustazione tecnica a un lunch d’impronta strettamente siciliana con i due nuovi champagne. Una scelta premiata dalla cucina eccellente di Federico La Paglia, il giovane chef del Sikélaia di Milano, uno dei ristoranti aperti nell’ultimo anno da tenere in maggior considerazione e che probabilmente riserverà ancora molte sorprese. La Paglia ha quindi scelto di proporre il Moët & Chandon Grand Vintage 2009, un vino ancora molto fresco e brioso, con un Risotto al nero di seppia, Piacentinu Ennese e cedro candito. Un piatto che gioca su una tavolozza dai contrasti equilibratissimi. Mentre al Rosé ha voluto accompagnare (e qui c’è anche un dialogo cromatico tra il vino e il piatto azzeccatissimo) con la Triglia arrosto con melanzana in caponata. Caponata sublime nella quale ogni singolo ingrediente ha diritto al suo assolo. Ma il Grand Rosé ha una tale struttura e complessità aromatica e al palato da reggere un intero pasto. My funny champagne, qui il Pinot Noir canta e suona con il timbro unico di Chet Baker.

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