Il menu per le feste, firmato Veuve Clicquot

Tra passato e futuro

Veuve Clicquot fin dalla sua fondazione è simbolo di storia e innovazione. Storia perché questa Maison, fondata nel 1772, è una delle più antiche; innovazione perché, tanto per dirne una, a proiettarla nell’Olimpo dei grandi è stata una donna, in un tempo in cui le donne al massimo erano relegate al focolare domestico.

Lo stesso dualismo permane ai giorni nostri dal momento che, fedele alla tradizione, la Maison ha fatto proprio il motto: “Una sola qualità, la migliore“, diventando una vera e propria icona nel mondo dello Champagne e assicurandosi numerosi primati. Tra questi, sempre ad opera di Madame Clicquot, spicca quello di aver ideato il primo assemblaggio rosé, o ancora di aver realizzato la fondamentale table de remuage.

Mai sopita la voglia di rivoluzionare le tradizioni nel rispetto del territorio, della storia culinaria e del patrimonio gastronomico, desiderio che ha preso forma in questi giorni, al termine di una lunga chiacchierata.

Protagonisti sono Didier Mariotti, Chef de Cave Veuve Clicquot, e Jean Imbert, cuoco francese di fama internazionale. I due hanno immaginato un menù diviso in tre atti, facilmente riproponibile a casa, in cui i tradizionali piatti delle festività natalizie vengono reinterpretati per essere esaltati, e a loro volta esaltare, due vini emblematici della Maison: Veuve Clicquot Yellow Label e Veuve Clicquot Rosé.

Ad aprire le danze un concerto di Capesante, agrumi e salsa Ponzu in abbinamento a Veuve Clicquot Yellow Label, dove “ogni singolo elemento è in perfetta armonia”. Si prosegue con l’Astice all’americana da abbinare a Veuve Clicquot Rosé, dove “il Pinot Nero che compone questo assemblaggio si sposa benissimo alla consistenza e agli aromi iodati dell’astice“; per proseguire e terminare con questo stesso vino, accompagnato da Mele cotte, cannella e crêpes, dove “le crêpes sono come un caldo abbraccio, che si fonde alla perfezione con le prelibate note di Veuve Clicquot Rosé“.

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