Chesa Marchetta apre a Sils Maria

L’hotel firmato Artfarm

A Sils Maria, che più di St. Moritz ha sempre coltivato una reputazione da Engadina “pensante”, Friedrich Nietzsche trovò una delle sue tane alpine, un rifugio in cui mise a fuoco pagine decisive della sua opera filosofica. È anche per questo che la riapertura di Chesa Marchetta, dopo quattro anni di lavori, sembra voler parlare a un pubblico diverso da quello attratto dal lusso rumoroso a pochi chilometri di distanza: un’ospitalità calda, da casa di montagna, che sceglie legni, atmosfera raccolta e dettagli semplici, livello culturale alto.

Il progetto ha rialzato le serrande il 2 gennaio 2026 ed è oggi gestito da Artfarm, il gruppo dell’ospitalità fondato dai galleristi svizzeri Manuela e Iwan Wirth. In passato la Chesa era un rinomato ristorante-pensione della famiglia Godly, proprietaria dal 1947 e con una storia di ospiti illustri; negli ultimi quattro anni è stata oggetto di un importante intervento di riqualificazione conservativa che l’ha trasformata in un hotel con ristorante. Un Hotel senza televisione in camera, con graffiti personalizzati che riprendono le antiche usanze Engadine.

Il tratto distintivo, però, è l’arte, che qui non entra come decorazione ma come vero contenuto: i Wirth hanno selezionato una collezione di opere storiche e contemporanee disseminate negli spazi dell’hotel e del ristorante, con presenze importanti già dichiarate.

La proposta culinaria

Sul fronte gastronomico, l’esperienza resta coerente con il contesto: un menù che richiama i sapori di montagna, il più possibile a km zero. Fantastiche patate, salumi e formaggi engadinesi, caccia e carne locali. Piatti come le Polpette di cervo, le Pappardelle al ragù di stambecco e cavolo nero e gli Gnocchi con burro nocciola e tartufo seguono con coerenza le nuances montanare. La cucina è affidata all’head chef Davide DeGiovanni, mentre la gestione complessiva vede Federica Bertolini come general manager.

Un indirizzo la cui offerta poggia su tre pilastri — ospitalità, cucina e arte — e che potrebbe diventare una calamita per chi, in Engadina, cerca un contesto più bucolico.

La Galleria Fotografica:

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