1224

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16,5/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
La professionalità e la piacevolezza complessiva del servizio e dell’accoglienza.
L’imponente carta dei vini.
DIFETTI
La reiterazione dell’utilizzo degli agrumi.
A cena, la scarsa illuminazione della sala penalizza l’aspetto visivo dei piatti.

Dalle Tofane al Grand Hotel Savoia

Dopo anni di costante ascesa qualitativa, Baita Piè Tofana segna un punto di svolta. Di fronte all’inaccessibilità dell’intero comprensorio delle Tofane imposta dal calendario olimpico 2026, la proprietà ha saputo trasformare un limite logistico in un’opportunità strategica, trasferendo l’intera brigata, ‘armi e stoviglie’, dal calore di una baita ai piedi delle piste, con le pareti in legno antico e il tradizionale larin (caminetto), alla moderna eleganza del 1224, tavola gourmet del Grand Hotel Savoia in pieno centro a Cortina: soffitti alti, ampie vetrate, luci soffuse e tavoli ben distanziati. Da un punto di vista ambientale, una rivoluzione. 

L’operazione segna un cambio di rotta permanente: la sede storica tornerà operativa dall’estate 2026 in veste di bistrot d’alta quota, lasciando che la proposta gastronomica più ambiziosa trovi il proprio palcoscenico d’elezione al 1224. A guidare la transizione è il cortinese Michel Oberhammer, leader del gruppo, che porta in dote una carta dei vini tra le più complete di Cortina per ampiezza, profondità e ricerca. Al suo fianco, Elisa Prudente governa la brigata di sala con polso, charme e competenza e Federico Rovacchi quella di cucina, affiancato dalla sous-chef Nicole Groff, e, nuovo prezioso innesto, dalla pastry-chef Naoko Nakaido.

Cucina svincolata e contemporanea

Il cambio di scenario ha agito da catalizzatore per l’evoluzione della cucina di Rovacchi: la dimensione cosmopolita del 1224, meno soggetta alle suggestioni del contesto rispetto alla baita, gli permette maggiore autonomia espressiva. I cardini della sua cucina non cambiano: la passione per gli accostamenti terra/mare, la padronanza nella preparazione delle salse classiche e di quelle orientali, l’uso della brace applicato agli elementi vegetali e l’attenzione per la qualità, la maturazione e la cottura delle carni che lo rendono particolarmente efficace nei secondi. I cambiamenti seguono due direttrici. La prima riguarda il ruolo più incisivo delle note amare e acide: lo dimostrano il Risotto zucca, arancia amara, noci nere e cardamomo e l’Anguilla cotta alla brace, laccata con salsa kabayaki arricchita con yuzu, limone affumicato in polvere, perle di limone, fungo Maitake, affiancata da un brodo realizzato con le carcasse di anguilla, gomasio e zenzero fresco.

Il secondo riguarda la finezza e complessità delle preparazioni, la cui crescita è evidente nella nuova versione di un classico della casa, i Cappelletti in brodo: minuscoli, sfogliati a regola d’arte, in parte ripieni di salsa verde, in parte di Parmigiano Reggiano di 12 e 60 mesi, a conferire struttura il primo e spinta umami il secondo, affogati in brodo di cappone e verbena, con un tocco finale di mostarda e verbena fresca. Memoria e tecnica: un ricordo domestico della domenica trasformato in un piatto di mirabile finezza. Infine i dessert, che Naoko ha portato a un livello superiore. Il Bosco, per esempio, è un gioco di contrasti e consistenze tanto audace quanto armonioso: pasta fillo, diplomatica al tartufo, crumble di porcini, nocciole, gelato ai capperi, disco di caramello.

IL PIATTO MIGLIORE: Cappelletti di Parmigiano e salsa verde, mostarda e brodo di cappone.

La Galleria Fotografica:


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Davide Scapin Giordani

Classe 1970, figlio d'arte, da sempre legato all'ambiente dell'hôtellerie, incontra la cucina d'autore in tenera età scortando il padre, gastronomo appassionato, in giro per la Francia. All'amore per le grandi tavole, a metà degli anni 90 unisce quello per i grandi vini: diventa Sommelier Professionista AIS e intraprende una marcia serrata che lo porterà ad esplorare le principali zone vinicole italiane e d'oltralpe e a conoscerne i più celebrati vigneron. Collabora con l'Espresso nella duplice veste di autore della Guida dei Ristoranti e di quella dei Vini.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16,5/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
La professionalità e la piacevolezza complessiva del servizio e dell’accoglienza.
L’imponente carta dei vini.
DIFETTI
La reiterazione dell’utilizzo degli agrumi.
A cena, la scarsa illuminazione della sala penalizza l’aspetto visivo dei piatti.

INFORMAZIONI

PREZZI

Prezzo medio alla carta € 120; due menù degustazione da € 120 e da € 160

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