Forbes e i premi del vino contemporaneo

I Mestri del Calice by Passione Gourmet

Se lo scorso 4 marzo fosse scoppiata una bomba all’Hotel Principe di Savoia, assieme ai velluti, agli stucchi e alla moquette sarebbe saltata buona parte dello wine system nostrano. In un certo senso, tuttavia, lo scorso 4 marzo all’Hotel Principe di Savoia è davvero scoppiata una bomba. Anzi, due, grazie a Forbes Italia.

Connaturata alla stessa identità di Forbes, del resto, è precisamente la capacità di mettere assieme tutti quelli che contano e, per farlo intelligentemente anche nel mondo del vino per il secondo anno consecutivo si affida al discernimento di Passione Gourmet per I Maestri del Calice e di Cristina Mercuri, già Wine Editor di Forbes Italia e prima donna Master of Wine d’Italia, per le Iconic Wineries.

Per noi di Passione Gourmet, Alberto Cauzzi e Orazio Vagnozzi hanno curato l’edizione 2026 dei Maestri del Calice: ovvero la rassegna che premia le personalità di spicco della sommelierie contemporanea, rendendo onore al merito, all’inventiva e al carattere di questa trasversale categoria che ha l’enorme responsabilità di fare da ponte tra il mondo della domanda e quello dell’offerta, rendendo il vino un linguaggio brillante, auspicabilmente universale, ben rappresentato sul palco oltre che dal Alberto Cauzzi anche dalla magnetica Giulia Piscina.

Oltre il fine dining

Ma l’edizione di quest’anno ha avuto il merito di allargare il campo. Non più soltanto i grandi ristoranti stellati, ma l’intero ecosistema dell’ospitalità contemporanea: i sommelier dei grandi alberghi, i moderni osti, i protagonisti delle pizzerie gastronomiche e, ancora più inclusivamente, ha scelto anche coloro che dalla ristorazione sono usciti, diventando consulenti di spessore.

Una scelta, questa, che riflette un cambiamento reale del mestiere, da professionista del vino nella sala delle grandi tavole italiane a comunicatore del vino, dentro e fuori i confini nazionali.

Tra i riconoscimenti assegnati:

  • Miglior Sommelier Mentore ad Alessandro Tomberli dell’Enoteca Pinchiorri, figura di riferimento per generazioni di professionisti.
  • Miglior Carta delle Bollicine a Valentina Bertini del gruppo Langosteria, protagonista di una carriera rapida e brillante.
  • Miglior Carta dei Vini a Jacopo Dosio del ristorante Piazza Duomo, premiato per una selezione originale e ricca di personalità.
  • Premio alla Carriera ex aequo a Eros Teboni e Matteo Zappile, interpreti di un modo alto e altro di raccontare il vino.
  • Sommelier Emergente a Zaccaria Labib del Gatto Verde.
  • Premio speciale “Chef del Vino” a Carlo Cracco, riconosciuto per il suo doppio ruolo di cuoco e produttore.

Le Iconic Wineries by Cristina Mercuri

Dopo la cerimonia dei Maestri del Calice l’attenzione si è spostata su un altro momento simbolico della giornata: la consegna dei riconoscimenti alle 100 Iconic Wineries 2026, iniziativa nata dalla collaborazione tra Forbes Italia e Mercuri Wine Club.

Un appuntamento pensato per celebrare non soltanto l’eccellenza del prodotto, ma la trama più ampia che sostiene il vino italiano: ovvero la visione imprenditoriale e capacità di custodire i territori con carisma e autorevolezza.

Ad aprire la cerimonia è stato il direttore di Forbes Italia, Alessandro Mauro Rossi, che ha offerto una lettura ontologica del rapporto tra viticoltura e identità nazionale; fulcro della selezione è stato poi il lavoro di Cristina Mercuri, prima italiana a ottenere il titolo di Master of Wine e curatrice della lista, a cui Forbes Italia ha dedicato un riconoscimento speciale consegnato dall’amministratore delegato Nicola Formichella.

Nel presentare i criteri della selezione, Mercuri ha sottolineato come l’iconicità del vino contemporaneo non possa più essere ridotta al valore economico o alla forza del brand: oggi passa sempre più attraverso la sostenibilità sociale, l’attenzione al capitale umano e la capacità di incarnare un territorio.

Accanto alla lista delle cento aziende selezionate, la giuria ha assegnato alcuni riconoscimenti speciali, poiché capaci di fotografare le traiettorie più interessanti del settore. Tra questi: il premio Contemporary Winery a Baglio di Pianetto; Iconic Man & Woman of the Year ad Alessandro Massano di Bellavista e a Chiara Lungarotti; Research and Development a Ca’ del Bosco; Emerging Winery a Burato; Diversity al Castello di Vicarello e Niche Winery a Col di Lamo. Tra gli altri riconoscimenti, segnaliamo Pioneer Winery a Di Meo, Quality Price Ratio a Lini 910, Terroir Driven a San Leonardo e Sustainability a Tenuta di Valgiano, mentre uno sguardo particolare è stato dedicato anche all’Etna con il riconoscimento New Classic Etna, che ha coinvolto realtà come Cottanera, Graci e Tenuta di Fessina.

Tra le categorie più discusse, infine, Innovators of the Year dedicata ai vini dealcolati, con il premio assegnato a Lea Winery e Hofstätter.

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