La trinità del gusto
Il ristorante Pipero è una tappa obbligata per chi, a Roma, vuole esplorare il panorama gourmet. In questo luogo si crea un’alchimia unica, quasi magica, che consente un’esperienza a 360° nel mondo della ristorazione e che dovrebbe finire nei manuali degli istituti alberghieri come esempio virtuoso.
Una squadra di tre moschettieri della tavola in grado di offrire, con naturalezza, una cosa semplice (si fa per dire): l’eccellenza. Chef Ciro Scamardella in cucina, Achille Sardiello in sala e ovviamente il mitologico Alessandro Pipero a fare da pivot. L’ambiente minimale, ma con divertenti intrusioni, è il giusto palcoscenico per una compagnia che non ha paura di ridere.
Uno spartito culinario
L’offerta culinaria è decisamente rock, ma senza strilli, senza confusione, con la giusta grinta e un’innata eleganza anche nelle portate più decise. Alla grinta del Tubetto con estratto di pollo arrosto e spezie dei Castelli si contrappone la gentilezza del ceviche
La cevice è una ricetta a base di pesce o/e frutti di mare marinati nel limone, uniti ad alcune spezie come il peperoncino e il coriandolo. Preparazione tipica della gastronomia di alcuni paesi dell'America Latina che si affacciano sull'Oceano Pacifico quali: Colombia, Cile, Perù, Ecuador, Panama, Messico, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Guatemala. Leggi di melone, dinamico ed estremamente elegante. Stesso discorso per il Risotto, delicato ed etereo nella sua mantecatura con la robiola, di grande impatto con la riduzione al chinotto. Molto divertente il menù musicale, una selezione di hit dalla quale scegliere il proprio accompagnamento musicale per la serata. Notevole la cantina, sebbene con ricarichi importanti, magistralmente valorizzata dall’ottimo Achille.
IL PIATTO MIGLIORE: Tubetto estratto di Pollo arrosto e spezie dei Castelli.
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