Passione Gourmet Radikon - Passione Gourmet

Radikon

di Sofia Landoni

L’intensità silenziosa della Ribolla

Quando c’è troppo da dire, la capacità comunicativa spesso viene meno, delegando sé stessa all’implicito che assume connotati più espressivi della parola. I vini di Radikon sono esattamente così e assolvono al medesimo, misteriosissimo ruolo.

Varcare la soglia della cantina della famiglia Radikon è come abbandonarsi a un sorriso silenzioso e accogliente. Timido, forse, celato e riservato, ma proprio per questo capace di assumere la forza di una onestà affettiva ben percepibile. I fronzoli e la forzatura di un’allegria costruita non sono di casa, a vantaggio del realismo esperibile nelle parole e negli occhi di Saša Radikon e di sua madre Suzana, dove si legge un mondo infinito di sentimenti e inflessioni espressive di ogni genere. Pare che ogni forma di vita, ad Oslavia, sia marchiata a fuoco da questa vitalità, in cui tutto sa coesistere e sa rendersi parte di un’identità veicolata nell’inafferrabile.

I vini di Radikon provengono dall’intuito di un uomo – Stanko Radikon – che ha saputo vivere un rapporto molto profondo con la sua terra e con la storia di essa. Lo ha narrato attraverso le annate di tutti i suoi vini, in particolare della Ribolla. La Ribolla di Oslavia vive di un’anima assolutamente unica, controversa e imprevedibile, come solo le cose veramente vive possono essere. La tradizione la voleva macerata, per un mero scopo di conservazione e facilitazione nei successivi lavori di pressatura delle vinacce. Eppure, la ragione delle macerazioni non si esaurisce qui. La motivazione più intima è legata alla capacità espressiva del vitigno, che custodisce con cura tutto il suo vissuto riponendolo nella buccia, come si farebbe con quei bauli pieni di ricordi e di oggetti preziosi appartenenti alla propria storia. Stanko Radikon lo sapeva e, oggi, lo sa molto bene anche Saša, che dopo la scomparsa del padre nel 2016 si è fatto carico della responsabilità di proseguire il lavoro di Stanko, perpetrandolo attraverso una personale interpretazione della Ribolla.

Radikon Ribolla Gialla 2004

Si riconosce per una particolare compostezza, che racconta il profilo di un’annata fredda. È fine ed elegante, sia al naso che al palato. Trapelano note agrumate e di miele, sullo sfondo di una speziatura discreta. Si protende nella traccia della freschezza, per esprimere con delicatezza una personalità forte.

Radikon Ribolla Gialla 2003

Il naso è intrigante, pungente. Si racconta nell’espressione concitata di note molto varie. La spezia compare in una traccia leggera, così come la trama rocciosa che ne tesse lo sfondo; sono le note erbacee, le note di terra e quelle balsamiche a scattare la foto di un animo vivace e profondo, a tratti cupo. L’acidità di bocca è tesa, intrecciata a quell’impronta sapida che sfuma in una nota amaricante. È rude, tannico, ma pulito e preciso. Sa fare delle sue austerità un argomento di fascino.

Radikon Ribolla Gialla 2000

È un vino intensamente espressivo, crudo e irrequieto. La nota acre del vinacciolo danza a braccetto con una scia mentolata, sullo sfondo quasi terroso del lievito che ne arricchisce la tridimensionalità. Controverso, contrastante, in una danza forsennata di profumi complessi. Scalpita e lotta in modo energico ma aggraziato, come la sua terra, come la sua storia. In bocca rispecchia le variazioni del naso eppure presenta un’accennata morbidezza, come una sorta di acquisita tranquillità.

 

Photo Credits: Fabrice Gallina

1 Commento.

  • silvia27 Marzo 2019

    Ribolla Radikon da assaggiare quanto prima! :-)

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