Passione Gourmet Il Buttafuoco Storico, un gran vino poco conosciuto - Passione Gourmet

Il Buttafuoco Storico

di Manuele Pirovano

Un gran vino poco conosciuto

Tra i numerosi vini lombardi che mi piacciono, ho pensato di parlare di quello che ritengo essere un grande vino, un’eccellenza italiana ancora troppo poco conosciuta: Il Buttafuoco Storico

Si tratta di un vino prodotto nell’ Oltrepò Pavese in una zona chiamata “lo Sperone di Stradella”. È un’area delimitata da due torrenti, Scuropasso e Versa, dove si incontrano le “sottozone” denominate Le Ghiaie, Le Arenarie e Le Argille per una superficie totale di circa 20 ettari. Per produrlo si possono utilizzare quattro uve: Croatina, Barbera, Uva rara e Ughetta di Canneto. Il blend tradizionalmente prescelto si ripartisce in un 50% di Croatina, 25% di Barbera e la restante quota si suddivide tra le altre due varietà.  È il produttore a decidere la percentuale specifica in base alle caratteristiche della sua vigna, a patto che rimanga all’interno del disciplinare.  La Croatina apporta la struttura polifenolica, il colore e i sentori di frutta rossa; la Barbera  forma con la sua acidità la spina dorsale del vino; infine, la restante parte di Ughetta di Canneto (la Vespolina) e di Uva Rara arricchisce questo vino con note di eleganza.

A differenza di alcuni vini di queste zone, il Buttafuoco Storico è un vino fermo e di grande struttura, perfetto per essere abbinato a cibi robusti come carni e selvaggina, e particolarmente predisposto all’evoluzione nel tempo.  Ciò che lo caratterizza in modo peculiare è la fase fermentativa, che avviene con macerazione congiunta delle diverse uve vendemmiate rigorosamente nello stesso giorno. Non può essere messo in commercio prima di 36 mesi dalla vendemmia, dopo aver affinato per almeno 12 mesi in botti di legno e 6 mesi in bottiglia.

Questo rigido regolamento nasce dall’unione di 11 produttori che, nel 1996, hanno dato vita al Club del Buttafuoco Storico. L’obiettivo è quello di produrre un vino di altissima qualità e, come dice il nome stesso, più storico (tipico) possibile. La bottiglia è uguale per tutti – 14 produttori ad oggi –  e presenta all’altezza del collo un marchio ovale simile alla forma di una botte, con all’interno un veliero. Quanto al veliero si narra che dei marinai Austriaci, nella seconda metà del 1800, disertarono la battaglia perché trovarono un vino locale di nome “Buttafuoco” che li impegnò per tutta la notte. Anni dopo, la marina austroungarica varò una nave chiamandola Buttafuoco. Quanto al nome del vino, invece, si dice si chiamasse così perché il poeta milanese Carlo Porta, una volta assaggiatolo, esclamò: “butafeug”, buttafuoco appunto… perché bruciava la bocca da quanto era potente.

Per saperne di più, esiste un sito del consorzio: www.buttafuocostorico.com.  Visitatelo ed accaparratevi una delle 65.000 bottiglie prodotte ogni anno.

I miei preferiti:

  • Buttafuoco Storico 2012 I Vignaioli del Buttafuoco Storico
  • Buttafuoco Storico “VIGNA PREGANA” 2009 Quaquarini
  • Buttafuoco Storico “SACCA DEL PRETE” 2007 Poderi Fiamberti

1 Commento.

  • stefano bruzzone16 Febbraio 2019

    Provi, se non lo conosce, vigna borlano di vercesi, per me è il top.

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