Passione Gourmet Hotel Villa Carlotta, Ristorante La fenice, Chef Claudio Ruta, Ragusa, di Norbert - Passione Gourmet

Hotel Villa Carlotta, Ristorante La fenice, Chef Claudio Ruta, Ragusa, di Norbert

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

Difetti

Visitato il 09-2019

Recensione ristorante.

Come un’oasi nel deserto della periferia anonima e trafficata di Ragusa ecco il piccolo resort di Villa Carlotta. Una risorsa recentemente ristrutturata in cui il design moderno e, soprattutto, la luce che, attraverso le vetrate pervade ogni angolo del luminoso ristorante, la fanno da padrone. Si è deciso saggiamente di affiancare all’attività per cerimonie, per cui l’albergo da tempo sembra abbastanza rinomato in città, una sala dove viene presentata una cucina più attenta e curata. E così la proprietà ha deputato lo chef Claudio Ruta, reduce anche da esperienze in importanti alberghi veneziani, a mettere la ciliegina sulla torta su un progetto di indubbio gusto.
La cucina è molto semplice, e non si lancia in avventurosi voli pindarici. La conoscenza dei propri mezzi permette a questa tavola una proposta gastronomica pulita e rassicurante.

Dopo aver scelto ad accompagnare il pasto l’ottimo e rassicurante Marina Cvetic 2004 di Masciarelli

subito arriva un buono sgombro affumicato su crema di patate e aceto balsamico.

Cui seguono i bignè di tonno in una ben fatta pastella di birra e una vinaigrette di lenticchie carote e sedano. E’ difficile riproporre il tonno in versioni originali e cosi si gradisce questa che, non mortificandolo, lo presenta insieme ad un idoneo accompagnamento.

Fuori carta ecco i moscardini su pan grattato e riduzione al nero d’Avola. Presentazione un po’ scolastica del mollusco cotto adeguatamente.

Decisamente buoni i saccottini di gambero con centrifuga di pomodori ed acqua di cipolle con tiepida ricottina. Confezionati in modo ineccepibile è dato loro rilievo più dalla caseina vaccina che dall’acqua del pomodoro.

Rusticamente riuscite le paste e cioè gli spaghetti con carbonara di sgombro, maggiorana carote e zucchine

ma, soprattutto, quelli con funghi di carrubo, ingrediente non sempre disponibile, in salsa con gamberetti.

Niente di trascendentale ma niente affatto spiacevole.

Più complicato sulla carta il trancio di cernia al vapore con guazzetto di pomodoro alla vaniglia, con la fatale spezia invero appena percettibile e governata con timorosa reverenza in un piatto che, se non completamente risolto, almeno non risulta pasticciato.

Ottimi, e non solo esteticamente appaganti, i ravioli gratinati con crema al limone su insalata di agrumi e frutto della passione

mentre mi sono sembrati più velleitari gli gnocchi sferificati di mandorla con salsa e croccante di cioccolato alle carrube in una preparazione che non mi è sembrata esaltare particolarmente il gusto del frutto secco.

A chiudere un dignitoso savarin di ricotta con gelato al caramello.

Encomiabile l’impegno profuso per offrire un tipo di ristorazione diversa dal solito e dal livello più che apprezzabile.

il pregio : la luminosità della sala

il difetto : la poco affascinante zona in cui è posto l’hotel e il ristorante

Ristorante La Fenice
Hotel Villa Carlotta Via Ungaretti Ragusa.
Tel +39 0932604140
Alla carta circa 65-70 euro. Menù degustazione 75-65-40 euro

Visitato nel Settembre 2011

www.villacarlottahotel.com/a>


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Norbert

6 Commenti.

  • Lucia15 Giugno 2012

    Sono stata una decina di giorni fa circa nel locale di Claudio Ruta e sono rimasta convinta dalla sua cucina (ho preso il menù di pesce) Piatti raffinati, curatissimi, materia prima di grande freschezza. Io ci tornerò e lo consiglio caldamente. Lo chef, poi, l'ho trovato di una grande semplicità e disponibilità. Servizio in sala ineccepibile, discreto e attento.

  • Claudio PersichellaNorbert11 Aprile 2012

    Tutto vero. In questo caso comunque ho mangiato alla carta.

  • Fabio Fiorillofabio fiorillo11 Aprile 2012

    sempre anonimi, caro Andrea, sia al momento della prenotazione che dopo aver pagato il conto; non saprei dirti se qualche chef ci riconosce, ma può accadere. Riguardo al differente numero di portate che hai riscontrato tra il nostro percorso ed il tuo, posso dirti che quasi sempre, per avere la più ampia panoramica possibile della cucina, ordiniamo altri piatti ad integrazione del menu degustazione.

  • andrea11 Aprile 2012

    Sono andato di recente in questo ristorante che è risultato deludente oltre ogni aspettativa. Piatti minimal e con sapori confusi o impercettibili. Il menù degustazione è stato, per numero di piatti, molto diverso dal vostro. Per ultimo una domanda: quando andate nei ristoranti che recensite vi fate riconoscere o rimanete anonimi? Questo spiegherebbe molte cose.

  • Claudio PersichellaNorbert29 Dicembre 2011

    Ringrazio per i complimenti ma per sincerità, più che per onestà intellettuale, devo dirvi, passo dal tu internettiano al voi perchè siete in due, che il voto di Ciccio Sultano è arrotondato per eccesso. A lungo ne abbiamo dibattuto, poi, visti altri passaggi di noi del gruppo e la solida bravura dello chef abbiamo optato per il 17. E' una grande cucina territoriale che difetta, a mio avviso, di un pò di finezza.

  • giorgio e cristina29 Dicembre 2011

    Egregio Norbert, concordo cn Lei in quasi tutta la recensione, voto compreso. Locale molto manieristico. le trascrivo alcune riflessioni fatte sul locale lo scorso anno; Lo spazio in sé e per sé mi sembra un po’ freddo ed il cuoco in tre visite non sono mai riuscito a vederlo ( l'ultima volta era in ferie ed ho fatto chiamare in sala il secondo, molto timido anch’esso, cui ho fatto i complimenti ) lo chef non è un genio o un archimandrita, ma ha comunque mestiere e sembra intelligente, riuscendo ad inserire un tocco di originalità ( che sia una cottura o una consistenza o un ingrediente ) in ogni piatto. Particolarmente dotato mi è sembrato sui dolci, ma la cucina in generale mi è sembrata in crescita, dotata di maggior anima e cuore rispetto al passato. In cauda venenum: se vogliamo essere critici fino in fondo, non c’è una particolare concentrazione di sapori e non si esce particolarmente appagati: trattasi di locale tipico da una stella Michelin, dove si svolge il compitino diligentemente, ma senza uscire dalle righe, senza alcuna emozione. comunque nel panorama locale spicca. Dietro il caposcuola Sultano in tanti provano ad imitarlo, talvolta scimmiottandolo soltanto. visto che è in zona, provi la pizza al Caravanserraglio ( anche la cucina non è male ). visitati i vari locali della zona e soprattutto ripensando ad altri locali nazionali da Voi giudicati, sono sicuro che ritarerà il voto di Ciccio Sultano verso un più equo 18/20; non è da un particolare di una sfumatura di acidità di una salsa, molto soggettivo, che si giudica un fuoriclasse altrimenti criticheremmo Baggio solo perché ha sbagliato un rigore importante ), ma dalle idee, dalla costanza, dall'entusiasmo, dalla disponibilità. nella mia modesta esperienza, esperienze veramente memorabili ( Sultano a parte ) sono state da Bottura ed Alajmo ed il Miramonti l'Altro. per il resto, molta eccellente ordinarietà. da Sultano non è una esperienza ordinaria. comunque complimenti sinceri.

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