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La rivoluzione è femmina

di Leila Salimbeni

Marianna Vitale, chef donna 2020 per Michelin Italia e Veuve Clicquot

Come ogni anno Veuve Clicquot e Michelin Italia celebrano il talento femminile, e lo fanno in una maniera inedita ancorché familiare in questo peculiarissimo Anno del Signore 2020: un’edizione digitale della manifestazione ospitata, per l’occasione, dal sito Atelier des Grandes Dames.

Anfitrioni di questa insolita, intensa edizione 2020, l’acuta Margo Shachter, giornalista e food-trotter della contemporaneità, Carlo Boschi, Senior Brand Manager di Veuve Clicquot Italia, e Marco Do, Communication Manager di Michelin Italia.

Come Madame Clicquot, anche Marianna Vitale, chef e patron del ristorante SUD di Quarto, ha fatto del cambiamento e della rivoluzione la sua quotidianità, abitando un territorio difficile e affermandosi laddove la vita della donna – e non solo – è più complicata. Per lei, ad oggi, “questo premio ha un valore inestimabile perché è l’unico premio dedicato al sostegno della professionalità e del talento femminile” tanto più che lei, dalla sua terra di origine e dal genere femminile ammette di aver attinto una forza di cui si nutre ogni giorno: “Le difficoltà forgiano lo spirito… forse perché te lo aspetti – visto che nasci svantaggiata – fatto sta che tutto questo si è trasformato in una grande risorsa.

Un talento tutto femminile quello di trasformare i problemi in opportunità, insomma

Quanto all’assunto di partenza, in un mondo migliore di quello che stiamo vivendo oggi non ci sarebbe affatto bisogno di distinguere il talento di un uomo dal talento di una donna. Certo sarebbe l’ora, insiste lei, che a uomini e donne si facessero le stesse domande: “Perché ci interroghiamo sull’esistenza di una cucina di tipo femminile e non sull’esistenza di una cucina maschile?” Sono questo tipo di atteggiamenti che palesano tutta la necessità, ancora, di un premio come quello di oggi. “Non escludiamo, difatti, future aperture verso altri protagonisti della cucina contemporanea” confessa poi, candidamente, Carlo Boschi.

C’è bisogno di questo premio – puntualizza Schachter – non tanto perché ci sia bisogno di sottolineare la presenza femminile nella ristorazione italiana, né di alimentare una competizione interna tra donne: non si tratta di un campionato. Al contrario, questo premio serve proprio a tutte quelle donne che sono in cucina e che non sono in competizione tra loro ma che anzi fan parte della medesima costellazione di alleate.

Quanto al futuro, niente di più vicino al passato, sorride saggiamente Marianna: “Immagino una rete di collaborazione tra chef (uomini e donne n.d.a.) e produttori di materie prime: è esattamente questo che ha contraddistinto per secoli la cultura mediterranea, ed è questo che la contraddistinguerà in futuro. È il mar Mediterraneo il nostro legame.

Così, con queste parole profonde e potenti, si chiude il sipario su questa quinta edizione del Premio Michelin Chef Donna 2020; si chiude il sipario, e si spalanca il futuro.

Arrivederci, dunque, al 2021.

Alcuni ritratti di Marianna Vitale realizzati da Andrea Moretti: