Il Gusto si fa Evento: L’Inverno Milanese di Wingstop e la “House of Flavor”

Il gusto si fa evento

di Emma Cauzzi

Milano, in questo scorcio di febbraio 2026, non è solo la capitale del business, ma diventa il palcoscenico di un esperimento sensoriale che unisce la disciplina operativa americana alla vibrazione culturale meneghina. Il colosso texano Wingstop ha scelto la città per il debutto italiano di House of Flavor, un pop-up immersivo in Via Vigevano 18 che punta a ridefinire i canoni del fast casual.

Oltre la superficie del marketing, ciò che cattura l’attenzione del gourmet è la gestione di una materia prima apparentemente semplice: l’aletta di pollo. In questa House of Flavor, la tecnica si manifesta nel condimento manuale e immediato. Cinque dei gusti più iconici del marchio vengono declinati con interessante gusto e accompagnati da quella salsa ranch signature che è diventata, negli anni, un vero e proprio marchio di fabbrica per gli appassionati del genere. Non è solo cibo; è la dimostrazione di come un format industriale possa mantenere una sua tensione gustativa attraverso la freschezza della preparazione.

Il Fattore Ethan: Il Codice della Gen Z

In questa scalata al mercato italiano, la vera “arma segreta” della famiglia Bastianich è la presenza di Ethan. Se Joe rappresenta l’esperienza e la solidità imprenditoriale, Ethan apporta quel valore aggiunto che nessuna ricerca di mercato può comprare: l’appartenenza autentica alla Gen Z. È lui a decodificare i desideri di una generazione che non cerca solo un pasto, ma un’identità culturale in cui specchiarsi. Il suo ruolo non è di facciata, ma di traduttore: Ethan infonde nel brand quell’energia cinetica e quella capacità di parlare il linguaggio dei nativi digitali, trasformando un brand texano in un’icona urban perfettamente integrata nel tessuto milanese. È la sintesi tra l’eredità di una dinastia della ristorazione e la freschezza di chi sa che oggi il sapore corre veloce sui binari dei social e della connessione reale.

L’operazione mira a creare quello che Joe definisce un “momento culturale”. L’evento milanese non si limita al palato, ma contamina il gusto con la musica di The Night Skinny e Ty1, la nail art e il lifestyle urbano. È l’incontro tra l’energia di un brand globale (partner ufficiale NBA) e la capacità di penetrazione nel mercato italiano, puntando su una viralità che non è fine a se stessa, ma funzionale alla crescita a lungo termine.

Mentre milioni di persone transitano per Milano, Wingstop si presenta con un’audacia che ci piace. È un primo assaggio di un marchio che promette di scardinare le logiche del settore nel nostro Paese, portando rigore, qualità e un’identità stilistica ben definita. In un mondo che cerca costantemente l’esclusività, la House of Flavor democratizza il sapore senza rinunciare alla personalità. Se la qualità resterà quella promessa dalla filosofia dei Bastianich, la strada sembra già tracciata.

L’intervista

Adesso però entriamo nel vivo con l’intervista ad Ethan, il cuore pulsante dell’iniziativa:

Emma: Com’è stata questa esperienza italiana, cosa ti ha lasciato e raccontaci se ti ha dato spunti per un’idea o piani futuri per questo progetto?

Ethan: Sicuramente questa settimana è stata incredibile, un grandissimo successo per il progetto di House of Flavor nel lancio di Wingstop. Questa iniziativa mi ha lasciato tanti spunti di riflessione e idee per il futuro. Però ciò che mi ha davvero convinto e motivato è stato l’afflusso di persone, soprattutto giovani, che hanno trovato gustosi i prodotti ma soprattutto l’insieme dell’iniziativa (non abbiamo numeri certi sono passate più di 30.000 persone in questi giorni). Abbiamo un plan di sviluppo di oltre 40 ristoranti qui in Italia, partiremo con Milano e con il delivery, per poi proseguire in primavera con due o tre aperture sempre su Milano, per poi ampliare la community su tutta Italia. Per avviare un modello che integri il mondo della musica con il mondo della moda e del cibo di qualità popolare, tutto quello che per noi è molto importante e valoriale.

Emma: Infatti è molto bello come avete combinato tanti progetti insieme e creato, diciamo, una vivacità unica. E quindi, questa collaborazione contaminata, se si può dire così, parte da te e dalle tue passioni?

Ethan: In realtà il marchio ha in se nel proprio DNA questo tipo di contaminazioni. La musica, lo sport, la moda, l’arte, la cultura in genere è un mix importante di contaminazione nel progetto Wingstop. Poi, ovviamente, come hai detto anche tu stiamo provando a creare questa comunità, per dare una piattaforma, un microfono a un artista emergente, che renda l’esperienza unica e irripetibile in cui il cibo rimane comunque al centro e tante contaminazioni ruotano attorno.

Emma: Tutto ciò è molto interessante e sarebbe una cosa anche unica per il momento su Milano.

Ethan: Sì esatto. Per il nostro target, i giovani, questo progetto arriva in modo molto autentico perché il loro vissuto è la contaminazione tra i vari aspetti che qui facciamo coesistere.

Emma: Per quanto riguarda invece la collaborazione e l’interazione con Joe Bastianich, tuo padre, qual è il plus che questa collaborazione porta al progetto e nello specifico che porta a te?

Ethan: Visto che il progetto è pensato e orientato principalmente verso la Gen Z io sono il collante con questo mondo. Lui però, essendo uomo di business principalmente, mi dà una grande mano nel comprendere le dinamiche qui in Italia. Io mi sono spostato qui meno di due anni fa quindi è tutto molto nuovo per me e quindi la sua presenza, esperienza e conoscenza del mercato italiano e del pubblico italiano è fondamentale per me e per il nostro progetto.

Emma: Il progetto quindi lo vede entusiasta perchè è il tuo progetto e lui può darti il suo contributo e la sua esperienza.

Ethan: Si, è un progetto che tengo molto vicino al mio cuore e lui lo sa! Ovviamente è la prima volta che la mia famiglia porta qualcosa di Americano in Italia, mentre solitamente la nostra storia è inversa ossia portare la cucina italiana in America, quindi anche per me è una nuova sfida e un nuovo inizio che nessuno della mia famiglia ha mai fatto quindi e sono molto orgoglioso e sono molto contento del progetto stesso.

Emma: Per quanto riguarda invece il menù, sareste i primi a portare un progetto grande come abbiamo già detto incentrato comunque sulle alette di pollo. Pensando comunque al mercato italiano e europeo avreste in mente anche una opzione vegana/ vegetariana? Anche se capisco che è forse difficile per come è pensato il progetto.

Ethan: È difficile, però in realtà tutti i nostri contorni sono adattabili ai vegetariani, per esempio le patatine fritte che possono essere arricchite con le nostre salse ranch, hot sauce che si trasformano in opzioni vegetariane. Vorrei precisare che la scelta delle alette di pollo è dettata da una personale passione della nostra famiglia e Wingstop propone un cibo di alta qualità, cucinato al momento, con le 10 salse con cui il pollo viene condito, quindi con una varietà di scelta che non ti fa annoiare, pur essendo una proposta mono prodotto.

Emma: Si, devo dire che il prodotto è di grande qualità. Io oggi ho avuto occasione di provare le alette al Mango Habanero, veramente buone.

Ethan: Sono le mie preferite, c’è anche una versione più piccante, che non abbiamo portato qui a questo evento, si chiama Atomica ed è molto buona, te la farò provare presto!

Emma: Grazie mille delle bellissime risposte, è veramente un gran bel progetto e spero, appunto, come è stato per me in questi giorni, si riveli la casa di molti altri ragazzi come noi. È stato veramente un piacere, davvero, grazie, spero di rivederti.

Ethan: Si speriamo. Grazie a te, Spero anche io, assolutamente.

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