Muzic

IL NOSTRO GIUDIZIO

Collio Friulano 2018 Villa De Randis

Vini Bianchi
93

Collio Vino da uve Autoctone Stare Brajde 2023

Vini Bianchi
92

Friulano Collio Valeris 2024

Vini Bianchi
91

Malvasia Collio 2024

Vini Bianchi
90

Collio Sauvignon Pàjze 2024

Vini Bianchi
90

I bianchi di Ponca tra rivoluzione e sapidità

Il mio tour che racconta passo dopo passo la Collio Revolution, un rapido cambio generazionale nelle aziende vinicole, con oltre 20 giovani produttori che stanno guidando un rinnovamento che punta su due punti fondamentali, una viticoltura sostenibile e una visione che valorizza le varietà autoctone, in particolare il Friulano, Malvasia e la Ribolla Gialla. Oggi mi porta in uno dei miei angoli preferiti per una visita d’eccezione: i Muzic di San Floriano del Collio.

San Floriano non è solo un borgo, ma un Cru di altissima qualità all’interno della DOC Collio,  dove la combinazione unica di clima, altitudine e il terreno “Ponca” crea le condizioni perfette per vini bianchi strutturati, minerali e di grande identità sensoriale.

Si trova al confine settentrionale del Collio, a un’altitudine che raggiunge i 276 metri s.l.m., a pochi passi dal confine sloveno. La sua posizione collinare è fondamentale per la qualità delle uve. Il fattore distintivo e cruciale è il terreno, la “Ponca” (o Flysch). Questo è un substrato di origine eocenica, composto da strati alternati di marna (argilla calcarea) e arenaria (sabbia cementata).

Localmente la Ponca è morbida e friabile; agisce come una spugna, trattenendo l’acqua in profondità ma garantendo al contempo un ottimo drenaggio superficiale. È ricca di minerali (soprattutto calcare) e conferisce ai vini di San Floriano un’eccezionale sapidità, verticalità minerale, vibrante freschezza e una promessa di longevità evolutiva.

L’azienda agricola Muzic intreccia la sua storia con la vite dal lontano 1927. Dopo la Grande Guerra, fu qui in località Bivio a San Floriano del Collio che la famiglia mise radici in modo definitivo, ma fu nel 1963 che i nonni Luigi e Jolanda comprarono la casa e i primi ettari, fondando ufficialmente quella che oggi è una delle realtà più apprezzate del territorio.

La quarta generazione è già al lavoro con Elija e Fabijan che hanno raccolto l’eredità delle generazioni precedenti e sono pronti a dare nuova linfa vitale, un nuovo slancio. C’è la consapevolezza che da queste terre potenzialmente arrivano i più grandi bianchi italiani.

Fabijan, descrivendo i propri vini durante gli assaggi, ha gli occhi che parlano da soli. Esprime gioia e soddisfazione nel narrare i propri gioielli. Si percepisce chiaramente che sono vini che esprimono appieno la loro idea enologica e la trascrizione liquida del terroir.

L’arrivo in azienda della quarta generazione ha saputo rendere i vini ancora più precisi attraverso tocchi e perfezionamenti in tutto il ciclo produttivo, presentano grande volume al palato, una densità non grassa e finali salini, stretti, sapidi, con un tocco sussurrato di tannino a completare il quadro e definire la texture. Consiglio vivamente a tutti di visitare questo angolo di Collio, fermarsi qui e apprezzare queste meraviglie.

La chiave di tutto è nella frase iniziale che, assaggiando i vini, sembra essersi fusa dentro la bottiglia: “Questo gruppo di giovani stanno guidando un rinnovamento, puntando su una viticoltura sostenibile e una visione che valorizza le varietà autoctone.”

La degustazione

La produzione Muzic è un inno ai bianchi friulani che costituiscono circa il novanta per cento della produzione. Si distinguono il Friulano (in particolare con la selezione Valeris, un’espressione di massima finezza), la Malvasia Istriana, la Ribolla Gialla, il Sauvignon, lo Chardonnay e il Pinot Grigio, senza dimenticare il Collio Bianco Stare Brajde, un elegante assemblage di tre vitigni e la Super selezione di Friulano da vecchissime piante Villa De Randis, disponibile solo nelle annate eccezionali.

Forte di una tradizione familiare che dura da quattro generazioni, l’azienda può attualmente contare su una superficie vitata che copre circa ventuno ettari, dei quali 19 rientrano nella DOC del Collio, mentre i restanti due appartengono alla denominazione Isonzo del Friuli.

Tra i filari, una sola è la regola che viene seguita: coltivare le viti rispettando al massimo l’ambiente e l’ecosistema, valorizzando in particolar modo i vitigni autoctoni e impiantando nuove vigne partendo sempre dagli stessi cloni già coltivati. In vigna si contano piante che toccano anche gli ottanta anni d’età. In quello che è definito il “giardino del goriziano”, nella parte più alta del Collio, si arrivano a vendemmiare uve concentrate e ricche in ogni loro componente organolettica; grappoli che vengono lavorati nella moderna cantina, collegata ai suggestivi locali storici. Con una produzione che tocca la media di 90mila bottiglie annue, andando a comporre una gamma di etichette di assoluto valore qualitativo.

Malvasia Collio 2024 – Muzic

Il naso si rivela esotico e di finezza chirurgica, quasi cesellato, con un bouquet che spazia da note di passion fruit, papaya e mango a delicate sfumature di fiori bianchi. La matrice minerale è annunciata da sentori di pietra focaia che si fondono con la componente vegetale di erbe aromatiche, foglia di tè e salvia fresca. All’assaggio è denso e materico, decisamente sapido e di ricca consistenza. L’allungo è definito da una scia fresco-sapida che pulisce il palato e ne sottolinea la persistenza cangiante.

Friulano Collio Valeris 2024 – Muzic

Un profilo olfattivo pulito e aristocratico, dominato da frutta a polpa gialla come pera, mela e melone, che evolve verso note più complesse di marzapane e la caratteristica mandorla amara. Un tocco floreale si interseca con un leggero accento affumicato. Sul palato si apprezza un deciso volume sostenuto e ben strutturato. La dinamica è improntata su una vivace tensione fresco-salina, che conduce a un finale di eccellente persistenza e definizione.

Collio Sauvignon Pàjze 2024 – Muzic

Il calice esprime note elegantemente delineate di mela verde, passion fruit e limone, affiancate da una componente vegetale nobile che include salvia, asparago verde e la finezza della foglia di pomodoro. Denso sul palato, offre una buona struttura, perfettamente bilanciata da una duttile freschezza e una netta sapidità iodata.

Collio Vino da uve Autoctone Stare Brajde 2023 – Muzic

Questo è il vino che, più di ogni altro, narra l’identità del territorio aziendale. Stare Brajde (che in dialetto significa ‘vecchie vigne’ o ‘vigne storiche’) è il cru aziendale, un assemblage di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla. Sugli ettari totali, solo 1 ettaro è riservato a questa selezione meticolosa, scegliendo anche piccole porzioni di 2 file di vigneto, il che rende la quantità prodotta variabile di anno in anno. L’annata 2023, leggermente più fresca della 2022, si distingue per la sua maggiore vocazione all’eleganza. Viene immesso sul mercato dopo un riposo in bottiglia di almeno dodici mesi.

Il naso è profondo, stratificato e di complessa evoluzione. Si apre su frutta tropicale surmatura (melone, mango, papaya), poi si fa più denso con cera d’api, miele millefiori e pietra focaia. Subentrano note di pepe bianco, resina, limone candito e crema pasticcera, con un finale che vira su tocchi balsamici e di rosmarino. Al palato è denso, ricco, molto elegante e armonicamente fuso. La materia avvolge il palato con una consistenza vellutata, sorretta da una decisa spinta verticale fresco-salina.

Collio Friulano 2018 Villa De Randis – Muzic

Uve di Friulano selezionate da un vigneto storico adiacente al centro aziendale, capace di fornire, anche dopo un secolo, un equilibrio acido irripetibile che ne permette una longevità straordinaria in bottiglia. Elevato sui propri lieviti e affinato lungamente, esce dopo il quinto anno dalla vendemmia, rivelando una straordinaria potenza evolutiva. L’affinamento avviene sulle fecce nobili in serbatoi di acciaio con periodici batonnage per almeno sei mesi. L’imbottigliamento avviene nel mese di luglio successivo alla vendemmia, seguito da ben 5 anni di affinamento in bottiglia prima del rilascio.

È un’autentica esplosione olfattiva di terziario fine. Un profilo tropicale finissimo di albicocca, melone e pesca introduce note agrumate di cedro, arancia e crostata al limone, con richiami a cioccolato bianco e un gran finale su sensazioni floreali e rocciose, di selce e pietra focaia. La bocca è piena, avvolgente e dalla texture vellutata, che sfiora il palato con una delicata scia fresco-sapida bilanciata da un’ottima dose di morbidezza glicerica. Ottima persistenza e grande spessore gustativo: un vino immenso.

Considerazioni Finali

In conclusione, questi vini dimostrano un’anima pura e autentica. Questi luoghi possiedono un’energia e una densità estrattiva tali che l’affinamento in legno – un passaggio spesso ritenuto obbligato per i bianchi di alto profilo – non si rivela necessario. Le fecce nobili arricchiscono questi splendidi nettari, e la presenza di una piccola estrazione tannica dalle bucce conferisce una gioiosa firma varietale. È una complessità mai ostentata, che arriva al palato in modo elegante ma deciso, portando nel calice l’essenza stessa del suolo e del clima. Qui, coltivare le uve è un atto quasi eroico e di grande responsabilità, che questo gruppo di giovani ha accettato in pieno, portando l’espressione del Collio a livelli altissimi. Al prossimo racconto, ma fino a qui, sono pienamente soddisfatto.

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Angelo Sabbadin

Nato e cresciuto a Padova, lavora nei migliori ristoranti della città; alle Calandre sviluppa la sua conoscenza e passione suggellate dal riconoscimento come miglior Sommelier nel 2011 per la Guida de l’Espresso. Il vino è materia articolata e complessa, una passione, vera, un qualcosa che ti rapisce. Da raccontare e trasmettere come emozione. Fondamentale, per scriverne, è ascoltare e capirlo.

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