Un Riesling Kabinett iconico
Il Riesling Krettnacher Euchariusberg Kabinett Alte Reben Fuder “Gisela” AP 8 2021 di Hofgut Falkenstein si presenta con un naso molto complesso di frutta gialla, uva, con sentori di pietra focaia. Notevole la struttura, grande la presenza e tensione in bocca: un vino di razza, ruggente, sapido, nella sua estrema gioventù. Il passo è regale, molto lunga la persistenza. Il residuo zuccherino 40 g/l è sepolto da una acidità sui 10 g/l che lo rende vivissimo. È prodotto con solo lieviti indigeni in circa 1000 bottiglie da vigne su piede franco molto vecchie (70-80 anni), da qui l’indicazione Alte Reben, vigne vecchie, da una parcella nel settore Großschock del vigneto Euchariusberg.
Perché si tratta di un vino iconico
Al di là della qualità intrinseca questo è il vino del “prima e dopo” dei Riesling tedeschi classificati come Kabinett. Questa prima categoria di vini di qualità, anni fa era prodotta come un vino di pronta beva, il vino insomma che introduceva alla regalità e maestosità dei vini tedeschi con residuo zuccherino di classificazione superiore. Un primo cambio avvenne già dai primi anni 2000 come conseguenza del cambiamento climatico, che portò ad avere Kabinett più concentrati, strutturati, che analiticamente appartenevano a categorie superiori. Ma quello che indubbiamente fu un miglioramento, si dimostrò anche un limite, perché stravolgeva l’essenza del Kabinett come era stato sempre considerato, un vino leggero, moderatamente dolce, poco impegnativo e di facile abbinamento, che con l’aumento del livello zuccherino, diventava solamente più dolce. Ebbene la quadratura del cerchio avvenne con alcuni produttori, dei quali Hofgut Falkenstein fu uno dei precursori, che capirono che la soluzione era di ottenere vini di uno stile diverso e unico, alla cui tradizionale dolcezza si contrapponesse acidità tagliente e sapidità, in modo da rendere i vini tesi, vibranti, energici, profondi oltre che dotati di grande equilibrio. Ciò fu ottenuto sia con una attenta gestione in vigna volta a privilegiare la maturità fenolica invece che la concentrazione zuccherina e favorire gli estratti minerali, sia con scelte di vinificazione mirate a preservare e valorizzare la naturale acidità delle uve.
E certamente questo vino, già dalla prima uscita, annata 2015, fece scalpore, attirando subito l’interesse degli appassionati, ben prima che delle guide… (ma è sempre così). Quello che inizialmente fu un passa parola divenne un enorme interesse globale per questo vino e gli altri di questo produttore. E oggi in questo stile vengono prodotti la maggior parte dei Kabinett di qualità.
Suggerimenti di assaggio e abbinamento del Riesling Kabinett Gisela 2021
Per poter permettere al vino di esprimersi al meglio, soprattutto nel profilo aromatico, consigliamo lo scaraffamento un paio di ore prima dell’assaggio. Servirlo mai troppo freddo. È un ottimo compagno di formaggi freschi anche con buona personalità, come formaggi di pecora o un taleggio, così come di paste con sughi in bianco, ad esempio il pesto, o magari con tortelli di zucca burro e salvia, e perché no una cacio e pepe. Ideale poi con gamberi e altri crostacei crudi, e in generale con piatti che combinino la sapidità con una leggera dolcezza. Da provare con sashimi. Piatti agrodolci e speziati da cucina orientale e indiana? Sì, purché “discreti” e non “esagerati”.
Il vigneto
Il Krettnacker Euchariusberg è un vigneto già indicato di altissima qualità sia nelle mappe di Tranchot che di Clotten di inizio / metà dell’Ottocento della regione vinicola Saar, con esposizione sud. La famiglia Weber possiede attraverso Hofgut Falkenstein varie parcelle preposte alla produzione di vini dolci. Il terreno è composto da ardesia grigia, cristalli quarzo, e arenaria e ha praticamente la stessa composizione ed esposizione del vigneto Scharzhofberger, famosissimo anche grazie ai grandi vini di Egon Muller.

Il produttore
Indietro nel tempo, ma avanti con i tempi, è questa l’impressione che si ha visitando la cantina Hofgut Falkenstein. Erich Weber ha iniziato la produzione qui nell’81, acquistando a Niederemennig (paese a sud di Trier, nella regione vinicola della Saar) la tenuta del 1900 – splendida adesso che il rinnovo è stato completato – dall’azienda ormai estinta Friedrich Wilhelm Gymnasium, con la ferma intenzione di viverci e di fare vini con il minimo intervento possibile sia nei vigneti che in cantina. Da tempo il figlio Johannes condivide la gestione dell’azienda, anche lui formatosi alla scuola di enologia di Geisenheim come il padre.

In vigna non si usano né fertilizzanti artificiali né erbicidi, e solo una leggera lavorazione del terreno. La vinificazione viene fatta trasferendo le uve per gravità nella pressa pneumatica. Fino a poco tempo fa si utilizzava una vecchissima, ma efficace, pressa a torchio. Dopo la sedimentazione, il mosto viene trasferito sempre per gravità in vecchi fuder di legno da 1000 litri dove avviene la fermentazione con i lieviti indigeni, e non subisce nessun travaso, aggiunte, se non una leggerissima solfitazione. Rimane perciò sui pieni lieviti, ed è chiarificato solo per sedimentazione, prima dell’imbottigliamento, effettuato fuder per fuder separatamente (come ancora fanno pochissimi). Anche la filtrazione è particolarmente delicata: al momento dell’imbottigliamento non si ricorre né alla pompa del vuoto, né al filtraggio tramite membrana, né all’uso di cartucce filtranti ad alta ritenzione (note come “assolute). Si segue in effetti un protocollo di produzione ultra tradizionale, con risultati strabilianti. Abbiamo assaggiato tutti i fuder, familiarmente chiamati con il nome di personaggi conosciuti di Niedermennig, – Gisela è uno di questi –, oltre che il numero di AP (Amtliche Prüfungsnummer, cioè numero di test ufficiale, che identifica univocamente ogni partita di vino prodotta).

I vini
La produzione è per la maggior parte Riesling, con un piccolo quantitativo di Weissburgunder (Pinot Bianco, utilizzato anche per un Pet Nat), e di Spätburgunder (Pinot Noir). I Riesling vengono prodotti nella tipologia trocken (secchi), feinherb (vini con piccolo residuo zuccherino), e süss (dolci, cioè vini con un residuo zuccherino maggiormente percettibile, ma raramente sopra i 40 g/l).
La produzione è incentrata su Riesling Kabinett e su Spätlese, e a seconda delle annate viene prodotto anche un Auslese. Sono vini vibranti, affilati, precisissimi, con uve raccolte a perfetta maturità fisiologica, ma con concentrazioni volutamente contenute (misurate con il grado Oechsle in Germania). L’ acidità è spesso sopra i 10 g/l ma non aggressiva, crediamo per la perfetta gestione delle uve a maturità, la salinità è ben evidente e l’alcol è sempre al di sotto dei 12 % vol. Nei vini secchi e anche nei feinherb e nei dolci la spinta acida / salina / minerale è evidente, mai risultando “larghi”. Al naso profumi minerali in grande evidenza, con agrumi, lime, mela, pompelmo, ma anche fiori ed erbe. E quando i vini sono feinherb e süss, si aggiungono anche note di pesca, frutta gialla, e a volte note tropicali, ma il tutto ben contenuto. I Weber hanno veramente reinventato i vini feinherb rendendoli profondi così elevando questa categoria ad una dimensione assoluta, intrigante, veri eredi dei vini classici della zona. Con l’acquisizione di ottime parcelle in un vigneto dotato come l’Euchariusberg, si è cominciata la produzione anche di vini dolci. Non si deacidifica nemmeno nelle annate più “dure”. La splendida etichetta old stile aumenta l’idea che il tempo qui si è fermato, ma non la qualità e la conoscenza, perché viene fatto tutto in maniera estremamente precisa, così come risultano i loro vini, ma sempre dotati di una naturalezza non comune.













