Champagne Cocktail

Chi mi conosce sa quanto adoro lo Champagne.

Chi mi conosce sa anche quanto, oltre alla mia proverbiale intransigenza, io mi senta sempre libera di modificare, qualcuno dirà snaturare, ciò che non mi piace. E così ho fatto a più riprese, lo confesso, anche con quello Champagne che, a mio avviso, non aveva senso essere bevuto. Cosa ci faccio? Semplice: uno Champagne Cocktail! Ovvero il cocktail che, ad ora, più di tutti ha saputo ubriacarmi.

Come si fa? Altrettanto semplice, anzi, a prova di dilettante purché si disponga di zollette di zucchero (se non le avete finite tutte durante la vostra ultima visita all’ippodromo), Angostura, anch’essa pressoché introvabile, ormai, Cognac (sia mai che manchi nei cocktail del mio cuore) e, ovviamente, Champagne, ma anche Franciacorta, Cava, Trendoc et alia andranno bene, purché di metodo classico si tratti.

Per la storia, controversa e fumosa come per tutti i cocktail degni di questo nome, rimandiamo a dio Google. Per tutto il resto, qui la ricetta IBA.

Sarà splendido in abbinamento a pettegolezzi e segreti, meglio se supportati da impresentabili canapè anni ’80 come sablé al Parmigiano e vol-au-vent al salmone.

Foto cover powered by ChatGPT

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