
Veritas
Il ristorante Veritas di Napoli propone un nuovo alfabeto di sapori, gestiti e orchestrati dalle sapienti mani di Marco Caputi.

Il ristorante Veritas di Napoli propone un nuovo alfabeto di sapori, gestiti e orchestrati dalle sapienti mani di Marco Caputi.

Il ristorante Acquerello si riconferma nuovamente come una delle tavole più colte dello Stivale. Ecco l’esperienza gastronomica.

1224, la tavola gourmet del Grand Hotel Savoia, è il pascoscenico sul quale si esibisce la cucina montana di Federico Rovacchi.

Nel palazzo di via di Ripetta, San Baylon unisce memoria della città e cucina riconoscibile, con piatti centrati ben leggibili.

Quintonil ha raggiunto in poco tempo l’olimpo gastronomico mondiale, consolidando la raffinatezza che può raggiungere la cucina messicana.

Nusr-Et sbarca a Milano e divide per immagine e teatralità, ma dietro il rito mediatico emerge una cucina fatta di grande materia prima, cotture precise e un’esperienza che cambia se affrontata senza pregiudizi.

De Kas è un ristorante con un’idea chiara, messa a fuoco molto prima che concetti come “farm-to-table” e “chilometro zero” entrassero nel vocabolario.

Il ristorante Da Lucio non è semplicemente un locale affacciato sull’Adriatico; è il naturale compimento di un percorso di Jacopo Ticchi.

Giuseppe Silvestro firma a Monza una cucina d’autore capace di far dialogare la memoria partenopea con l’eleganza contemporanea.

Etxebarri è un locale che custodisce un fuoco sacro che continua a ricordarci cosa significhi veramente la parola “eccellenza”.

Al Crotto Valtellina, Roberto Valbuzzi propone una cucina personale che dialoga tra memoria e riletture dei sapori tradizionali.

Siamo stati da Condividere e abbiamo assaggiato il Festival di Sapori di Federico Zanasi: ecco com’è andata.

Nel Don Julio di Buenos Aires la parrilla diventa esperienza completa: verdure tracciate e autoprodotte e tagli frollati da condividere.

Da Granite, nel cuore di Parigi, Yoshitaka Takayanagi costruisce una cucina essenziale e profondamente golosa, dove tecnica giapponese, sensibilità vegetale e grande precisione danno vita a piatti misurati, luminosi e mai ridondanti.

Studio Frantzén a Dubai esprime una cucina senza confini, libera dal dogma del km zero e costruita sulla scelta del miglior ingrediente.
“Gentili Signore, Cari Signori! Quello di cui vi parleremo sarà l’emotività e la verità che rimarrà sulla tavola prima che ci portino via le briciole. Sarà la persistenza dell’ultima goccia di vino prima che la bottiglia sia vuota. Ciò che leggerete sarà il frutto maturato dalla pianta della passione che questi giovani hanno coltivato per anni.”
Il Presidente, 20 Luglio 2009.
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