Massimo Bottura e il suo Refettorio senza frontiere. Lo chef tristellato dell’Osteria Francescana di Modena, (nonché secondo ristorante al mondo nel 2017 per la guida “50 Best Restaurants”) prosegue il suo progetto legato all’apertura di ‘refettori’: questa volta in un quartiere periferico della città di Torino, verso un piano di riqualificazione. Come i precedenti locali ideati da Bottura, non si parlerà di ristorante, o di bistrot, bensì un altro tassello nella sequenza di Refettori solidali che lo chef modenese ha già aperto in altre città da Milano a Rio de Janeiro durante le Olimpiadi, da Modena a Londra.
A tal merito, Bottura è stato recentemente premiato a New York con il Sustainability Forward Award, a rimarcare l’impegno dei cuochi che hanno la capacità di guardare oltre il lavoro quotidiano con premura sociale rivolta al futuro. La cerimonia si è svolta nell’ambito dei GGA, i Global Gastronomy Awardsorganizzati dalla svedese White Guide, che in dieci anni ha premiato alcuni dei più celebri chef del mondo, a partire da Ferran Adrià nel 2007.
Il nuovo Refettorio di Torino sarà uno spazio dedicato alle persone che non vantano condizioni economiche agiate, in cui verrà recuperato il cibo da buttare, gli scarti alimentari ogni alimento riciclabile: elementi atti a creare piatti di ottimo livello sotto le cure di uno chef-volontario di turno, in un contesto confortevole e accogliente. Insieme a Bottura, collaborerà cuoco il piemontese Ugo Alciati che guida le cucine della Villa Reale nella Tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba.
La nascita del novo Refettorio a Torino di Bottura, è stato un progetto anticipato e accolto con entusiasmo da Alberto Sacco, assessore al Commercio della Città di Torino: insegna che andrà a colorare di solidarietà e nobili intenti il folto panorama gastronomico torinese.